Madonna della Neve alla Ghea

Descrizione

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Il Santuario Madonna della Neve alla Ghea è ubicato in aperta campagna sul luogo di un antico insediamento romano, a poca distanza dal paese di Purello, in località Ghea. Si racconta che Il 5 agosto dell’anno 1000 si verificò un’abbondante nevicata e la “Madonna della Ghea” è diventata “della Neve”, come tante altre nel comprensorio, dal XVI secolo.

Si suppone sia stato costruito su un luogo sacro molto più antico, abitato dagli antichi Umbri e successivamente dai romani (nella zona è stata trovata un’iscrizione alla dea Cupra “ Madre ”, relativa al culto delle acque)

La struttura originaria dell’edificio religioso, probabilmente in stile gotico, doveva già esistere prima dell’anno 1000, ma la prima testimonianza scritta è del 1229, si tratta di è un atto di donazione stipulato all’interno di questa chiesa il 27 agosto di quell’anno.

Sulla chiesa–santuario di Ghea si potrebbe scrivere a lungo: il decadere della plebs già forse nel ’300, con la sua unione alla cattedrale di Nocera, il pagamento di una decima di 5 libre cortonesi al papa il 30 dicembre 1333, effettuato da Berulo nuntio dompni Guillelmi plebanis plebis Ghehe (con la novità della seconda hsolvente pro dicta plebe (5 libre, ma ravennati, le paga allo stesso titolo anche due mesi dopo, il 3 marzo 1334, attraverso l’inserviente di un signore e precisamente Naldo familiari domini Bosoni pro dompno Guilglelmo rectore ecclesie S. Marie de Ghea nucerine diocesis)…

Sono altresì da citare il pagamento della dovuta tassa alla sede pontificia, così come riportato nel citato Liber Beneficiorum, la statua lignea e probabilmente trecentesca della Madonna tuttora oggetto di venerazione, l’appartenenza al districtus castri Fossati come registra un notaio nel 1458 e come in precedenza mostrano gli Statuti medievali del castello (anche un atto nell’AS di Gubbio, Fondo Not., Prot. 5, c. 57 r, il 30 agosto 1348, l’anno della grande peste, riferisce di un eugubino che rilascia quietanza a Bernardo Acomandutii Jacobi de villa Ghee territori castri Fossati), lo scadere dal ’500 a “beneficio semplice senza cura di anime” (Sigismondi, 1969).

Nel sec. XVI, scrive Del Bianco nella seconda metà dell’Ottocento, “fu eretto un canonicato in Nocera sotto il titolo di S. Maria della Neve di Fossato che tuttora esiste ed è la più ricca prebenda di quel Capitolo.

Il suddetto santuario della Ghea è affigliato a S. Maria Maggiore di Roma“.

Da ricordare altresì il frammento di un affresco del 1506, a firma di un Merlini nativo di Perugia, la
campana datata MDLXIIII, le visite pastorali ed i lavori di fine ’500 e inizio ’600, la probabile venerazione della Madonna Assunta del 15 agosto da “supporre fino al primo decennio del sec. XVIII” (sempre Sigismondi, non dunque la Madonna della Neve festeggiata come tuttora il 5 agosto e vedi in proposito gli Statuti medievali di Fossato che in rubr. XXI parlano di ” festo sancte marie mensis augusti “, festa di S. Maria del mese di agosto).
Non si possono tacere, poi, la sua raffigurazione e numerazione con il n. 131 nella settecentesca tela ad olio di m 2,70 x 1,90 conservata nell’ex vescovado di Nocera, la vendita dei beni a favore delle Agostiniane di Sigillo nel 1837 e il loro passaggio al Demanio (Fondo Culto) nel 1860, l’attribuzione alla Madonna di una miracolosa cessazione del colera a Fossato nel 1855 (Sigismondi cita tuttavia un documento per il quale nelle limitrofa Gualdo Tadino e nello stesso anno il colera durò circa un mese), i restauri effettuati dal Fondo Culto a fine ’800, con contributi economici anche del parroco di Purello, del Comune di Fossato e di fedeli, l’innalzamento della struttura nel 1900, il porticato antistante costruito nel 1907 e quello laterale nel 1925–27, l’arrivo di un’altra campana nel 1945 con l’iscrizione riportante la gratitudine dei fedeli a feritate Teutonum liberati, liberati dalla bestialità dei Tedeschi (l’occupazione nazista dell’Italia e la guerra erano appena finite); la campana precedente, più grande, è del 1564 e riporta un’invocazione alla Madonna della Ghea.

L’edificio subì notevoli rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Di certo si sa che nel 1574 era già viva la particolare devozione verso la Vergine stante la visita apostolica di Pietro Camaiani, tuttavia per i secoli precedenti mancano informazioni essendo quasi tutto il materiale d’archivio andato perduto.

Tra il 1893 e il 1907 il santuario fu oggetto di nuovi interventi di restauro, così pure tra il 1925 e il 1927.

Oggi la chiesa si presenta ad unica navata, con tetto a capanna, copertura lignea, campanile a torre; l’esterno molto semplice è preceduto da un porticato.

Al suo interno si venera la statua in legno policromo della Vergine con il Bambino sulle ginocchia che insieme reggono il globo azzurro con stelle in oro. Si tratta tuttavia di una copia della statua lignea realizzata da artigiani di Ortisei, poiché l’originale fu spostato per motivi di sicurezza nella chiesa parrocchiale di sant’Apollinare.

Il 5 agosto di ogni anno si celebra la Festa della Madonna della Ghea.

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  • Indirizzo
    LOCALITA' GHEA  06022 FOSSATO DI VICO PG
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  • Regione
    Umbria
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    PURELLO

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