Beata Vergine del Castello (detta delle Grazie)

Descrizione

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Il Santuario della Beata Vergine del Castello, magnifico esempio di architettura barocca, domina il colle di Fiorano, nel luogo dove sorgeva l’antico castello, nei pressi del borgo storico. E’ il simbolo del paese e punto di riferimento visivo per chi proviene dalla pianura.
Fu fatto costruire nel 1634 dal duca Francesco I d’Este, su disegno di Bartolomeo Avanzini, architetto del Palazzo Ducale di Sassuolo, per custodire l’immagine della Madonna con Bambino, affresco del Quattrocento su muro, per tradizione proveniente dal portale di ingresso del distrutto castello. Alla protezione dell’immagine furono attribuiti diversi eventi miracolosi che risparmiarono il paese di Fiorano da incendi, assalti e pestilenze, come testimoniano i numerosi ex-voto raccolti nei secoli.
Intorno al Santuario si è sviluppata nel tempo un’importante tradizione di pellegrinaggi il cui fulcro centrale è la festa dell’8 settembre, storica festa patronale cittadina che ricorda la nascita di Maria Vergine.
L’edificio ha pianta a croce greca, una elegante cupola centrale, due campanili e due sagrestie. Nel Seicento l’interno venne decorato scenograficamente da Tommaso Costa, Olivier Dauphin, Sigismondo Caula e realizzato l’altare maggiore in marmo da Tommaso Loraghi; nell’Ottocento gli affreschi della cupola furono restaurati da Adeodato Malatesta.
Davanti al Santuario si apre il piazzale dedicato a Giovanni Paolo II, con la statua in bronzo dedicata al pontefice e arriva l’ultima tappa del Cammino delle Beatitudini.
Inoltre qui fa tappa il Cammino di Santa Giulia, che parte da Livorno per raggiungere il monastero di Santa Giulia a Brescia.
STORIA DEL SANTUARIO
Il Santuario della Beata Vergine del Castello venne costruito per custodire e venerare l’immagine della Madonna con Bambino, affresco quattrocentesco su muro, in origine forse frammento di una Maestà con Santi, posto, secondo la tradizione, sull’arco della porta meridionale del castello di Fiorano.
Alla protezione dell’immagine furono attribuiti nei secoli diversi eventi miracolosi, che hanno risparmiato nel tempo il borgo di Fiorano da incendi, assalti e pestilenze.
La devozione popolare portò alla costruzione nel 1630 di un oratorio sul colle entro le mura castellane, poi, nel 1634, del Santuario.
Il duca Francesco I d’Este fece erigere il Santuario come completamento della Delizia Estense di Sassuolo, su disegno di Bartolomeo Avanzini, architetto romano autore del complesso del Palazzo Ducale: la Delizia Estense è collegata al Santuario da un percorso prospettico che vuole unire visivamente il potere temporale al potere religioso.
In conseguenza della grande venerazione alla Beata Vergine del Castello, confermata nei secoli dai tanti miracoli, nel 1934 il papa PIO XI concesse al santuario il titolo di Maria Mediatrice di tutte le Grazie.

Nel medesimo anno fu anche inaugurato l’adiacente complesso di accoglienza formato dalla Casa degli Esercizi e dal Salone del Pellegrino.

Il 27 settembre 1989, infine, il santuario fu elevato al titolo di Basilica Minore dal pontefice Giovanni Paolo II .

Perciò la popolazione fioranese, memore della devozione che univa il Beato Giovanni Paolo II alla Vergine Maria, con il parere favorevole della municipalità, ha voluto dedicargli la piazza antistante il Santuario, rinnovata nelle forme e nella pavimentazione.

 

STATUA DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

È una Fusione di bronzo, eseguita dallo studio Arte Poli di Verona, la statua è stata in fondo al piazzale del Santuario e benedetta da S.E. Mons. Antonio Lanfranchi vescovo di Modena-Nonantola in occasione della beatificazione del pontefice il 1 Maggio 2011.

LA MADONNA CON IL BAMBINO
All’interno del Santuario è custodito il quattrocentesco affresco della Madonna con Bambino, per tradizione proveniente dal portale di ingresso del distrutto castello. Alla protezione dell’immagine furono attribuiti diversi eventi miracolosi che risparmiarono il paese di Fiorano da incendi, assalti e pestilenze, come testimoniano i numerosi ex voto raccolti nei secoli.
Ai piedi della Vergine è inginocchiato un soldato penitente, ricorda il primo “miracolo del fuoco”, l’incendio del borgo da parte delle truppe spagnole nel 1558; le fiamme, giunte fino all’immagine della Vergine sul muro del castello, si divisero miracolosamente lasciando intatto l’affresco e ponendo in fuga i soldati. Da questo avvenimento prese il via una grande devozione popolare, accresciuta anche da successivi eventi che hanno salvato via via il borgo di Fiorano.
Devozione che si esprime anche nell’antica festa dell’8 settembre, dedicata alla Beata Vergine del Castello
All’affresco si accede tramite due scalinate laterali, le cui pareti sono ricoperte da ex voto.

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