Beata Maria Vergine Immacolata (Basilica Santuario)

Descrizione

Descrizione
La Chiesa di San Francesco d’Assisi, (così viene da tutti individuata), con l’annesso Convento fu fondata dai Frati Minori Francescani che si stabilirono in Sicilia nel secolo XIII e, in particolare ad Agrigento, sin dal 1295.
Ne dà conferma il testamento di Donna Isabella Chiaramonte del 6 dicembre 1362, in cui la stessa ordinava ai suoi eredi di erigerle, alla sua morte, un sepolcro in quella Tribuna nova ecclesiae conventus San Francisci, fatta costruire da Federico Chiaramonte.
Rientra dunque anche la Chiesa e l’attiguo Convento, tra i tanti significativi esempi di quell’architettura che dai Chiaramonte, potente e illustre famiglia, presente ed operante anche in Agrigento, trasse particolare impulso ed uno stile proprio, riconoscibile in vari pregevolissimi, splendidi monumenti a destinazione non soltanto religiosa (dallo Steri di Palermo ai tanti Castelli, come quello di Mussomeli, Naro, che nobilitano il paesaggio siciliano).
Di quell’antico manufatto (Chiesa ed annesso convento), rimangono tutt’ora pregevoli testimonianze:
  • un magnifico portale affiancato da due eleganti bifore, restaurati di recente, in cui, in un misto di elementi decorativi gotici e locali, per l’appunto “chiaramontani” (ampiezza dell’arco, piani degradanti), prospiciente il cortile della Chiesa, probabile ingresso dell’antico convento;
  • una Cappella, il cui interno ben proporzionato, si articola su robusti pilastri ed archi ogivali le cui nervature si abbracciano nella volta a crociera, conferendo all’ambiente una particolare armonioso equilibrio, espressione di grazia oltre che di gusto ed eleganza che induce al raccoglimento ed alla preghiera. (Purtroppo la Cappella, inglobata com’è tra le nuove costruzioni, non rientra nei circuiti turistici perché difficilmente raggiungibile).
Alla prima fabbrica di impianto chiaramontano, altre ne seguirono: nel 1788 (la data è riportata dall’iscrizione scolpita nella nicchia in cui, nell’odierna facciata, è allocata la statua di San Francesco) quando fu aggiunto alla preesistente struttura un nuovo campanile.
Il 12 luglio del 1943 la città di Agrigento viene bombardata dagli anglo-americani. Tanti edifici vengono distrutti. Viene colpita anche la Basilica, crolla il tetto, e di conseguenza la volta. L’abbondante materiale caduto sul pavimento, copertura del rifugio antiaereo del sottostante salone, fa crollare il pavimento seppellendo diverse persone che vi si erano rifugiate.
Mons. Michele Sclafani, rettore della Basilica, prontamente interviene per restaurare il monumento, sia all’esterno che all’interno riproponendo le pitture e le decorazioni.
La pianta della Chiesa è rettangolare, ad una sola navata senza transetto, con sette altari laterali; misura  48,90 metri di lunghezza, per una larghezza di 9,70. La struttura è realizzata nella tradizionale muratura in conci di tufo; la volta è a botte.
Le pareti e la volta sono state affrescate dal pittore Lucio Gurreri che ha effigiato, sulla volta dell’abside, tra i santi, in un’affollata immagine paradisiaca, le figure di Mons. Michele Sclafani (nota figura di sacerdote e di politico che ebbe il merito di reperire i fondi necessari per la ricostruzione della Chiesa dopo i bombardamenti del 1943), e del Vescovo Mons. Giovanni Battista Peruzzo (che ha voluto essere inumato nella stessa chiesa).

dal sito internet: https://basilicaimmacolataag.wordpress.com/informazioni/

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