Chiesa di San Clemente in Santa Maria dei Servi (Basilica Santuario)

Descrizione

Descrizione

La Basilica dei Servi, particolarmente cara ai senesi, è stata per secoli il secondo santuario mariano della città fino al 1611, quando fu edificata la nuova Collegiata di S. Maria in Provenzano.

L’edificio si presenta esternamente privo di ogni decorazione, rispondendo così all’esigenza dei nuovi Ordini mendicanti di una semplicità di messaggi e di forme.

La chiesa, a pianta egizia, contiene al suo interno opere di grande valore, sia artistico che spirituale, dedicate per la maggior parte alla Vergine Maria; le più significative sono la Madonna del Bordone di Coppo di Marcovaldo, l’incoronazione della Vergine di Bernardino Fungai e la Madonna della Misericordia di Giovanni di Paolo.

L’Ordine dei Servi di Maria, chiamati anche semplicemente Serviti, fu fondato da Sette Santi fiorentini, i quali, dopo aver lasciato i loro beni e le loro famiglie, si ritirarono sul Monte Senario, lontani da Firenze, per dedicarsi completamente alla preghiera e alla penitenza. Il loro esempio fu contagioso, tanto che il modello di vita dei Servi di Maria iniziò a diffondersi, giungendo anche a Siena nel 1250.

STORIA E ARTE DELLA BASILICA

La basilica è uno dei capolavori del Medio Evo senese. La chiesa di Santa Maria dei Servi sorge sul colle dominante la Valdimontone dove un tempo si trovava l’antica chiesa di S. Clemente, rinnovata dai Serviti a partire della fine del Duecento.

La chiesa prese così il nome esteso di S. Clemente in Santa Maria dei Servi. Le vicende della chiesa sono lunghe e complesse; essa fu ingrandita nel secolo successivo: nel 1416 la scala venne eliminata a favore della ‘piaggia’ che ancora oggi introduce all’ingresso principale; la chiesa venne poi radicalmente trasformata, secondo un impianto rinascimentale, a tre navate, tra il 1471 ed il 1527. La sua consacrazione avvenne nel 1533, anche se, cosa comunque frequente nelle chiese toscane, la facciata non fu mai del tutto completata.

Alla semplice facciata, ove emergono i segni dei rifacimenti, s’accompagna un poderoso e bel campanile della fine del Duecento, ampiamente restaurato e rifatto in parte nel 1926. Ancora visibili, al di sopra della prima cappella destra, resti di affreschi di ricordo lorenzettiano (Paradiso e Inferno).

Nel suggestivo e maestoso interno, a croce latina, le semplici colonne in marmo bianco scandiscono il ritmo dell’interno. Dopo pochi passi, nel secondo altare della navata destra, la bellissima e celebre tavola detta la Madonna del Bordone che fu dipinta dal fiorentino Coppo di Marcovaldo nel 1261, quando era prigioniero dei senesi, dopo la battaglia di Montaperti. Tradizionalmente si vuole che questa tavola fosse il riscatto di Coppo. Comunque sia, la veste della Vergine e la su posizione iconografica furono un punto di riferimento importante nella grande produzione delle ”Madonne senesi”.

Nel terzo altare, sempre a destra, spicca una bella Natività della Madonna del pittore barocco senese Rutilio Manetti. Nel quinto altare, una tragica Strage degli Innocenti del quattrocentesco Matteo di Giovanni; è questo un tema molto amato dal pittore che ce ne offre altre tre versioni: una al Duomo, una nella Sala del Mappamondo e una oggi al Museo di Capodimonte. Notevole la descrizione cruda dei corpi degli infanti e la rappresentazione malefica di Erode.

Non è possibile, vista la tela di Matteo di Giovanni, non accostarla con un’opera poco distante nella chiesa. Nella seconda cappella del transetto destro, infatti, altra Strage degli Innocenti, ma questa volta si tratta di un affresco trecentesco di Niccolò di Segnai. Anche qui, nonostante le ingiurie del tempo, resta una straordinaria intensità espressiva che si può apprezzare anche negli affreschi della seconda cappella del transetto sinistro.

Si tratta della cappella Spinelli, dove troviamo una bellissima raffigurazione del Banchetto di Erode e dell‘Ascensione di Giovanni Evangelista, opere di Pietro Lorenzetti. Nonostante gli interventi successivi, resta nell’ordito l’estrema eleganza e sensualità dei movimenti di Salomè contrapposti alla staticità maschile di Erode e degli ospiti.

Sull’altare, una Natività del 1404 di Taddeo di Bartolo.
Nella cappella di fondo, sempre del transetto sinistro, ecco la bella immagine della Madonna del Manto, dipinta da Giovanni di Paolo, nel 1436.

Sulle pareti del transetto sinistro, una ricca Madonna della peste di Siena di Astolfo Petrazzi, creata nel XVII secolo per racchiudere la celebre e adoratissima Madonna del Popolo di Lippo Memmi (1325), uno dei vertici della pittura senese, oggi alla Pinacoteca Nazionale.
Sull’altar maggior, nell’abside, si noti la grande tavola rinascimentale di Bernardino Fungai raffigurante L’Incoronazione della Madonna. Al centro dell’arco trionfale, un Cristo in Pietà dentro un tondo di ispirazione donatelliana. Riguadagnando l’uscita, vanno ancora notate: nella seconda cappella, una Madonna, Bambino e due angeli, detta Madonna del Belvedere, attribuita a Taddeo di Bartolo; nella prima, una Annunciazione della Madonna di Francesco Vanni del 1588.

Nella sacrestia, discrete tele di ignoto artista senese del XVI secolo e un bel lavabo a fogliami. Suggestiva è la visita al convento che possiede tre bei chiostri cinquecenteschi, passati oggi all’attigua Università, ad eccezione di un braccio del primo chiostro dove si conserva la Tomba di Matilde Manzoni, figlia dello scrittore, morta a soli 24 anni a Siena. Ricchissima la libreria del convento che annovera alcuni codici miniati di manifattura senese.

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  • Indirizzo
    PIAZZA MANZONI 5, 53100 SIENA SI
  • Regione
    Toscana
  • Location
    SIENA

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