Madonna della Luce

Descrizione

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Il Santuario sorge fuori le mura, ad Ovest della Città, nei pressi di via Gallipoli sulla omonima via Luce che ad essa conduce. Dell’impianto e dell’edificio originari poco o nulla è stato conservato in quell’ampio intervento di rifacimento operato nella prima metà del nostro secolo allorquando venne distrutto anche il bellissimo altare maggiore, opera della maestria dello scultore architetto Placido Buffelli di Alessano, realizzato intorno al 1670, poco prima della morte (1674) del committente mons. Adarzo de Santander.

L’attuale facciata, in stile “neoromanico”, è stata costruita insieme con l’interessante Calvario in stile “neogotico”, che le è stato addossato all’esterno, sul lato della chiesa posto su via Luce. L’anno comune di riferimento di questo rifacimento è il 1933.

La facciata è lineare e molto sobrio é anche l’interno che contiene, tra l’altro, la seicentesca tela della Madonna del Rosario e della battaglia di Lepanto, posta in un altare laterale, e alcuni altorilievi in cartapesta fra cui si ricorda il San Pantaleone della ditta Longo di Lecce.

Pregevole l’icona della Madonna della Luce, collocata al posto d’onore sull’altare maggiore, oggetto di continua devozione, soprattutto da parte delle puerpere.

Ogni anno, a Galatina, la festa della Madonna della Luce, viene celebrata con particolare devozione e fede. Protagonista del culto verso la Vergine della Luce fu il madrileno Gabriele Adarzo De Santander, Arcivescovo di Otranto, che apparteneva all’ Ordine dei Mercedari.

La tradizione vuole, infatti, che Egli, mentre tornava da Gallipoli a Galatina (sua residenza abituale), sia stato colpito da un violento temporale. Il vento impetuoso e la forte pioggia fecero sì che i cavalli della carrozza impazzissero e che la strada fosse smarrita. Il Presule Idruntino, allora, temendo per la propria vita, invocò con intensa fede e grande fiducia la Vergine Maria, di cui era tanto devoto. Dopo le sue reiterate preghiere, la tempesta cessò ed una intensa luce squarciò le tenebre e si diffuse nel cielo. Rientrato a Galatina, quale omaggio alla Vergine, l’Arcivescovo edificò una piccola cappella intitolandola proprio alla Madonna della Luce.

Da allora il culto verso la Vergine Maria si è gradatamente sempre più diffuso e ciò lo attesta, in grande percentuale, la presenza in ogni famiglia galatinese del nome di “Luce”, “Lucetta”, “Maria Luce”.
Tutt’oggi le giovani madri, prima di dare alla luce il proprio bambino, si preparano con una novena particolare alla Madonna e, dopo averlo partorito, vanno nel Santuario della Luce per affidarlo alla custodia amorosa di Maria.

Ciò e’ l’attestazione eloquente e chiara di come la devozione mariana in Galatina non costituisca una semplice apparenza esteriore con puro spirito folcloristico, come qualcuno potrebbe pensare. Per questo motivo, infatti, il 9 maggio 1968, cinquant’anni fa, l’Arcivescovo di Otranto Mons. Gaetano Pollio, elevò la Chiesa della Luce al grado di Santuario mariano. Nella bolla di elevazione a Santuario, Mons. Pollio “loda la devozione tradizionale, elogia tutte le madri che portano i propri neonati ai piedi della Madonna della Luce per consacrarli a Lei, ed esorta i galatinesi a continuare a venerare la Madonna e ad invocarla nei momenti di bisogno”.

La Madonna della Luce, infine, ancora oggi continua a proteggere la Città di Galatina, a vegliare sulle famiglie travagliate, a proteggere le madri in attesa, a custodire i bambini ed i giovani perché, come dice Dante nel XXXIII canto del Paradiso, è “di speranza fontana vivace”.

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