Madonna dei Campi (Santuario Parrocchia)

Descrizione

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Madonna dei Campi noto anche come Madonna della Preghiera

Sorge in mezzo al verde in una bellissima posizione, lontano dal frastuono del traffico, nonostante la vicinanza di strade di grande comunicazione. È uno dei più frequentati della diocesi, con pellegrini che vi giungono ogni giorno dell’anno, ed è meta di pellegrinaggi anche oltre i confini diocesani. È il santuario della Madonna dei Campi, noto anche come Madonna della Preghiera, la cui festa dell’Apparizione ricorre il 12 luglio. Un santuario che è soprattutto un’oasi di preghiera e spiritualità e non soltanto di devozione mariana, come conferma il parroco don Mauro Arizzi: «È un luogo di preghiera, devozione, spiritualità, possibilità di Confessioni e anche luogo di “vacanza spirituale” in questo periodo di ferie».
La storia del santuario affonda le radici in due eventi prodigiosi. Nel luogo dove sorge, c’era una cappelletta. Nel 1200, al suo interno una donna vide una luce misteriosa con Maria e il Bimbo. Conosciuto l’evento, la popolazione costruì una chiesetta, dove venne collocata l’immagine mariana conservata nella cappelletta. Nell’anno 1586 avvennero due eventi prodigiosi. Il primo fra maggio e novembre: dal pilastro su cui è posta l’immagine mariana sgorgò acqua copiosa, ritenuta miracolosa per le grazie ricevute. Il secondo evento avvenne il 12 luglio: dalla finestra della chiesa, due contadinelle stezzanesi, Bartolomea Bucarelli e Dorotea Battistoni, di 10 e 11 anni, videro una Signora vestita in abito scuro, che non parlò, ma nella sinistra reggeva un libro (da questo particolare il titolo di Madonna della Preghiera), mentre la destra indicava il Cielo. Dopo questo evento, la chiesetta venne ingrandita e continuamente rinnovata e abbellita nel corso dei secoli, trasformandola nell’attuale santuario.
Il gruppo statuario dell’Apparizione venne incoronato il 5 settembre 1896 dal Beato Andrea Carlo Ferrari, cardinale arcivescovo di Milano. Anche Papa Giovanni fu molto devoto alla Madonna dei Campi. Il 4 agosto 1954, da cardinale patriarca di Venezia, intervenne alle celebrazioni del 60° dell’Apparizione. Il santuario conserva anche una stola e un piviale da lui donati, esposti in una cappella.
Il santuario è da sempre testimonianza ininterrotta del messaggio della Madre di Dio e Madre nostra. Infatti tutte le opere d’arte che arricchiscono il luogo sacro sono espressione della fede di tanti devoti. Senza la fede non esisterebbero. I numerosi ex voto di varie epoche testimoniano che la sorgente della Grazia non ha mai smesso di sgorgare. Non è mai venuta meno, attraverso i secoli, la preghiera di lode e l’invocazione della materna intercessione di Maria, nelle diverse necessità della vita.
Nel secolo XII nei campi ad ovest di Stezzano, a circa 2 km dal centro del paese, era già stata edificata una edicola in onore della Madre di Dio. La maggior parte della popolazione era infatti dedita all’attività agricola e sovente, durante la giornata lavorativa, vi sostava in preghiera.
Nel secolo successivo davanti a questa santella avvenne la prima apparizione: la Madonna con in braccio il Bambino Gesù apparve a una pia donna del paese. In seguito a questo prodigioso avvenimento la popolazione edificò la prima chiesetta (m 12,9 x 5,1) chiamata “Madonna dei Campi”. La chiesa era rivolta da oriente ad occidente, aveva un solo altare addossato all’abside, un piccolo presbiterio con volta in muratura, coperta da travi appoggiate a degli archi sopra pilastri, e a destra aveva un piccolo campanile. Gli anni di edificazione della chiesa si inserivano in un periodo storico caratterizzato da importanti mutamenti di carattere politico, economico, culturale e religioso. La devozione e la pietà verso questo santuario furono, sin dall’inizio, abbastanza vive. Lo testimoniano, oltre alla costruzione della chiesa, i numerosi dipinti di vari autori e i resti di un’antica strada campestre. Il secolo XVI fu caratterizzato da una profonda crisi religiosa, i cui effetti si fecero sentire anche in Bergamo e provincia. Il concorso dei devoti alla chiesa si affievolì e la sua posizione, piuttosto decentrata rispetto al centro abitato, contribuì certamente ad accentuarne l’abbandono.

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