Madonna SS. del Carmine

Descrizione

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Foto santuario del CarmineLa vita del Santuario ebbe inizio nel 1604, per iniziativa personale di un devoto, Giacomo Zillante, di S. Giorgio la Molara (BN) il quale, fidando unicamente sulla propria fede e devozione, con le offerte, che andava elemosinando nel paese e nel circondario, diede avvio, a poca distanza dal centro abitato, a ridosso di una collinetta, alla costruzione di una Cappella, dove si sarebbe potuto venerare la Vergine del Carmelo.
Le difficoltà non arrestarono nel tempo l’opera, che voleva essere omaggio umile ed ispirato alla Vergine che, materna, rendeva “suo” questo centro di devozione.
L’elemento costante di questa costruzione diviene un progredire sacrificato ma continuo, fatto di impegno comunitario di tutta la popolazione residente e degli emigranti, per cui la piccola Cappella s’ingrandisce a mano a mano che viene appianata la collina retrostante.

Foto Santuario del CarmineIn un manoscritto del 16 giugno 1908, dell’Abate Antonio Altobelli, parroco di S. Maria e rettore di quella Cappella, ricorre la prima volta il termine “Santuario“, ma tutto era dovuto alla sua iniziativa, che riscontrava in quella chiesetta, disadorna e raccolta, la religiosità di tutto un popolo, tanto che si prodigò perchè fosse aggregata alla Basilica di S. Maria Maggiore in Roma, l’8 marzo 1903.
Il medesimo rettore promosse l’inconorazione della statua della Madonna, che avvenne il 15 luglio 1903, con decreto del Capitolo Vaticano. Officiò il solenne rito Mons. Andrea D’Agostino, vescovo di Ariano. Costruì l’organo (1910) il quale, più volte restaurato, subì notevoli danni per i terremoti del 1962 e 1980. Fu sostituito dall’attuale organo nel 1989, dalla ditta Continiello di Monteverde, per iniziativa del rettore Mons. Donato Minelli e delle Suore, con il contributo delle Suore e dei fedeli.

Santuario del Carmine: vista panoramicaLo sviluppo del Santuario non investe solo l’edificio sacro, ma si arricchisce, testimonianza di religiosità autentica, di Opere e di iniziative, che tendono ad elevare cristianamente e socialmente l’uomo, grazie all’impegno incisivo, mai dimenticato e sempre più apprezzato dell’Abate Antonio Petrilli, parroco di S. Maria e rettore del Santuario dal 1920 al 1954.
Questi visse il suo sacerdozio, donando, con il ministero sacro, una ricca umanità nel suo lungo servizio alla parrocchia, nell’elevazione socio-culturale-religiosa del popolo. Il sarcofago, nell’arcata centrale del muro laterale del Santuario, dove riposano i suoi resti mortali, ed il monumento in bronzo eretto nel giardino tra il Santuario e la Scuola Materna, ne perpetuano la memoria.
Con il lavoro garantito della popolazione e con le offerte, che raccoglieva in paese, tra i devoti della Madonna, dagli amici e nei suoi viaggi negli Stati Uniti d’America, curò l’ampliamento, la pavimentazione e la decorazione del Santario; la costruzione della facciata (1935), avvalendosi di validi collaboratori ed artigiani, quali Annibale Di Stasio, Matteo e Vincenzo Di Brita, Biagio Altobelli ed altri; la costruzione del viale che collega il Santuario al paese.
Volle dare un’anima al Santuario e fondò la Congregazione delle Suore Carmelitane, perchè fossero seminatrici del culto alla Madonna del Carmine ed il Santuario divenisse centro di liturgia, di cultura, di carità.

Le attese non sono andate deluse, e la Congregazione si è distinta, in vari Comuni, nella direzione e gestione delle Scuole Materne, nell’assistenza alle orfane, nella formazione delle giovani, nelle attività di apostolato parrocchiale, nell’insegnamento della religione nelle scuole, nella confezione di paramenti liturgici.

Nel mese di luglio 1996 si è aperta al mondo missionario, nella diocesi di Sansonate, in El Salvador, Centro America. E’ una Missione bene avviata e pulsante di vita, punto di riferimento e di speranza in una zona tra le più povere del Paese. E’ stata costruita la Casa di formazione “Nostra Signora del Carmelo“, un grande edificio scolastico “Flos Carmeli“, che può accogliere circa 400 alunni, dalla Scuola Materna al 9° grado; un ambulatorio dentistico ed un ambulatorio per visite mediche.
L’opera delle Suore è sostenuta ed incoraggiata dagli “Amici della Missione” i quali, fra l’altro, hanno costruito delle casette dopo il terremoto ed il mitch, e dalle famiglie che “adottano a distanza” bambini bisognosi.

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