Madonna del Transito (Basilica Santuario)

Descrizione

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L’immagine della Madonna del Transito

E’ avvolta nel mistero l’origine storica della Madonna di Canoscio. Una antica tradizione popolare ci racconta che nell’anno 1348, un certo Vanni di Iacopo abitante in una casa della collina di Canoscio (Canusium – luogo bianco), come promessa votiva al tempo di una terribile pestilenza, lasciò in testamento ai suoi eredi 40 soldi per far dipingere una “Maestà” alla Vergine Maria.

Il pittore che resta sconosciuto dipinse come affresco su muro la Madonna nel momento del suo Transito, cioè nel passaggio da questa vita terrena alla gloria del cielo con ai lati i dodici Apostoli e, sopra, l’Assunzione e Incoronazione in mezzo agli angeli.

Ma dell’antica primitiva pittura a noi resta soltanto l’immagine della Madonna dormiente, con un volto luminoso delicato bellissimo, di trasparente celestiale candore. E’ questa la veneratissima Immagine che dal popolo è stata chiamata “La Madonna del Transito di Canoscio”.

L’anno 1406 fu costruita la prima piccola chiesa attorno l’immagine della Madonna, dove la gente dei dintorni veniva a chiedere grazie, particolarmente contro l’epilessia o mal caduco e ogni altro genere di male. La piccola cappellina fu atterrata nel novembre del 1857, quando fu ricoperto il tetto del nuovo Santuario.

La costruzione del Santuario

Il popolo approvò con entusiasmo l’idea del padre Piccardini e venne subito istituito un Comitato per la svolgimento dei lavori. Dopo soli quattro mesi, nella Festa del 15 agosto 1855, il Vescovo di Città di Castello, Mons. Letterio Turchi, benediceva la Prima Pietra del nuovo santuario. Per prima cosa fu aperta la strada dalla Pieve alla vetta del Colle; fu spianata e riempita la cima intorno alla Cappella, in modo da creare lo spazio per la costruzione del Santuario. Gli operai volontari a Canoscio, aumentarono sempre e arrivarono anche a più di 500; i contadini portavano i loro buoi per i trasporti dei materiali. Furono usate le pietre di un dirupo vecchio castello che sorgeva nelle vicinanze, e vennero create cave e miniere per fare pietre. Al legname per le impalcature ci pensarono molti benefattori, tra i quali i monaci del monastero di Monte Corona, i frati della Verna e i possidenti dei boschi nei dintorni.

I lavori pur in mezzo alle innumerevoli difficoltà, progredivano veloci, e il 23 ottobre 1857, a mezzogiorno, il Piccardini fu chiamato a mettere l’ultimo coppo del tetto: il nuovo Tempio di Maria era lungo 44 metri e largo 18. A tale grandiosa opera, aggiungiamo come accenno la venuta delle 5 campane, chiamate Immacolata, Gesù, S. Giuseppe, Sant’Anna e san Gioacchino.

Da non dimenticare la pittura di Annibale Gatti che diede forma completa all’Immagine della Maestà: intorno il 1860, dipinse attorno all’Immagine della Madonna del Transito i 12 apostoli e sopra l’incoronazione dell’Assunta. Il santuario, vero miracolo di tutto il popolo, completato nelle sue parti essenziali, venne consacrato con feste straordinarie nei giorni 6-7 e 8 settembre 1878 dal cardinale Raffaele Monaco La Valletta, Vicario del Papa Leone XIII il quale era amico intimo del padre Piccardini. Il 16 settembre 1888, ancora per volere del Papa, si incoronava la Vergine santa con la corona donata dal Capitolo di san Pietro. L’8 settembre 1905 in nome del Papa san Pio X, si inaugurava la maestosa facciata col nuovo colonnato; sulla facciata, ricostruita dopo le distruzioni della guerra del 1944, c’è l’iscrizione: Virgini Immaculatae in Coelum Assumptae.

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