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Descrizione

Descrizione

L’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano (in latino: Archidioecesis Cosentina-Bisinianensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2006 contava 381.000 battezzati su 383.000 abitanti. È attualmente retta dall’arcivescovoSalvatore Nunnari.

Territorio

L’arcidiocesi comprende parte della provincia di Cosenza.

La sede arcivescovile è la città di Cosenza, dove si trova la cattedraledell’Assunzione di Maria Vergine. Dedicata sempre all’Assunzione della Vergine è la concattedrale di Bisignano.

Nella diocesi si trovano tre importanti basiliche: la basilica della Catena aLaurignano, la basilica di san Francesco da Paola a Paola e la basilica del beato Angelo a Cosenza.

Il territorio è suddiviso in 127 parrocchie.

Storia

Sede di Cosenza

La tradizione tramanda i nomi di due vescovi che sarebbero vissuti nel corso del I secolo: Suera o Sueda e san Pancrazio. Entrambi i vescovi possono considerarsi personaggi leggendari, mentre è possibile che in quel periodo già fosse presente a Cosenza una piccola comunità cristiana.

Nel V secolo la tradizione riporta altri due vescovi. Nel 416 una decretale fu inviata da papa Innocenzo I a due “episcopos per Bruttios”: Massimo e Severo, di cui uno (secondo la tradizione sarebbe Severo) potrebbe essere stato un vescovo cosentino. Nel 496 un’altra decretale, di papa Gelasio Inomina tre vescovi “Bruttiorum”, secondo la tradizione Sereno, di cui non viene mai menzionata la sede, sarebbe stato vescovo di Cosenza.

Nel VI secolo sono riportati da uno storico locale i nomi di due vescovi Teodoro Savelli e Vitaliano, ma non viene fornito alcun riscontro documentale.

Bisogna attendere il 598 per avere il nome del primo vescovo certo. In quell’anno san Gregorio Magno menzionò in una lettera il vescovo Palumbo. Lo stesso Palumbo è nominato in un’altra lettera dell’anno successivo, ma era già deceduto nel 602.

Fino al VII secolo le diocesi calabresi erano immediatamente soggette alla Santa Sede. A partire dagli anni 820842 figurano invece come suffraganee dell’arcidiocesi di Reggio Calabria.

Anche nei secoli successivi i nomi dei pochi vescovi di cui si può accertare storicamente l’esistenza sono accompagnati a nomi leggendari. Nell’XI secolo sedeva sulla cattedra cosentina Pietro, con il titolo di arcivescovo. In questo periodo di vescovi di Cosenza e di Rossano si autoproclamarono arcivescovi per sottrarsi al potere metropolitico delle sedi di Reggio Calabria e di Salerno. Negli anni dell’episcopato di Pietro le fonticostantinopolitane considerano Cosenza suffraganea di Reggio Calabria e le fonti romane suffraganea di Salerno.

Al successore di Pietro, Arnolfo, è invece pacificamente concesso il titolo di arcivescovo in due differenti documenti del 1059. Nel 1098 papa Urbano IIconfermò i diritti metropolitici di Salerno sulle sedi di Acerenza e Conza, ma non su Cosenza che si può supporre fosse già esente dalla giurisdizione metropolitica. Il primo riscontro certo della metropolia cosentina è del 1179, quando la diocesi di Martirano è indicata come suffraganea di Cosenza, mentre nel 1058 era suffraganea di Salerno.

Nel 1590 l’arcivescovo Giovanni Evangelista Pallotta istituì il seminariodiocesano, il primo in Calabria.

In seguito al concordato del 1818 tra il Regno di Napoli e la Santa Sedel’arcidiocesi di Cosenza perse la dignità metropolitica e divenne una sede arcivescovile immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Dopo circa mille anni di continuità territoriale entro i medesimi confini, il 16 dicembre 1963 l’arcidiocesi si ampliò includendo i comuni di Amantea,Aiello Calabro, Serra d’Aiello, San Pietro in Amantea, Belmonte, Cleto,Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Longobardi e le parrocchie di Laghitello e Terrati, che prima appartenevano alla diocesi di Tropea. Altre variazioni territoriali intervennero il 21 e 22 novembre 1973, quando vennero aggregati all’arcidiocesi i comuni di Scigliano, Pedivigliano,Colosimi, Bianchi e Panettieri che appartenevano alla diocesi di Nicastro e venne ceduta all’eparchia di Lungro la parrocchia di Falconara Albanese, che fece ritorno al rito bizantino.

Il 18 novembre 1977 la parrocchia di Panettieri è stata ceduta all’arcidiocesi di Catanzaro.

Il 4 aprile 1979 è stata unita alla diocesi di Bisignano e ha assunto il nome di arcidiocesi di Cosenza e Bisignano.

Il 30 settembre 1986 ha assunto il nome di arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Il 10 novembre 1997 le parrocchie di Acquappesa e Guardia Piemontesesono state cedute alla diocesi di San Marco Argentano-Scalea.

Il 30 gennaio 2001 è stata ristabilita nel rango metropolitico con la bollaMaiori Christifidelium di papa Giovanni Paolo II.

Sede di Bisignano

La diocesi di Bisignano fu eretta probabilmente tra il VII e l’VIII secolo. Il primo vescovo di cui si ha notizia certa è Anteramo che nel 743 partecipò ad un sinodo a Roma.

Nel X secolo apparteneva alla provincia ecclesiastica dell’arcidiocesi di Reggio Calabria e adottava il rito bizantino.

Nel XIII secolo la diocesi, ben definita nei suoi confini, vantava una numerosa presenza di chiese e conventi.

Nel 27 giugno 1818 la diocesi fu unita a quella di San Marco Argentano.

Dal 4 aprile 1979 è stata unita alla sede di Cosenza.

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