Santuario Madonna delle Lacrime di Treviglio

Descrizione

Descrizione

1522-2022

CINQUECENTESIMO ANNIVERSARIO DEL MIRACOLO

 Per comprendere meglio quegli straordinari avvenimenti occorre tuttavia qualche premessa di carattere storico. Si combatteva, a quei tempi, una lunga e sanguinosissima guerra fra il Re di Francia Francesco I e l’Imperatore Carlo V.

Conflitto ricordato come “Prima guerra franco-spagnola” che durò dal 1521 al 1526.

La Lombardia fu teatro di dure battaglie dall’esito alterno. Razzie e saccheggi ne erano l’immancabile corollario. Nei frangenti in cui si inseriscono i fatti qui raccontati era in corso una violenta controffensiva dei francesi che, costretti poco prima a ritirarsi a Cremona, intendevano punire severamente Treviglio per il suo appoggio a Carlo V. Questi erano guidati dal comandante Odet de Foix visconte di Lautrec (1485 – 1528) che le cronache ricordano come un valente comandante militare, ma anche un uomo sanguinario e crudele.

I soldati di guardia a Treviglio, comandati dal luogotenente Giovanni Landriano, negano più volte ai francesi viveri ed ospitalità all’interno del borgo, per cui il generale Lautrec, irritato, ordina la distruzione della città.

Il 27 febbraio 1522 giunge così a Treviglio la triste notizia che Lautrec si sta muovendo da Cremona con l’intenzione di saccheggiare e distruggere la città. Risultano purtroppo inutili tutti i tentativi di mediazione da parte dei Consoli e del Clero.

La popolazione, perduta ogni speranza umana, pone dunque tutta la sua fiducia in Dio e nella Vergine Maria: le chiese si affollano, si veglia tutta la notte in preghiera.

All’alba del 28 febbraio la città si desta gravata da un silenzio funereo, rotto solo da singhiozzi di disperazione. Improvvisamente però una voce si diffonde per ogni contrada, accolta da grande emozione: “Miracolo! Miracolo! L’immagine della Vergine in S. Agostino piange e suda!”.

Verso le ore 8 di quel venerdì 28 febbraio 1522, l’Immagine della Madonna dipinta sul muro della chiesa di S. Agostino, annessa al monastero delle Agostiniane, incomincia a spargere abbondantissime lacrime dagli occhi e sudore da tutto il corpo.

  • soldati francesi constatano il fatto e, profondamente impressionati, ne informano Lautrec che, a cavallo, giunge subito presso la chiesa di Agostino, vi entra e constata che l’Immagine della Madonna è velata di lacrime e di sudore, mentre rimane perfettamente asciutta quella del Bambino, come pure il muro circostante.

Il generale Lautrec, impressionatissimo, assicura gli abitanti di Treviglio del suo perdono. Tutta la città esulta di gioia; le campane della città suonano a festa, tutti esultano mentre il generale e gran parte degli ufficiali, in ginocchio, depongono ai piedi della Madonna le armi e le corazze.

L’evento straordinario viene ufficializzato da un atto pubblico, rogato dal notaio Orfeo Daiberti e sottoscritto dai testimoni.

Il 1 giugno del 1522 il Consiglio Comunale di Treviglio delibera l’istituzione, in perpetuo, di una festa l’ultimo giorno di febbraio di ogni anno, a perenne ricordo del miracolo ed in ringraziamento alla S. Vergine.

LA COSTRUZIONE DEL SANTUARIO DI TREVIGLIO MADONNA DELLE LACRIME

Edificato tra il 1594 e 1619 per volere della comunità trevigliese, il Santuario della Beata Vergine delle Lacrime è un costante richiamo al culto mariano e all’episodio miracoloso.

L’autenticazione del miracolo viene iniziata nel 1583 per volontà di San Carlo Borromeo e portata a termine nel 1591, quando viene decisa la costruzione del santuario.

Il Consiglio della Comunità decise nel 1591, di eleggere quattro soprintendenti per provvedere all’erezione del Santuario e il 25 marzo 1594 si pone la prima pietra.

1 giugno 1522

Il Consiglio Comunale decreta a pieni voti che l’ultimo giorno di febbraio di ogni anno venga distinto come “festa solenne”.

1583

  1. Carlo Borromeo visita Treviglio e dispone che si avvii la pratica per il riconoscimento del miracolo.

1591

Nel Consiglio vengono eletti 4 soprintendenti per la costruzione del nuovo Santuario.

1594

Si pone la prima pietra. Progettista è l’architetto Tolomeo Rinaldi.

27 maggio 1619

L’architetto di fiducia di S. Carlo, Fabio Mangone, di origine caravaggina, taglia il muro su cui è dipinta l’effigie della Madonna miracolosa nella chiesina del convento delle agostiniane.

28 maggio 1619

La nuova chiesa viene approvata dall’Arcidiacono della metropoli milanese Alessandro Mazenta.

15-16 giugno 1619

Traslazione dell’immagine e dedicazione della chiesa per opera del card. Federico Borromeo.

21 febbraio 1658

Crolla il campaniletto della chiesetta del miracolo.

1668

Si delibera di costruire, nel Santuario, un nuovo altare di vari marmi preziosi.

1705

Si erige una nuova facciata al Santuario.

1719

Gianluca e Carlo Molinari affrescano il Santuario

1835

Costruzione di un nuovo campanile per il Santuario.

28 febbraio 1899

  • cardinale A. Ferrari, arcivescovo di Milano, pone la prima pietra per l’ampliamento del Santuario. II progetto è dell’architetto Cesare

8 settembre 1899

II “bollettino” annuncia l’inizio dei lavori.

Viene costituita “L’impresa per l’ampliamento del Santuario” che raggruppa quattro imprese locali: Bencetti, Furia, Possenti e Rossi. I lavori iniziarono esattamente il 13 novembre.

Luglio 1900

Il cardinale Ferrari, in visita a Groppello d’Adda, si reca a Treviglio dove elargisce benedizioni dai ponteggi del santuario.

25 aprile 1902

L’immagine miracolosa viene trasferita nell’altare ricostruito sul nuovo presbiterio.

9-10-11-12 agosto 1902

Con rito solenne, il cardinale A. Ferrari consacra il Santuario ampliato.

1907

Si riordina la Cappella del miracolo, II pittore Romeo Rivetta (Melegnano 24.8.1868 – Milano 15.4.1924) affresca le pareti illustrando il fatto storico.

14 gennaio 1912

Il cardinale Andrea Carlo Ferrari ordina vescovo nel santuario Pompeo Ghezzi, già canonico curato della stessa chiesa, nominato vescovo di Diocesi di Sansepolcro da papa Pio X.

1913

II pittore Gaetano Cresseri (30.4.1870-17.7.1933) di Brescia, presenta i bozzetti per la decorazione interna.

1933

Morto G. Cresseri, Giovanni Bevilacqua (Isola della Scala (Vr) 6.1.1871- Genova 14.2.1968) continua l’opera che si compie nel 1941

1970

Iniziano i lavori di restauro dell’ex chiostro delle agostiniane e della Cappella del Miracolo.

27 febbraio 1971

Il cardinale Giovanni Colombo ordina presbitero nel santuario Giuseppe Merisi, originario di Treviglio, alla vigilia della festa patronale.

1981

Nel Santuario, l’ambiente già destinato a sala degli ex voto viene trasformato in Cappella dell’adorazione. II progetto e l’esecuzione della vetrata sono di Paolo Furia.

11 dicembre 1981

Con atto notarile si costituisce l’Associazione Trevigliese Amici del Santuario (ATAS).

2017

Si portano a compimento i restauri del tetto e delle facciate esterne laterali del santuario.

Marzo 2018

Iniziano i lavori di restauro interno del santuario.

Primo lotto: posizionamento del riscaldamento a pannelli radianti. Secondo lotto: restauro della cripta.

Terzo lotto: restauro di stucchi ed affreschi, terra-cielo, di tutto il santuario.

2 febbraio 2020

Il Card Angelo Scola inaugurerà il restaurato santuario.

 

NEL 1835 INIZIARONO I LAVORO DI AMPLIAMENTO DEL SANTUARIO

Nel 1835 venne costruito il campanile mentre alla fine Ottocento, si decise di ampliare la chiesa su progetto dell’architetto Cesare Nava inglobando l’area dell’antico convento agostiniano, soppresso in seguito agli avvenimenti della Rivoluzione Francese.

I lavori, iniziati nel 1899 terminarono tre anni più tardi.

Il 24 febbraio 1899 S.E. il card. Ferrari, Arcivescovo di Milano, venne a deporre la prima pietra e poi, di nuovo nel luglio 1900, il card. Arcivescovo Ferrari venne a visitare i lavori e fissò le feste e le cerimonie di inaugurazione e consacrazione per il 9,10,11 agosto del 1902.

Nel nuovo santuario si avvertiva forte anche l’esigenza della decorazione dell’abside e della volta, ma lo scoppio della prima guerra mondiale interruppe ogni progetto.

Si riprese nel 1919 quando il pittore Cresseri si dedicò alla decorazione dell’abside, con rappresentazioni della storia del miracolo, conclusa nel luglio del 1921.

Furono poi dipinte anche “la Nascita” e “la Crocifissione” sulle pareti laterali del presbiterio ed infine la grandiosa “Assunzione” nella tazza del presbiterio.

I restanti lavori di decoro, commissionati al pittore Bevilacqua, continuarono solo nel 1937 con la decorazione delle vele della cupola ogivale del Santuario, terminate nel 1939, e poi i quattro quadri sottostanti che illustrano alcune scene della vita di Maria.

I lavori di decorazione terminarono nel 1940 quando furono completate le due cappelle laterali del transetto.

 

INTERVENTI RECENTI DI RESTAURO

Dopo la fase di progettazione e di ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni, i RESTAURI ESTERNI sono iniziati nell’ottobre 2015 e si sono conclusi nell’aprile 2017 interessando l’intero involucro esterno del Santuario e risanando facciate, tetti, vetrate, gronde e zoccolature in pietra. I lavori hanno portato alla messa in sicurezza di tutto l’edificio, con l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua che stavano già creando gravi danni ai dipinti all’interno della Chiesa.

Nel 2018 sono iniziati i RESTAURI INTERNI, che si sono articolati in tre diversi momenti.

Il primo ha riguardato il rinnovo della parte impiantistica, il restauro delle sagrestie e la formazione di nuovi bagni.

Il secondo ha riguardato il restauro della Cripta e il terzo il restauro delle superfici decorate interne.

Nel marzo 2018 è iniziata l’impegnativa opera di sostituzione dell’impianto di riscaldamento ad aria che oltre ad essere ormai superato e molto dispendioso era anche la causa principale del danneggiamento delle superfici decorate interne che risultavano molto alterate nei colori e ingrigite a causa dalle grandi quantità di polveri e sporco depositate.

Qui la sfida è stata davvero enorme, perché si è trattato di sostituire il vecchio impianto con un moderno impianto a pannelli radianti a pavimento, più confortevole e meno costoso, conservando però l’antico e prezioso pavimento originale in marmette a 5 colori.

In un mese circa tutte le 7300 antiche marmette sono state rimosse, grazie ad un attentissimo lavoro di taglio che ne ha evitato la rottura, sono state numerate, pulite e lavate ad una ad una e depositate in grandi ceste appoggiate sulla pavimentazione centrale che non era stata toccata perché troppo preziosa.

Terminata la rimozione sono iniziati i lavori di scavo per la realizzazione degli impianti sotto pavimento.

Alla fine, dopo la realizzazione dell’impianto di riscaldamento vero e proprio, sono state riposizionate, con una operazione molto lunga e delicata, tutte le antiche marmette per ben 700 metri quadrati di pavimento.

Nel novembre 2018 sono iniziati i lavori di restauro della grande Cripta sotterranea, che è posizionata sotto il presbiterio e che era chiusa ai fedeli dalla metà degli anni ottanta cripta perché considerata insalubre e non agibile e che si presentava davvero in pessimo stato di conservazione a causa della elevatissima umidità presente.

Nella cripta sono presenti anche due opere del nostro artista trevigliese Trento Longaretti, opere che a causa dell’elevata umidità risultavano molto danneggiate: le due bellissime grandi vetrate istoriate sono state completamente restaurate da un laboratorio specializzato, cosi come il grande mosaico absidale, tutto in tessere in oro e marmi colorati, è stato completamente pulito, integrato e consolidato.

Nel dicembre 2018 è infine partito il restauro delle superfici decorate interne.

Dopo l’installazione dei maestosi ponteggi di servizio, sono state eseguite tutte le campionature di ogni fase di intervento, per verificare quanto era stato previsto nella fase progettuale, grazie all’esame ravvicinato delle superfici, e per il confronto con i funzionari della Soprintendenza, in modo da affinare le modalità di intervento e ottenere il benestare alla esecuzione

I lavori sono iniziati dal presbiterio, per continuare poi nella cupola ottagonale e in tutta la zona del transetto, e infine nella navata seicentesca e nelle cappelle laterali.

Tutte le superfici sono state pulite, rimuovendo ogni traccia di polvere, di sali e tutte le sostanze che avevano contribuito ad alterare la percezione delle decorazioni ricoperte da spessi strati di depositi superficiali. Sono state recuperate anche alcune parti dei dipinti, degradate da sali conseguenti ad infiltrazioni di acqua dalle coperture o dall’impoverimento di alcuni strati pittorici. Un grande lavoro ha comportato la messa in sicurezza degli elementi in stucco mediante imperniatura per prevenire pericolose cadute di parti di modellato.

Insieme ai lavori di restauro è stato messo a norma tutto l’impianto elettrico ed è in corso di installazione il nuovo impianto di illuminazione a LED con corpi illuminanti di grande efficacia e durata che andrà a esaltare e valorizzare l’intervento di restauro per poter apprezzare le meravigliose opere d’arte realizzate in Santuario da chi ci ha preceduto e che noi, oggi, abbiamo il dovere di tramandare a chi verrà dopo di noi.

L’ARTE DEL SANTUARIO DI TREVIGLIO MADONNA DELLE LACRIME

Il Santuario oltre che luogo di devozione può essere considerato un piccolo museo, infatti all’interno conserva opere d’arte di varie epoche, a partire dall’immagine miracolosa, dipinta alla fine del Quattrocento, fino ad arrivare ai mosaici del maestro Trento Longaretti, di epoca contemporanea.

L’opera più antica, dopo l’immagine miracolosa, è la predella del polittico che circondava il dipinto con la Vergine e il Bambino; realizzata da Nicola Moietta poco dopo il Miracolo, raffigura in tre scene l’arrivo delle truppe francesi: molto interessante è la descrizione della città, quasi come in una fotografia vediamo Treviglio nel Cinquecento, con le mura merlate, il campanile e la facciata gotica della basilica.

La stessa immagine è riproposta anche nella volta dipinta nel Settecento da Gianluca e Carlo Molinari: i pittori raffigurano con grande enfasi i consoli che consegnano le chiavi a Lautrec e Maria che, circondata da un tripudio di angeli, protegge dall’alto la città; anche qui notiamo le mura, il campanile della basilica e il campanile del monastero di Sant’Agostino, dove è avvenuto il Miracolo.

Sempre nella parte antica del Santuario possiamo ammirare altre due opere molto interessanti: la tela di Montalto con la nascita del Battista e la pregevole conversione di san Paolo di Bernardino Galliari, unica opera in città del grande scenografo e pittore settecentesco conosciuto in tutta Europa e residente a Treviglio.

La serie di dipinti su tela è completata dal ciclo con gli episodi della vita di Maria realizzati da Montalto e il perdono di Assisi di Camillo Procaccini, esponente di rilievo della pittura lombarda della fine del Cinquecento.

Procedendo verso l’altare entriamo nella parte più moderna del Santuario: qui vediamo i dipinti realizzati da Giovanni Bevilacqua e Gaetano Cresseri nel corso del Novecento; guardando verso l’alto notiamo la cupola, molto interessante per la presenza di immagini che riportano chiese nel mondo dedicate a Maria; una sorta di catalogo di chiese mariane, dove possiamo riconoscere, per esempio, il Duomo di Milano, Notre Dame di Parigi, Santa Maria del Fiore a Firenze.

Subito sotto la cupola quattro quadroni ricchi di dettagli ci raccontano episodi del Vangelo in cui è protagonista Maria: molto bella la scena con le nozze di Cana e quella in cui si vede la Sacra Famiglia; nel presbiterio vediamo i due grandi quadroni con la Natività e la Crocefissione, sovrastati dall’Immacolata Concezione e dal racconto del Miracolo.

Concludiamo il viaggio tra le opere d’arte del Santuario di Treviglio scendendo nella cripta: siamo immersi in questa suggestiva luce d’oro dei mosaici realizzati dal trevigliese maestro Trento Longaretti.

La visita del Santuario ci fa attraversare cinque secoli di storia dell’arte: siamo passati dal linguaggio semplice e rigoroso della pittura quattro/cinquecentesca, alla grande enfasi barocca del

Seicento e del Settecento; alla linearità narrativa e didascalica del Novecento, fino ad arrivare al decorativismo liberty della cripta e delle pregevoli vetrate.

Arch. Barbara Oggionni 

VISITA DETTAGLIATA INTERNA AL SANTUARIO

L’interno dal Santuario di Treviglio Madonna delle Lacrime può essere suddiviso in due parti: la navata d’ingresso, seicentesca con copertura costituita da una volta a botte continua, e l’ampliamento novecentesco, costituito dal transetto e dalla zona presbiteriale.

La volta a botte della zona seicentesca è decorata con un grande affresco realizzato da Gianluca e Carlo Molinari tra il 1719 ed il 1722; il dipinto rappresenta l’episodio miracoloso: al centro è riconoscibile il profilo di Treviglio circondata da mura merlate e caratterizzata dalla presenza di tre campanili (la

Torre Civica, il campanile trecentesco della Basilica e il campaniletto del Monastero di Sant’Agostino sulla cui parete era raffigurata l’immagine miracolosa; questo campaniletto è riconoscibile per la fiammella soprastante); intorno sono ben visibili l’armata del Generale Lautrec, che con gesto ampio ed enfatico indica l’attacco, i consoli della Città che porgono le chiavi del borgo al condottiero francese, e gruppi di donne e bambini piangenti in atto di preghiera; la scena è sovrastata dell’immagine della Vergine con il Bambino che, tra le nuvole e circondata da un tripudio di angeli, rivolge il suo sguardo amorevole verso la scena dell’assedio.

Il dipinto, realizzato con stile tardo barocco, esprime un linguaggio particolarmente teatrale: i gesti dei personaggi sono ampi ed i volti particolarmente espressivi; finte architetture incorniciano la scena e sono arricchite con elementi decorativi che richiamano un’atmosfera guerresca, quali insegne, scudi, tamburi ed elmi, mentre schiere di angeli circondano la zona in cui è presente la Vergine, immersa in un luminoso cieli color giallo oro.

Proseguendo si incontrano:

  • La prima cappella a sinistra, denominata Cappella Penarojas, prende il nome dal podestà di Treviglio, Don Rodrigo Penarojas, che all’atto della sua morte (avvenuta nel 1655) lasciò le proprie sostanze per l’abbellimento del Santuario. La Cappella, dedicata a San Giovanni Battista, reca in alto lo stemma della Famiglia Penarojas sorretto da due angeli, è decorata con motivi barocchi realizzati da Tiburzio Ferrandi e conserva la tela con la Nascita di San Giovanni, opera seicentesca di Giovanni Stefano Doneda detto Montalto
  • La cappella di destra, denominata Cappella Ferrandi, è dedicata ai Santi Stefano e Paolo: la decorazione, di evidente gusto rococò, risale al XVIII secolo; la tela al centro rappresenta la Conversione di San Paolo ed è opera di Bernardino Galliari, pittore e scenografo del XVIII di fama internazionale.

Lungo le pareti sono collocate tele raffiguranti la vita di Maria, opera di Giovanni Stefano Doneda, in collaborazione con i figli Carlo Antonio e Andrea (detti i Montalto, autori anche delle tele con Storie di San Martino, collocate nella Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta).

Le tele, concepite secondo la funzione didascalica dell’arte a fini dottrinali diffusa da Federico Borromeo, rappresentano, con una successione che si svolge in senso orario da sinistra verso destra, episodi della vita della Vergine, dall’Annunciazione fino a giungere alla Trinità che incorona Maria.

Il Transetto, aggiunto con gli ampliamenti progettati da Cesare Nava tra il 1899 ed il 1902, è caratterizzato dalla maestosa cupola che sormonta l’incrocio con la navata: sopra i pilastri angolari quattro edicole racchiudono le statue di S. Martino (patrono della Città), S. Agostino (cui era dedicato il

Monastero sede dell’immagine sacra), S. Monica (madre di Sant’Agostino) e San Carlo Borromeo (che riconobbe il fatto miracoloso). Sopra i grandi arconi centrali quattro scene emblematiche della vita di Maria racchiuse entro cornici quadrangolari: la Purificazione della Vergine (lato presbiterio), Nozze di Cana (lato destro), Sacra Famiglia (di fronte al presbiterio), Pentecoste (lato sinistro); i dipinti sono opera di Giovanni Bevilacqua, attivo in Santuario tra il 1933 ed il 1941 e Autore anche degli spicchi della cupola, raffiguranti Chiese e Santi d’Europa particolarmente devoti alla Vergine.

Sempre nel transetto vi sono altre due cappelle: a sinistra la Cappella di San Giuseppe, sormontata da lunetta raffigurante l’Annunciazione, opera di Bevilacqua; a destra Cappella del Sacro Cuore, sormontata da lunetta con la Visita di Maria a Santa Elisabetta, sempre di Bevilacqua.

Il punto focale del Santuario è costituito dal presbiterio, dove ha sede l’immagine miracolosa, di autore ignoto (traslata dal Monastero in Santuario nel 1619). Sul lato sinistro è conservata la predella del polittico che originariamente ornava l’altare del Santuario: opera attribuita a Nicola Mojetta, rappresenta tre episodi dell’evento miracoloso, riportando visioni di parti della Città. Alla base sono raffigurati gli Apostoli, con al centro Cristo, mentre ai lati delle scene sono quattro beate agostiniane.

Le decorazioni parietali del presbiterio, della semicupola e del catino absidale sono opera del pittore Gaetano Cresseri, eseguite tra il 1913 ed il 1933. Ai lati dell’altare si vedono, a sinistra, la rappresentazione della Natività, a destra, la Crocifissione. Nel catino absidale è riportata la rievocazione del fatto miracoloso, mentre nella semicupola vi è l’Assunzione della Vergine in Cielo, sorretta idealmente dai Quattro Evangelisti, raffigurati negli innesti angolari della cupola; la Vergine viene raffigurata secondo l’iconografia dell’Immacolata Concezione, infatti ai suoi piedi è visibile il drago mentre il Suo capo è decorato da una corona di dodici stelle.

Ai lati dell’altare si accede, a destra, alla Sagrestia, che conserva tele di Montalto, di cui pregevole quella che rievoca il Miracolo, posta fra due ritratti di Lautrec, di autore ignoto. A sinistra si accede alla Cappella dell’Adorazione, con vetrata opera di Paolo Furia; all’interno della Cappella sono stati collocati alcuni degli ex voto dedicati alla Vergine delle Lacrime di Treviglio: sono visibili alcuni dipinti con episodi legati alla vita quotidiana realizzati tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX, ricami, pregevoli intarsi lignei, opere composte da più tecniche; in una teca è visibile il drappo ricamato con cui veniva velata l’immagine della Vergine con il Bambino in occasione della messa Vespertina che viene celebrata la sera prima della Festa del Miracolo.

Sotto la zona presbiteriale è stata realizzata, nel corso degli ampliamenti di inizio secolo, la Cripta, piccolo vano a tre navate, con volte a vela sorrette da esili colonnine; la decorazione a mosaico è opera di Trento Longaretti.

Il campanile a lato dell’ingresso è stato realizzato nel 1835/38.

La cassa lignea e l’organo risalgono al 1760 circa. Si tratta di uno strumento costruito dai celebri Serassi; la medesima ditta lo restaurò e ampliò nel 1867 e nel 1892 ad opera di Locatelli, continuatore di questa tradizione, che ne conservò le spiccate caratteristiche timbriche.

Arch. Barbara Oggionni

 

TRA VERITÀ, STORIA E LEGGENDE

 PIÙ DI MILLE ANGELI

Una delle caratteristiche più interessanti dell’intera decorazione del Santuario è la costante presenza di figure angeliche: angeli sono dipinti a corona degli episodi narrati; angeli sono presenti lungo la trabeazione decorata con foglia d’oro; angeli sono composti nelle vetrate colorate.

La presenza degli angeli unitamente alle decorazioni auree richiama il significato dell’architettura del Santuario, anticipazione e prefigurazione del Paradiso, promessa della Salvezza resa possibile dal Miracolo della Fede, che ha salvato Treviglio dall’assedio e può salvare l’uomo nell’Eternità.

L’INNOMINATO A TREVIGLIO

Non è escluso pensare che l’Innominato, personaggio manzoniano ispirato a Bernardino Visconti, signore di Brignano, abbia incontrato il card Federico Borromeo nei giorni in cui il cardinale era a Treviglio per l’inaugurazione del santuario (giugno 1619).

Bernardino Visconti veniva chiamato il conte del sagrato (proprio come il primo appellativo dato dal Manzoni all’Innominato in Fermo e Lucia), poiché faceva uccidere le sue vittime nello spazio consacrato davanti alle chiese.

Nel 1619, in occasione della visita pastorale a Treviglio, incontrò il cardinale Federico Borromeo con il quale dialogò per due ore. Fu probabilmente l’occasione e il momento della conversione.

La scelta di Manzoni del personaggio per attuare la conversione non è certamente casuale: infatti solo un uomo di una grandissima bontà come il cardinale può redimere l’Innominato.

La testimonianza della marchesa Margherita Provana di Collegno risolse la questione che l’Innominato fosse storicamente Bernardino: la nobildonna, assidua frequentatrice delle ville del grande scrittore, riportò nei suoi diari la frase che le disse, cioè che l’ignoto personaggio letterario era effettivamente un Visconti, realmente vissuto.

(Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Bernardino_Visconti)

 

COME SI FESTEGGIA OGGI

Il 28 febbraio 1522 rappresenta, per gli abitanti della cittadina di Treviglio (BG), una data storica ed è ricordata ancor oggi con grande solennità.

 

Ogni anno, in preparazione alla festa che viene celebrata sempre l’ultimo giorno di febbraio (normalmente il 28, negli anni bisestili il 29 febbraio) si vive una grandiosa novena, sempre predicata da un Vescovo.

Ogni giorno centinaia di persone sono convocate per l’ascolto della Parola di Dio, la celebrazione dei Sacramenti, la devozione alla Madonna.

 

Alcuni gesti di questi giorni di grazia meritano di essere ricordati:

Anzitutto la benedizione dei panni. Nel pomeriggio che precede l’inizio della novena, la gente si mette in fila per salire all’Immagine sacra sull’altare maggiore. Un sacerdote o un diacono appoggia al vetro dell’affresco gli oggetti che il Popolo intende benedire. Un gesto semplice che poggia sul fatto che quel muro è intriso delle lacrime e del sudore della Vergine. Un gesto che proclama la vicinanza della Madonna alle nostre gioie e alle nostre pene.

La domenica centrale alla novena è caratterizzata dall’offerta della cera: per ore la gente, in fila, presenta al vescovo predicatore della Novena una o più candele indicando l’intenzione per cui offre questa cera. Sono ore molto intense di affidamento. I vescovi invitati ne restano sempre meravigliati.

 

E poi ci sono i giorni della festa: solitamente il 27 e il 28 febbraio.

La sera del 27, durante la messa serale, detta “la vespertina” il quadro della Madonna viene lentamente velato, per restare così fino al giorno dopo.

Quel velo rappresenta l’angoscia di quell’antica notte di trepidazione del 1522, quando l’Esercito francese era orami alle porte.

Il giorno dopo, il giorno della festa, la Messa più solenne è alle 8:00, detta “del miracolo”.

Allo scoccare delle 8:00, solitamente davanti all’Arcivescovo, l’Immagine viene scoperta al canto del Te Deum.

È un’esperienza unica, di grande impatto emotivo.

 

INFORMAZIONI UTILI PER LE VISITE

VISITE PER PARROCCHIE O GRUPPI

 

Il Santuario di Treviglio Madonna delle Lacrime è meta di molti pellegrinaggi parrocchiali. Invitiamo eventuali Responsabili a chiamare per tempo la segreteria della Parrocchia 0363.49348 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 19) oppure ad inviare una mail a segreteria@parrocchiasmartino.it lasciando i propri riferimenti e un numero di telefono, per organizzare al meglio la visita.

 

È possibile:

Con un sacerdote del Gruppo celebrare la santa Messa; oppure recitare il rosario.

Fare una visita guidata del luogo che conserva molte bellezze artistiche, grazie al supporto dei volontari del santuario che si rendono disponibili per questo servizio.

Fare un momento di sosta (pranzo o merenda al sacco) presso la sala del pellegrino a pochi passi dal santuario.

Chi vorrà potrà visitare la Basilica di San Martino (200 metri dal santuario) dove è conservato il famoso polittico di Zenale e Buttinone (1485).

 

 

VISITE INDIVIDUALI O DI FAMIGLIA

 

Durante gli orari di apertura (7.30 – 12/15 – 18.30), esclusi i momenti celebrativi, il santuario è disponibile per visite e pellegrinaggi individuali o di famiglia.

Il santuario Madonna delle Lacrime è inserito nel percorso del cammino di sant’Agostino, nella cosiddetta foglia orientale.

www.camminodiagostino.it

 

COME RAGGIUNGERE IL SANTUARIO DI TREVIGLIO MADONNA DELLE LACRIME STRADE STATALI

Da Bergamo SS 42 in 40′

Da Milano SS 11 in 50′

Da Brescia SS 11 in 40′

Da Lodi SS 472 in 35′

Da Crema SS 591 da Mozzanica + SS 11 in 30′ Da Cremona SS 498 + SS 11 da Antegnate IN 60′

 

AUTOSTRADE

A4 Milano – Venezia uscite di Dalmine, Capriate S. Gervasio, Bergamo A35 Bre.Be.Mi Brescia – Bergamo – Milano uscita di Treviglio

 

IN TRENO

Bergamo – Treviglio Centrale – Cremona (regionali)

Bergamo – Treviglio Centrale – Milano (regionali, passanti suburbani S5 e S6 provenienti da Varese e Novara)

Varese – Treviglio (passante suburbano S5) Novara – Treviglio (passante suburbano S6)

Milano – Treviglio Centrale – Brescia – Verona – Venezia (regionali – collegamento da Verona e Brescia per Venezia con frecciabianca e regionali)

Bergamo – Treviglio Ovest – Milano (regionali) Sesto San Giovanni – Treviglio – Brescia

 

IN AEREO

 Da Orio Al Serio: ATB BERGAMO LINEA 1, SAI AUTOLINEE linee U – F o FS o SS 42

 

Da Milano Linate:

autobus linea 923 ATM – Segrate + FS (25′ S5 e S6 ogni mezz’ora) airbus ogni 30′ per Milano Centrale FS (regionale 30′ ogni ora) airbus ogni 30′ per Milano Dateo FS (S5 o S6 45′ ogni mezz’ora)

 

Da Milano Malpensa:

mxp express ogni 15′ per Milano P. Garibaldi FS (S5 o S6 45′ ogni mezz’ora) mxp express ogni 15′ per Milano Centrale FS (regionale 30′ ogni ora)

Contatti

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Santuario Madonna delle Lacrime di Treviglio
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Santuario Madonna delle Lacrime di Treviglio
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