Beata Vergine della Fossetta

Descrizione

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Costruito su disegno dell’ architetto Gian Battista Negri, il Santuario è a croce greca con cupola centrale, cupolino e tre altari. Dietro l’altare maggiore c’è un affresco con l’immagine della Beata Vergine della Fossetta. Secondo la tradizione, questa sarebbe stata dipinta da Lelio Orsi nel 1564 per una piccola cappella poco distante; purtroppo alcune grossolane e maldestre sovrapposizioni di colore ottocentesche hanno deturpato i caratteri stilistici originari. L’immagine della Madonna che la comunità dei fedeli e le autorità ecclesiastiche hanno riconosciuto miracolosa, è ubicata nell’abside del Santuario a lei dedicato. Originariamente quest’ affresco si trovava sul muro della cappelletta che Alfonso Gonzaga, conte di Novellara, aveva fatto costruire di fronte alla finestra del suo studio privato, a settentrione della Rocca. L’edicola si trovava sulla strada per Campagnola ai margini del canale “Fossetta”, da cui prese il nome: “Madonna della Fossetta”, a poche centinaia di metri dall’attuale Santuario. Nel luogo dove si trovava la piccola cappella ora è stata edificata un’ edicola a ricordo dell’immagine. Il conte Alfonso dallo studio privato poteva così vedere la cappelletta e raccogliersi in preghiera.

PER SAPERNE DI PIU’

La tradizione vuole che quest‘immagine sia stata dipinta nel 1565 da Lelio Orsi, pittore novellarese alla corte dei Gonzaga. L’atteggiamento squisitamente materno dell’immagine, incontrò subito la simpatia dei fedeli, che fecero della cappella un centro di devozione a Maria Vergine. La Vergine da quella modesta cappella non tardò ad elargire grazie. La gratitudine delle popolazioni e dei beneficiati si espresse in mille modi e tra questi anche con la donazione di numerosissimi ex-voto. Talmente tanto era l’afflusso di fedeli che il conte pensò all’edificazione di un Santuario. Affidò l’incarico di progettare il nuovo Santuario all’architetto G. Battista Neri di Bologna. Donna Barbara, figlia d’Alfonso Gonzaga, donò a questo scopo una biolca di terreno, di sua proprietà, e i fedeli, i loro risparmi, per la costruzione del nuovo Santuario. La prima pietra fu messa in opera il 13 settembre del 1654 presente la famiglia Gonzaga al completo, i fedeli e il clero locale. Il progetto dell’edificio sacro, simile nella struttura alla chiesa del Gesù di Bologna, fu elaborato, come abbiamo detto, dal celebre architetto bolognese G. Battista Neri (1593-1659). I lavori di costruzione durarono circa tre anni. Il progetto originario fu realizzato quasi integralmente. Nel 1657 le parti essenziali del Santuario erano complete. A forma di croce greca, nel suo piccolo, esprime la proporzione e la graziosità delle forme, invitando al raccoglimento e alla preghiera. L’Immagine della Beata Vergine fu tolta, allora, insieme al muro della cappella e trasportata, la sera del 19 agosto 1657, nel nuovo Santuario. La dedicazione (consacrazione) al culto mariano avvenne l’anno successivo e precisamente il 2 luglio 1658: fu questo un momento particolarmente gioioso e festoso per tutta la comunità. A tutt’oggi si celebra con particolare devozione, come momento d’annuncio della fede e di rinnovamento della vita cristiana, il mese di maggio. Grande è affluenza di fedeli da tutta la zona, in particolare dal basso mantovano (da dove anticamente c’era la tradizione di venire a piedi), dal carpigiano e dal correggese. La festa attualmente più sentita e partecipata, è la processione dell’ultimo del mese di maggio. Questa rimane la festa più importante del Santuario. Ci sono, poi, altri sono i momenti d’annuncio:

– Il 13 del mese da maggio ad ottobre: tutto il vicariato si riunisce, per un forte momento di preghiera e di penitenza. Tutti i sacerdoti del vicariato nell’ occasione sono disponibili per la riconciliazione e, a turno, la presidenza e l’animazione dell’Eucaristia.

– La benedizione dei bambini, l’ultima domenica del mese di maggio, con relativa processione dell’immagine della Madonna nella chiesa parrocchiale, dove sosta fino alla fine del mese per la solenne processione di chiusura del mese mariano.

– La festa degli ammalati, la 3° domenica del mese di maggio.

– Poi, tanti pellegrini che, individualmente o con le loro parrocchie vengono in pellegrinaggio dalla Madonna. Nel Santuario numeroso é l’afflusso di penitenti per la confessione. Il Vescovo diocesano, a chi confessa al Santuario, ha dato la facoltà, anche, di rimettere il peccato d’aborto. Con l’anno Santo si può acquistare anche l’indulgenza plenaria, per chi partecipa ad un pellegrinaggio organizzato al Santuario.

Dal sito internet “Start Emilia”.

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