Beata Vergine delle Grazie

Descrizione

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Sorto nella seconda metà del Seicento, il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Primolo è tuttora meta di pellegrinaggi e luogo di devozione. Costruito nel 1688 su un dosso dal quale si domina la conca di Chiesa Valmalenco, gode di una splendida posizione panoramica.

I frazionisti della contrada desideravano costruire una chiesa per le proprie necessità spirituali, poiché vivevano il disagio di doversi recare a Chiesa per assistere alle funzioni religiose. Ma mentre gli abitanti di Primolo pensavano a una chiesa modesta, il parroco Giovanni Chiesa mirava ad erigere un santuario collocato in un luogo ben visibile da tutta la Valle, tale da divenire una meta di pellegrinaggio e di devozione mariana. Dopo anni di disaccordo, il parroco riuscì a convincere i primolesi ad erigere il santuario che egli avrebbe voluto chiamando in causa la Madonna la quale, stando al racconto di una fonte settecentesca, dovette apparirgli in sogno ordinandogli di erigere un santuario in suo onore proprio nel luogo dove lui stesso avrebbe desiderato costruire. La posa della prima pietra risale al 3 agosto del 1688. Il parroco don Giovanni Maria Chiesa, che succedette allo zio don Giovanni, ampliò il progetto iniziale e diede impulso ai lavori fra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. La chiesta fu consacrata il 13 maggio 1804 da mons. Carlo Rovelli, vescovo di Como. Fra le opere di pregio che vi si conservano spicca l’ancona che ospita una statua della Madonna scolpita da Giovan Battista Zotti, che L’11 agosto 1765 fu solennemente incoronata per decreto del Capitolo di San Pietro in Vaticano.

Dietro l’altare maggiore è collocata un’altra statua della Madonna, più famosa, in quanto un’antica tradizione vuole che fra le grazie elargite dalla Vergine alle fanciulle che si rivolgono a lei con spirito di fede vi sia quella di poter trovare marito. Il gesto in cui si manifesta l’umile richiesta è quello di grattare il vetro che separa il fedele dalla statua della Madonna. La cosa vale anche per i ragazzi e per i coniugi che aspirano alla grazie di un figlio. La statua è circondata da numerosi ex-voto, che raccontano delle grazie ottenute da fedeli che si sono rivolti fiduciosamente a lei. Ma la Madonna di Primolo è famosa anche per altre grazie.

Nel 1882, in particolare, operò un vero e proprio miracolo, salvando il paese da un incendio che minacciava l’intero paese. Il parroco, infatti, circondato dalla popolazione in preghiera, benedì il pozzo al quale veniva attinta l’acqua con l’acqua benedetta del santuario, ed ecco che, miracolosamente, da esso cominciò a zampillare un getto copioso, che si riversò per le strade del paese, spegnendo l’incendio. In ricordo di questo miracolo vengono ancora accesi a Primolo dei fuochi, quando, la prima domenica d’agosto, si celebra la festa della Madonna delle Grazie ed il pozzo fu chiamato “acqua de la madona del miràcul”.

Nel corso del Settecento il santuario divenne uno dei presidi mariani valtellinesi di maggiore devozione, tale da ricevere, nel 1765, il riconoscimento dell’incoronazione della statua della Madonna, un privilegio che a quell’epoca era stato conferito soltanto ai due santuari più rilevanti della provincia, ossia quello della Madonna di Tirano e quello della Madonna di Gallivaggio.

Sin dai primi anni in cui fu costruito, il santuario divenne ben presto meta di devozione e di pellegrinaggio da parte di un intenso flusso di fedeli attirati anche dai paesi vicini, ma soprattutto luogo ove impetrare grazie e protezione alla Vergine, così come testimoniano ancor oggi alcune tavolette ex voto molto antiche.

Si consolidò ben presto la consuetudine di celebrare la festa del santuario la prima domenica d’agosto, così come v’è ragione di ritenere che anche la tradizionale processione con la statua della Madonna per le vie del paese abbia avuto origine in concomitanza con la costruzione del santuario stesso. La sera precedente venivano accesi, in gran numero i falò notturni sugli alpeggi della Valle, una tradizione che costituiva non solo un momento di festa comunitaria, ma soprattutto un segno di devozione a Colei che i Malenchi sentivano come la ‘loro’ Madonna, ossia la Madonna di Primolo.

Nel corso dei tre secoli di vita del santuario, la devozione alla Madonna di Primolo ha portato alla nascita di tradizioni in cui si sovrappongo elementi sacri e profani: è il caso della ben nota tradizione del ‘grattare il vetro’ della nicchia dove è conservata la statua della Madonna da parte delle donne in cerca di marito.

 

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    LOCALITA' PRIMOLO  23023 CHIESA IN VALMALENCO SO
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    Lombardia
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