San Valentino (Basilica Santuario Parrocchia)

Descrizione

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In tutto il mondo sono molto diffuse basiliche, santuari, chiese e monasteri intitolati a San Valentino, grazie alla grande popolarità di cui gode questo Santo da circa due millenni.

Il Santuario Basilica di San Valentino è il luogo dove si conserva il corpo del santo Vescovo dopo la sua martirizzazione nel III secolo d.C., ed è qui dove ogni anno pellegrini e innamorati si recano per pregare davanti all’urna di San Valentino.

Dopo la decapitazione di San Valentino, il corpo fu trasportato a Terni e sepolto nel luogo dove ora sorge l’odierna Basilica. In questa zona originariamente sorgeva un cimitero pagano e nel 1605 fu ritrovato il corpo, conservato dai Frati Carmelitani. Sul cimitero fu eretta una prima basilica che nel corso dei secoli subì distruzioni e riedificazioni.

La facciata seicentesca, l’elegante portale e il grande finestrone centrale sono stati ristrutturati nel 1854. L’interno è a navata unica, decorata con capitelli ionici inghirlandati che sostengono un architrave dentellato. Nei muri laterali si aprono due cappelle per lato con eleganti altari marmorei seicenteschi e pitture a olio su tela del XVII secolo.

Nel Coro, in corrispondenza dell’urna con le spoglie di San Valentino, si trova un piccolo altare del XVII secolo che racchiude un dipinto ovale su tela raffigurante il Martirio di San Valentino.

A fianco dell’altare maggiore si staglia “La Madonna appare a San Valentino”, collocato sullo sfondo della Città di Terni vicino a due eleganti torciere in marmo colorato, poste ai lati del presbitero. I reperti dell’”area valentiniana” sono stati collocati in una stanza attigua e costituiscono il piccolo Museo di San Valentino.

Nel Museo sono presenti iscrizioni e lastre pagane e cristiane, resti di decorazioni architettoniche, un sarcofago di epoca romana e piccoli frammenti rinvenuti durante le numerose ristrutturazioni della Basilica nel corso dei secoli.

All’interno della Basilica di San Valentino è possibile sostare davanti all’urna del Santo Patrono di Terni e Protettore degli Innamorati. Nel 1605 il Comune di Terni finanziò gli scavi per il ritrovamento delle spoglie del Santo. «Sotto l’altare maggiore, alla profondità di venti palmi fu ritrovata un’arca marmorea, rustica all’esterno, ma all’interno vagamente intagliata a rilievo e con una croce della grandezza di un braccio, contenente una cassa di piombo. Rimosso il coperchio si riconobbe il corpo di San Valentino della lunghezza di cinque piedi con sopra la relativa iscrizione marmorea».

«Era il 1696 quando il comune fece costruire un sarcofago per conservare le sacre spoglie e organizzare una grande festa per il Patrono», sarcofago che ancora oggi si trova sotto l’altare della Basilica, situato nel luogo esatto del sepolcro contenente le spoglie del Sacro Corpo in uno dei primi cimiteri cristiani, dove da alcuni anni è stato allestito un piccolo museo archeologico.

Vita di San Valentino

SAN VALENTINO, Vescovo e Martire, Patrono di Terni e Santo dell’Amore, venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica, da quella Ortodossa e successivamente dalla chiesa Anglicana, nasce a Terni (allora INTERAMNA NAHAR) nel 175 d.c., sotto l’Impero di Marco Aurelio e fu consacrato, tra i primi Vescovi della Città e delle comunità cristiane della valle del Nera, da San Feliciano, Vescovo di Foligno, nel 197 sotto il Papato di S. Vittore I.

La sua vita fu contraddistinta da un particolare zelo pastorale, da una grande umiltà e carità, da un particolare indefesso apostolato e da molti strepitosi miracoli.

Pio e desideroso di patire per Cristo, mortificò il suo corpo con digiuni e cilici, glorificandosi soltanto della croce di Cristo.

Era sempre intento alle orazioni e contemplazioni delle cose celesti, dedicando ad esse gran parte della notte; di giorno si impegnava nelle prediche e negli uffici episcopali.

Spesso fu ritrovato genuflesso, visitato dalla grazia divina, si occupava della conversione delle anime confortando nella fede i pusillanimi.

Da sempre molto vicino ai giovani, Valentino aveva la gentile abitudine di regalare, alle fanciulle ed ai giovani che gli facevano vista , una rosa del suo giardino.

Nel 270 d.c. venne chiamato a Roma, e qui in particolare si dimostrò prodigioso nella conversione di Cratone Ateniese e Latino Oratore, e di tutta la sua famiglia insieme ai greci studiosi di lettere latine: Procolo, Efebo, Apollonio, di Cherèmone figlio del medesimo, quale era di morbo rattrappito, al quale grazie all’intercessione del Santo Vescovo gli fu restituita la salute. In seguito a questo stupendo miracolo, molti Idolatri si convertirono alla Fede Cristiana la quale era professata pubblicamente con fervore di spirito.   Tra coloro convertitisi ci fu Abondio, figlio di Furio Placido prefetto di Roma.

Il Santo Vescovo fu accusato, dal Senato Romano, di essere un seduttore del popolo e un disturbatore della Pace della città di Roma. Dallo stesso Senato fu prima ammonito perché si convertisse al culto degli Dei e poi fu fatto picchiare con verghe di ferro. Durante quei tormenti, il Vescovo Valentino rendeva infinite grazie a Dio, perché era stato fatto degno di patire per il suo Amore!

La costanza del medesimo e la conversione di Abondio provocarono di nuovo l’ira del Senato Romano, il quale , per affliggerlo maggiormente, lo consegnò nelle mani del prefetto Placido, che, pieno di rabbia per la conversione al cristianesimo del figlio, fece rinchiudere il Santo Vescovo in un’angusta prigione, con l’intento di farlo patire aspramente, credendo così di poter convincere il Santo a sacrificare se stesso agli Idoli, rinnegando il Cristo e mutare così gli animi delle persone da lui battezzate.

Il Santo, invece, gioiva durante quei travagli, perseverando nella confessione di Cristo!

Il prefetto Placido, vedendo vanificare il suo progetto, ordinò che Valentino, il seduttore del popolo romano, fosse decapitato. Fu decapitato il 14 febbraio 273.

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