Madonna dell’Alno

Descrizione

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L’ Albero dell’Apparizione

Il 18 maggio 1480, tra le fronde di un pioppo bianco, detto localmente “alno”, la Vergine Maria apparve ad un contadino, di nome Floro, mentre era intento ad arare il suo podere nella contrada del Perdono. Era mezzogiorno, quando i buoi, che tiravano l’aratro, improvvisamente si arrestarono prostrandosi al suolo. Egli, allora, levatosi dall’aratro e volgendo in alto lo sguardo, vide, posata sui rami del grande albero, la celeste Signora e si inginocchiò al Suo cospetto. La Signora disse: “Io sono la Regina del Cielo: va in Canzano, e dì a quel popolo esser mia volontà che si edifichi una chiesa in mio onore nel Piano del Castellano”.
Recatosi in paese e riferito quanto aveva visto ed udito, Floro non venne creduto, ma la Madonna apparve nuovamente l’indomani e il giorno successivo, intervenendo con segni prodigiosi affinché il popolo credesse ed accogliesse la grazia ad esso riservata.
Nella seconda metà del XVIII secolo, mentre, secondo il volere della Vergine, si completava la costruzione della chiesa in Canzano, dalla corteccia di un pioppo, rinato da quello dell’apparizione, iniziò a sgorgare un “olio resinoso” e profumato, tanto abbondante da essere raccolto in caraffe e distribuito ai fedeli che giungevano da tutta la regione a chiedere grazie. Tra questi era una giovane cieca e muta di Fano a Corno (Isola del Gran Sasso) che, come testimoniato dal Pievano e dal Sindaco dell’epoca in un documento del 1798, ne fu miracolosamente guarita. Il balsamo curativo cessò di sgorgare intorno alla metà del ‘900.

Chiesa del Perdono

Eretta tra il XV e il XVI secolo, in luogo dell’albero dell’apparizione (punto che, secondo alcune fonti orali coinciderebbe con l’attuale altare ligneo), a causa dei continui smottamenti del terreno è stata più volte ricostruita nel corso dei secoli e l’ultimo rifacimento è datato agli anni 1959 – 1961.
Orientata verso il paese, che sovrasta il Perdono, è rivolta al Santuario Maria Ss. dell’Alno, al quale è idealmente collegata, lungo l’erto sentiero in cui due piccole cappelle testimoniano le successive apparizioni della Vergine a Floro.
Ai due santuari, urbano e rurale, si è ancorata nei secoli la devozione alla Madonna dell’Alno, l’uno come sede parrocchiale, l’altro come genius loci, che nel mese di maggio, nella natura rigogliosa che abbraccia la chiesa, introduce a un’armonia rara e raccolta, alla suggestione di un tempo del sacro mediata dalle cure del parroco, dei fedeli, delle famiglie del Perdono e della Deputazione Maria Ss. dell’Alno.
Ogni anno, la memoria degli eventi miracolosi viene attualizzata nei giorni 18, 19 e 20 maggio, quando il simulacro che rappresenta la scena dell’apparizione dal Santuario di Maria Ss. dell’Alno in Canzano “ritorna”, portato in processione, al Perdono, dove viene fatto oggetto di visite, veglie e preghiere. Al termine dei festeggiamenti, con processione solenne, la statua viene ricondotta nella sua sede abituale, dopo aver percorso le campagne e le vie del paese.

Le “Cunette”

Lungo il breve ed ripido sentiero sovrastante la chiesa due piccole cappelle, dette “cunette”, sorgono in corrispondenza dei punti che la narrazione degli eventi miracolosi designa come luoghi della seconda e della terza apparizione della Madonna dell’Alno.
Il 19 maggio 1480, a mezzogiorno, Floro era come sempre dedito al lavoro nel campo quando la Vergine apparve al suolo ed ascoltò il resoconto di quanto accaduto il giorno prima: di come, cioè, i reggenti di Canzano si fossero rifiutati di credere alle sue parole e di come il popolo lo avesse finanche deriso, quindi scomparve senza parlare, lasciando, tuttavia, il contadino nell’intima certezza che Ella sarebbe senz’altro tornata ad istruirlo.
L’indomani, 20 maggio, alla medesima ora, la Signora del Cielo apparve per la terza volta, e comandò a Floro di tornare in paese e di offrirsi di montare, affinché finalmente fosse creduto, un cavallo indomito, talmente feroce da essere nutrito attraverso una botola, e di lasciarsi guidare da questo, in quanto “disegnato avrebbe il sito, in cui Ella intendeva essere onorata”.
Il proprietario acconsentì a malincuore alle insistenze di Floro ma grande fu la meraviglia quando si vide l’animale diventare mansueto e lasciarsi docilmente montare dal contadino. Abbandonato al proprio istinto, il bianco cavallo condusse Floro al Piano del Castellano, fuori le mura del paese. Qui “girò tre volte intorno ad uno spazio, ed infine s’inginocchiò, e curvò la testa sino a terra”.

Santuario di Maria Ss. dell’Alno

Come si può leggere su portale in pietra all’ingresso, il Santuario venne edificato nel 1592 dalla Congregazione del Rosario, in ossequio al volere della Vergine Maria, che nel 1480 concesse al popolo di Canzano la grazia di una Sua apparizione.
Era il 18 maggio di “un anno di calamità e di tante fosche previsioni”, quando, nella contrada rurale del Perdono, tra le fronde di un pioppo bianco, la Madonna apparve ad un contadino, di nome Floro Di Giovanni, che era intento ad arare il suo podere. Era circa mezzogiorno e i buoi che tiravano l’aratro improvvisamente si prostrarono. Floro, allora, levatosi dall’aratro e volgendo in alto lo sguardo, vide, posata sui rami del grande albero, la celeste Signora e si inginocchiò al Suo cospetto. La Signora disse: “Io sono la Regina del Cielo: va in Canzano, e dì a quel popolo esser mia volontà che si edifichi una chiesa in mio onore nel Piano del Castellano”.
Recatosi in Canzano e riferito quanto aveva visto ed udito, Floro inizialmente non venne creduto, ma la Vergine Maria apparve nuovamente l’indomani e il giorno successivo, intervenendo con segni prodigiosi affinché il popolo credesse ed accogliesse la grazia ad esso concessa. Alla terza apparizione Ella comandò al contadino di tornare in paese e montare, affinché fosse creduto, un cavallo “indomito”, talmente feroce da essere nutrito attraverso una botola, e di lasciarsi guidare da questo, in quanto “disegnato avrebbe il sito, in cui Ella intendeva essere onorata”.
La scena dell’apparizione è raffigurata sull’altare in un pregevole bassorilievo, in cui l’effige dorata della Madonna appare circondata dalle fronde e da figure angeliche. Ad essa è collegato il miracolo del giugno 1614, quando, mentre alcuni fedeli sostavano in preghiera davanti alla sacra immagine, su di essa comparve come una piccola stella il cui splendore illuminò tutta la chiesa.
Altri eventi soprannaturali si verificarono nel XVIII secolo, durante i lavori di ampliamento della chiesa. Come riporta il Palma, “Si udì suonare da sé l’organo…ad alcuni parendo il sussurro di uno sciame d’api, ad altri il suono di una sola canna dell’organo che si accordasse…o un’armonia come d’uno esperto Maestro di Cappella”.
Nel contempo, nel santuario rurale del Perdono, dalla corteccia di un pioppo, rinato in luogo di quello della prima apparizione, iniziò a sgorgare un “olio resinoso” e profumato capace di curare e di guarire, tanto abbondante da essere raccolto in caraffe e distribuito ai fedeli che numerosi giungevano da tutta la regione.

Fonte: https://www.madonnadellalno.it/storia-del-santuario/

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