Beato Giovanni Pelingotto (Chiesa San Francesco d’Assisi)

Descrizione

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ll Beato Giovanni Pelingotto nacque ad Urbino nel ‘1240 da un ricco mercante di stoffa che ben presto, sebbene a malincuore, dovette concedergli di dedicarsi liberamente ad esercizi di pietà. A dodici anni lo aveva già avviato al commercio. Vestì l’abito del Terz’Ordine della penitenza nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la prima chiesa francescana di Urbino e, da fedele imitatore del Serafico visse austeramente. L’amore per i poveri lo spingeva a privarsi anche del necessario per soccorrerli; umilissimo, essendosi accorto che i concittadini avevano una grande stima di lui, per distoglierli si finse pazzo, ma più cercava di nascondersi, più Dio rendeva manifeste le sue virtù.

Nel 1300 andò a Roma per lucrare il giubileo indetto da Bonifacio VIII. Era la prima volta che si recava nella città eterna e non era conosciuto da alcuno; tuttavia, un uomo incontrandolo, lo indicò ai compagni dicendo: “Non è costui quel santo uomo di Urbino?”. E vari altri fatti manifestarono chiaramente che il Signore voleva fare conoscere la sua santità.

Ritornato nella città natale, intensifico la sua vita spirituale desiderando ardentemente la patria celeste. Fu colpito da gravissima infermità che lo ridusse ben presto agli estremi e gli fece perdere anche l’uso della parola, che riacquisto completamente negli ultimi giorni della sua vita terrena. Seppe essere imitatore del Serafico anche nel dolore. Il demonio non cessava di molestare con orribili tentazioni il terziario penitente che aveva sempre custodito intatta la purezza dell’anima. Andava ripetendo: “perchè mi molesti? Perchè mi rinfacci cose che non ho mai commesso e alle quali non ho mai acconsentito?”. E abbandonandosi fiducioso tra le braccia della misericordia divina, con voce forte disse: “Ed ora con tutta fiducia andiamo!”. Uno degli astanti disse: “Padre dove vuoi andare?”“In paradiso!” rispose. Detto questo il suo volto divenne bellissimo, le sue membra si distesero e, poco dopo, serenamente spirò. Era il primo giugno 1304; aveva 64 anni d’età.

Il Beato Giovanni aveva chiesto di essere sepolto nella chiesa di San Francesco, ma in un primo tempo la sua volontà non fu eseguita: ebbe solenni funerali e fu sepolto nel cimitero francescano, nel chiostro del convento.  Iddio glorifico ben presto il suo fedele servitore. Tante furono le grazie che si dicevano ottenute per sua intercessione, tanto era il concorso dei fedeli al suo sepolcro, che i frati esumarono le spoglie e le portarono nella chiesa di San Francesco. Aumentando i prodigi si eresse un altare sulla sua tomba ove si celebrarono messe in suo onore. ll suo culto continuo attraverso i secoli, fino a quando Benedetto XV il 13 novembre 1918 lo approvò.

La Chiesa monumentale di S. Francesco dove riposa il corpo del Beato Giovanni è stata elevata alla dignità di Santuario nella ricorrenza del VII centenario della sua morte.

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