Santuario Madonna del Bagno e dei Santi Medici Cosma e Damiano

Descrizione

Descrizione

Il Santuario, intitolato alla Madonna del Bagno e ai Santi Medici Cosma e Damiano, sorge nel cuore della Valle Caudina, nel comune di Cervinara, a circa 2 km dal centro abitato e risulta essere l’unica chiesa rurale edificata in campagna.
Le prime notizie, a noi ora pervenute, della presenza di una chiesa rurale in Cervinara dedicata ai Santi Cosma e Damiano risalgono al 3 maggio 1691 e precisamente alla seconda visita del Card. Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo di Benevento, presso la parrocchia di
Sant’Adiutore, di cui il Santuario faceva e tutt’ora fa parte, come risulta dai documenti custoditi nell’archivio della medesima parrocchia.
In tali documenti si legge che sull’altare era presente un affresco con impresse le immagini della Madonna al centro e dei Santi Medici ai due lati e si evince che già allora vi era una forte devozione popolare: la chiesetta rappresentava un luogo di culto e di preghiera che richiamava fedeli da tutta la Valle.
In questa santa visita il Cardinale prese anche atto dello stato dei luoghi e di quanto si faceva per custodirlo.
Constatando quanto fosse radicato il culto nel popolo caudino, diede alcuni precisi ordini:

  • che sopra la porta si dipingano le figure dei Santi titolari collocandoli all’interno di una lunetta;
  • che le mura esterne siano ripulite dall’erba e dalle spine;
  • che il fosso circostante sia tenuto sempre aperto affinché possa defluire l’acqua.

Ordinò anche di costruire un armadio per la custodia degli oggetti e paramenti sacri della chiesa.
Nel documento si legge: «perché questa chiesa per altro recentemente ristorata si vede che va a male per non esservi chi la custodisca, e ne abbi cura» suggerisco la presenza eremita perché possa ben tenere il luogo sacro. Fu nominato Mario Porrino, originario di Arienzo, un giovane di circa trent’anni, molto devoto ai Santi titolari della chiesa per essere stato, per loro intercessione, guarito da una grave infermità. Fu dato a costui la possibilità di costruirsi, grazie alle elemosine, una casetta al lato della medesima chiesa, per meglio servire e custodire il sacro tempio. Il Cardinale mostrò grande attenzione per la chiesa, come si evince dai documenti nel corso delle varie visite e seguì i lavori della casa dell’eremita, affidando la sua cura spirituale e materiale al curato economo di Sant’Adiutore. Il frate aveva l’obbligo di indossare l’abito di eremita e di raccogliere elemosine. Alla costruzione del romitorio e alla manutenzione della chiesa oltre al Curato di Sant’ Adiutore, si legge nei decreti, dovevano contribuire la Confraternita di Santa Maria della Valle, la Confraternita di San Carlo in San Marciano e la Confraternita del Monte dei Morti in Sant’Adiutore, oltre che alcuni legati nella terra di Bonea e Airola.
Dopo il Porrino sono menzionati altri nomi di eremiti come fra Carmine, Fra' Antonio Silua (1724) della diocesi di Milano e Fra' Antonio Migliarella (1740) della diocesi di Nocera.
La più recente tradizione ci rimanda ai frati minori che custodivano il luogo sacro, vivendo di elemosina e questua. Gli ultimi custodi presenti al Santuario risalgono al 1973 e si ricorda Fra Serafino in vita Del Mastro Antonio originario di Avella e proveniente dal monastero di Santa Chiara in Napoli. Nella vita degli eremiti la preghiera assumeva una speciale importanza: era il centro del loro servizio ecclesiale, il frate trasformava in preghiera tutto ciò che sfiorava e di questa preghiera ancora oggi si avverte il profumo.
Nella seconda metà del 1700, accanto a quella dei Santi Medici, si afferma anche il culto della Madonna del Bagno. Per voto fatto alla Madonna dei Bagni di Scafati, il cervinarese Francesco D’Agostino fece qui realizzare il simulacro della Madonna, anche con l’obolo di
cittadini e devoti perché l'opera risultò costosa. Fu invocata come Madonna del Bagno, in quanto in questo luogo era vivo il culto alla Madre di Dio, come è testimoniato da un affresco rovinato e andato perso descritto nelle Sacre Visite dell’Orsini, e l’esistenza di una
fonte miracolosa, luogo molto simile a quello del Santuario di Scafati a ricordo di quel miracolo. Nel Santuario di Scafati non si ha memoria del predetto miracolo, si tratta di una tradizione tramandata in forma orale ed ora trascritta in queste poche righe.
Nella chiesa è collocata una lapide a ricordo della riconsacrazione in cui è scritto: «unico altare in onore di Nostro Signore Gesù Cristo e dei Santi Medici Martiri Cosma e Damiano consacrato con solenne rito nel giorno 4 novembre 1706 da Sua Em. Card. Vincenzo Maria
Orsini Arcivescovo. Nel giorno dell’anniversario i fedeli possono lucrare 100 giorni di indulgenza concessi in perpetuo».
Tra la prima e la seconda metà del 1800 il culto verso la Madre di Dio sotto il titolo di Madonna del Bagno, si rafforza grazie alla predicazione del filosofo e teologo gesuita Michele De Maria, nativo dell’Aia de’ Panni, nel territorio parrocchiale di Sant’Adiutore, dapprima professore di filosofia (1880-1898) all’Università Gregoriana di Roma e poi Prefetto degli studi (1898-1913) nella stessa Università, scrivendo trattati filosofici ad uso degli studenti. A Roma, in suo onore è stata intitolata una piazza nei pressi dell’Università Gregoriana dei Gesuiti. A Cervinara una lapide sulla facciata del campanile di Sant'Adiutore ricorda il suo interessamento per la costruzione del campanile (A.D. 1876-1879).
Nel 1900, spinto da grande devozione, il signor De Gregorio donò alla Madonna una parte del terreno davanti alla chiesa per poter realizzare un largo comodo, in quanto la chiesa ne era sprovvista. Sempre nei primi anni del 1900 Mons. Pasquale Taddeo, parroco Sant’Adiutore e molto devoto del luogo sacro, ottenne da molte famiglie nobili del paese, dei terreni che furono intestati alla Madonna del Bagno con la promessa che le rendite fossero utilizzate per la festa alla Madonna e per il mantenimento del luogo sacro. Tra queste famiglie si ricorda in
particolare la famiglia Barionovi. Gli anni di Mons. Taddeo si ricordano come quelli di una intensa devozione e fede: la “Iuta a Santu Cosimo”, con carri trainati da buoi nel giorno dell’Ascensione e nell’Ottava, così come i pellegrinaggi dai paesi vicini, “la messa delle mazze” tra i fedeli di Rotondi, della contrada dei Salomoni e della contrada San Marciano, con la quale nasce la tradizionale asta.
Nel 1950, per grazia ricevuta, con la guarigione della signora Caterina Taddeo affetta da tifo, furono realizzate da Marchese Gennaro le statue grandi dei Santi Medici in quanto quelle antiche (1706 circa) erano piccole e un po’ rovinate. Nel 1960, grazie al Parroco, Mons. Antonio Lombardi, e al popolo fedele, fu eretto il nuovo campanile.
Nel 1986, Mons. Lombardi poté ricostruire la canonica, grazie ad un congruo contributo ex legge 219/81, ma non la chiesa che, per molto tempo, non fu accessibile al culto per gli ingenti danni subìti dal terremoto del 1980. Nel 1993 il Parroco don Nicola Taddeo e il Comitato festa misero mano alla ristrutturazione della chiesa con i contributi raccolti tra i fedeli. Per questo motivo, per tre anni non ci furono festeggiamenti e si spesero circa 50 milioni di lire. Nel 1999 fu presentato, da don Nicola Taddeo, un progetto alla Regione Campania che
venne finanziato e permise il rifacimento degli intonaci esterni. La Comunità Montana del Partenio con le sua maestranze, nell’anno 2004, grazie all’interessamento dei devoti, progettò e realizzò la pavimentazione esterna del Santuario con pietre di basalto e la creazione di aiuole.
Nel 2010 lo stesso parroco fece stendere un progetto per il completamento dei lavori interni alla chiesa, grazie ai fondi P.S.R., ma non fu mai finanziato; fu però approvato nel 2011 dagli Enti preposti e, nel 2016, parte di quel progetto è stato eseguito con il lavoro volontario del Comitato festa e l’obolo generoso dei fedeli.
Nel 2015, a ricordo del grande pellegrinaggio della venerata statua di Maria Santissima del Bagno in Piazza San Pietro con la benedizione di Papa Francesco, il 15 aprile, è stato riportata alla luce l’antica fonte di acqua che la tradizione ritiene sia benedetta, detta acqua alimenta il fosso San Cosma che si immette nel fiume Isclero.
Dal punto di vista architettonico, la chiesa è composta da un'unica navata che misura di 9 mt per 7 mentre e l’abside con l'altare centrale misura 4 mt per 7. La chiesa si presenta di gradevole fattura ed è decorata da stucchi della seconda metà del 1700.
All’intero si trova un o coro ligneo realizzato in castagno e noce, sorretto da 4 colonne, sempre in legno, finemente intarsiate e completo di parapetto decorato con rombi di colore ligneo differente.
L’altare centrale è di ottima fattura, tutto realizzato in marmo e pietre, i marmi provengono da cave campane ormai esaurite, si possono notare i marmi di Vitulano, emergono elementi scolpiti tra cui gli angeli che sorreggono la mensa e un blasone centrale che raffigura il Santissimo Sacramento.
Il tabernacolo si presenta solenne, sorretto da due colonne con capitelli corinzi, sopra la porta del tabernacolo una mensola sorretta da un angelo serviva per collocarvi l’ostensorio col il Santissimo Sacramento. Questo particolare, unico nel suo genere in tutta la Valle Caudina, aiuta a scoprire che questa chiesa era frequentata da fedeli in cerca di una vera intimità con Dio, attraverso la preghiera, l'adorazione e l'implorazione di guarigioni.
Manifestazioni esterne Ascensione del Signore e Pentecoste si festeggia Maria SS del Bagno con il tradizionale volo dell’angelo e benedizione della fonte con il prelievo dell’acqua benedetta nel tradizionale “ciciariello” Settembre il 26 e la domenica più prossima alla data per la processione dei Santi Medici Cosma e Damiano. Le feste sono preparate con novene, tridui solenni e partecipati.

ORARIO CLEBRAZIONI FESTIVE: ORE 12.00 e ogni 26 del Mese ORE 18.30.
FESTE PROPRIE DEL SANTUARIO: Ascensione, Ottava, e 26 Settembre.

Per celebrare eventi al Santuario basta contattare il Parroco di Sant’Adiutore Vescovo in Cervinara alla frazione Salomoni, Rettore di questo luogo santo.

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