Ave Gratia Plena

Descrizione

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La Chiesa dell’Annunziata o «Ave Grazia Plena» sorge nel quartiere Vallata. L’aspetto attuale, che si esprime nella sovrapposizione di due stili, barocco e primo rococò, non corrisponde a quello originario. L’edificazione, sulla base di quanto è scritto nella fonte più antica posseduta (G. Trutta 1776) risalirebbe alla fine del IX o al principio del X secolo, a quando cioè si verificò la prima ondata di profughi alifani, sfuggiti all’ultimo e più disastroso saccheggio dei Saraceni. A partire dalla seconda metà del Cinquecento la chiesa fu ricostruita nello stesso luogo per accogliere i fedeli notevolmente aumentati di numero dopo la fuga dei cittadini della città di Alife, divenuta invivibile “a causa delle guerre e di altre avversità”. La consacrazione avvenne nel 1640 col Vescovo Pietro Paolo de Medici, anche se i lavori non erano stati del tutto compiuti. A quella data, infatti, mancavano ancora portale e campanile, completati nel 1694. Gli interventi di ammodernamento si succederanno fino al XX secolo.
La facciata si caratterizza per l’impianto di tipo tardocinquecentesco, divisa in due ordini da una trabeazione, e terminante in alto con due spioventi frenati, lateralmente, dalle lesene del secondo ordine. Nella parte inferiore tre aperture movimentano la struttura, la quale acquisisce in tal modo un’accentuata dilatazione orizzontale, molto diffusa nell’architettura religiosa napoletana del periodo. In facciata, come all’interno, sull’impianto tardomanierista si è venuta a sovrapporre una raffinata decorazione in stucco di epoca settecentesca riconducibile ai modi di Domenico Antonio Vaccaro. Il portale centrale è, invece, di chiaro impianto barocco per la struttura marmorea molto articolata, inquadrante un portone in legno, esempio di fine intaglio seicentesco tipicamente napoletano.
A destra della facciata è posto il campanile in pietra viva, composto di tre ordini di cui il primo presenta un sottopassaggio che prosegue oltre con cinque arconi i quali fungono da collegamento e sostegno alla stuttura della chiesa.
La pianta della Chiesa dell’Annunziata ha i caratteri tipici dell’architettura controriformata meridionale. Priva del transetto, presenta uno schema rettangolare che risulta a sua volta scomponibile in altri rettangoli: la navata principale, le laterali, il presbiterio , l’ambiente del coro dietro l’altare maggiore , quello delle cappelle frontali che lo affiancano .
L’interno della chiesa misura 32 m. di lunghezza, 22 m. di larghezza, 18 m. di altezza. Le navate laterali, con volte a crociera, ospitano ciascuna cinque cappelle ricavate nei muri. Si tratta infatti, più che altro, di altari addossati alle pareti sovrastati da imponenti ancone in legno intagliato e dorato. Le uniche concepite come vere e proprie cappelle, con ambiente autonomo delimitato da balaustra e cancelletto d’accesso, sono quelle che affiancano il presbiterio e dedicate all’Immacolata Concezione e all’Annunciazione . La navata centrale presenta una volta a botte movimentata da cornici in stucco bianco in cui trovano posto gli affreschi di Gaetano Bocchetti (1937-45), mentre tutt’intorno si dispiega un’articolata decorazione settecentesca di stucco di gusto rococò che culmina con la scenografica rappresentazione dell’Annunciazione sull’arco trionfale.

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