Beata Vergine Addolorata di Campocavallo (Santuario Parrocchia)

Descrizione

Descrizione

Il Santuario della Beata Vergine Addolorata sorge nel territorio comunale di Osimo (AN), nella frazione di Campocavallo. Fu edificato tra il 1892 e il 1905 per volere di don Giovanni Sorbellini, in seguito ad un prodigio avvenuto nella chiesetta preesistente.

Campocavallo oggi è una frazione molto popolosa, che si estende nella vallata del fiume Musone, a tre chilometri verso sud da Osimo; ma alla fine del 1800 non era altro che un crocevia tra Jesi, Loreto, Castelfidardo e Recanati, munito di una chiesetta. In essa era stata posta da don Sorbellini un’immagine oleografica della Madonna Addolorata, ottenuta dietro compenso da un mercante ambulante.

IL PRODIGIO. E’ IL GIUGNO 1892…

… siamo nella campagna marchigiana, non molto lontano dalla città comunale di Osimo, nella vallata del fiume Musone cosparsa di case coloniche ferventi di vita intensa, dove si svolgono, con ardore, i lavori dei campi. Un crocevia o poco più, senza alcuna abitazione, chiamato Campocavallo.

Una Cappellinala chiesuola, costruita 20 anni prima da una persona molto religiosa e pia per soddisfare i doveri religiosi propri e dei contadini dei dintorni, altrimenti costretti a fare chilometri a piedi per raggiungere la chiesa più vicina.

Un giovane sacerdoteDon Giovanni Sorbellini, che la domenica scende a piedi da Osimo per dire messa nella chiesuola

Questi gli elementi da cui parte tutta la nostra storia, luoghi semplici, persone comuni, gli stessi che si possono incontrare in qualsiasi altro territorio rurale di fine ‘800.

E’ merito di Don Giovanni se nella modesta chiesuola ora ci sono degli ornamenti: alcuni paramenti per celebrare la Santa Messa e qualche immagine sacra. Nella parete di sinistra è appeso un Sacro Cuore di Gesù.

Per la parete di destra, proprio sopra l’altare, Don Giovanni sceglie invece una pietà, la Madonna Addolorata col cuore trafitto da 7 spade, i suoi 7 dolori, ritratta col corpo del Figlio tra le braccia e lo sguardo rivolto al cielo

16 giugno, festa del Corpus Domini.

Questo il giorno in cui la Madonna sceglie Campocavallo per manifestarsi e lo fa dapprima attirando l’attenzione: i fedeli, raccolti in preghiera dopo la Santa Messa, si accorgono d’un tratto che l’immagine della Madonna Addolorata è tutta piena di goccioline, come se trasudasse lacrime. Tutti allora gridano al miracolo: “La Madonna piange!” In realtà queste sue lacrime non sono che il principio.

Il giorno seguente in molti accorrono per vedere la Madonna piangere, gli occhi di tutti sono fissi sull’immagine sacra e solo allora accade il prodigio: Gli occhi dell’Addolorata si muovono! Le sue pupille, stampate nell’immagine rivolte verso il cielo, fissano ora la folla! Alcuni dicono di vedere le palpebre della Vergine chiudersi e riaprirsi e il suo viso cambiare espressione… lo sguardo della Madonna è vivo e si abbassa sui suoi fedeli! Il prodigio si ripete almeno per 10 anni, in verità sono molte le testimonianze di chi vede il movimento degli occhi ancora oggi!

La straordinarietà dei fatti qui avvenuti non risiede unicamente nell’evento prodigioso in sé, ma anche e soprattutto in tutto ciò che è accaduto dopo. A Campocavallo in quei giorni si parlano tante lingue diverse, questo per via degli incessanti pellegrinaggi da tutta Italia ma anche dall’estero.

Passano le settimane e i mesi, il prodigio si ripete e giungono costantemente notizie da tutto il mondo di guarigioni, grazie e conversioni ottenute per l’intercessione dell’Addolorata di Campocavallo. Nella chiesuola in tanti vedono il movimento degli occhi e firmano testimonianze giurate.

L’ altro fatto eccezionale, considerato come il secondo prodigio di Campocavallo, è la costruzione del nuovo tempio, avvenuta esclusivamente grazie alle offerte dei fedeli, offerte in denaro, in materiali e opere.

Campocavallo è cresciuto negli anni attorno all’imponente Santuario, che accoglie le attività parrocchiali e custodisce a tutt’oggi l’immagine prodigiosa.

L’ECO

Don Giovanni Sorbellini, decide di creare una Rivista per far conoscere sempre più diffusamente e intensamente i portenti che la Vergine Maria opera a Campocavallo..

Così nello stesso anno dei fatti prodigiosi inizia la stampa de “L’Eco della devozione alla Madonna di Campocavallo”.

Con la costruzione del Santuario nasce anche una piccola tipografia, dedita a stampare la rivista, opuscoli, preghiere e immaginette sacre della Madonna miracolosa..

Vista la diffusione della devozione all’Addolorata di Campocavallo soprattutto in Francia, l’Eco viene stampato per una decina d’anni anche in lingua francese. Di immaginette e preghiere invece ne troviamo in tutte le lingue europee

Don Giovanni tiene scrupolosamente nota di tutto ciò che accade, ogni testimonianza, offerta, aneddoti e date, pubblicando poi molte di queste informazioni sull’Eco, che quindi rappresenta una straordinaria fonte di informazioni e notizie storiche su tutta la vicenda di Campocavallo.

LA FESTA DEL COVO

L’immagine prodigiosa viene adornata di gioielli e pietre preziose: una corona, un diadema e un cuore trafitto da 7 spade. Il 30 marzo del ‘38 l’immagine viene trafugata e ritrovata poco tempo dopo priva dei preziosi ornamenti.

La Madonna viene nuovamente incoronata e per l’occasione i parrocchiani fanno un’offerta in grano alla Vergine, ovvero costruiscono una grande corona, dalle linee di quella preziosa, ma tutta ricoperta di spighe di grano, intrecciate, avvolte, attorcigliate e trattate in vari altri modi.

E’ il 13 agosto del ’39 ed oggi, a distanza di molti anni, questa tradizione è viva più che mai.

Ogni prima domenica di agosto un carro con un’opera fatta di spighe di grano intrecciate, in genere la riproduzione in scala di un Santuario o di una Cattedrale, sfila per il paese, è la Festa del Covo di Campocavallo.

L’IMMAGINE
L’immagine prodigiosa è un oleografia, un particolare tipo di stampa che imita la pittura ad olio, misura 38cm x 52 e ritrae la Vergine mentre tiene tra le braccia il corpo esanime di Gesù, appena deposto dalla croce.

Quest’ultima si intravede sulla sinistra. A terra è raffigurato qualche strumento della passione e sullo sfondo la città di Gerusalemme.

La Madonna ha lo sguardo rivolto al cielo in atto, non di rassegnato dolore, ma di completa uniformità della sua volontà a quella di Dio.

IL SANTUARIO

L’edificazione del santuario fu subito affidata da Don Sorbellini all’architetto Costantino Costantini nel 1893. I lavori si conclusero solo nel 1905 con la conseguente dedica alla Madonna. Lo stile scelto rispecchia l’Eclettismo che dominava nel periodo in Europa.

All’interno il santuario è posto in tre navate, divise da dieci pilastri e sei colonne. La pianta è a croce latina. Nell’edicoletta marmorea dell’abside domina la figura di Nostra Signora dei Sette Dolori. Fatto di materiale laterizio, il santuario è piacevole per la semplicità delle linee in stile neo-rinascimentale lombardo e l’ampio respiro delle arcate.

Nel Santuario sono presente diverse cappelle: la cappella di san Vincenzo Ferreri (con le vetrate di santa Rosa da Lima, san Domenico e santa Caterina da Siena); la cappella di sant’Antonio di Padova (con le vetrate di san Francesco, Papa Leone XIII e sant’Antonio di Padova) e la cappella del Crocifisso. Sono presenti anche numerose statue di rara bellezza: dell’Addolorata, di sant’Antonio Abate, di sant’Antonio di Padova, di san Giuseppe sposo di Maria, un bellissimo sacro Cuore di Gesù, la statua di san Vincenzo Ferreri e quella di sant’Isidoro.

Sulla cima della cupola svetta, protetta a sua volta da una seconda semi-sfera, una statua della Madonna. Oggi il santuario domina il centro della trafficata frazione, affiancato dal pregevole campanile completato solo nel 1913.Dal 2005 al 2007 sono stati eseguiti, imponenti lavori di ristrutturazione.

Don Sorbellini, fondatore del santuario, è ivi sepolto dal 1918. Assieme al santuario della Madonna di Campocavallo, nella zona è meta dei pellegrini il ben più famoso santuario della Santa Casa di Loreto.

Dal 2001 il Santuario è custodito dai Francescani dell’Immacolata.

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