Madonna di Valcora

Descrizione

Descrizione

Il Santuario con annesso Eremo sorge sulla riva destra del fiume Potenza lungo la strada che scavalcando l’Appennino collega l’Umbria e le Marche. Era l’antica via Prolaquense, che distaccandosi dalla consolare Flaminia, a Nuceria Camellaria, collegava le città umbre a quelle del Piceno, attraverso Prolaqueum e Septempeda.

La strada fu sotto il controllo dei Longobardi, che erano insediati a Nocera costruirono lungo il percorso rocche e fortificazioni.

Il santuario della Madonna di Valcora, appare in alto, tra i boschi, appena superato l’abitato di Fiuminata.
Subito a monte del santuario di Valcora, alle pendici del Pizzo la Croce, esisteva un piccolo villaggio, oggi completamente scomparso: Sarrocchiano, scomparso il villaggio, rimase solo la chiesa che ne costituiva la parrocchia e che la leggenda vuole sia stata costruita dopo l’apparizione miracolosa di un’immagine della Madonna.

Della Chiesa di Maria Vergine Addolorata di Sarrocchiano (o S. Eraclio di Radiano) (Ecclesia Sanai Racchiani villae Sancti Racchiani) si conoscono solo alcuni documenti tardi, a partire dal XV secolo. Al suo interno, nell’abside, vi è però un pregevole affresco, attribuito al pittore Diotallevi di Angeluccio di Esanatoglia, della fine del Trecento.

La chiesa, che attualmente è costituita da strutture tarde, del XVIII secolo, è stata quindi edificata molto prima.

Probabilmente l’abside appartiene alla costruzione primitiva, forse del XIII secolo.
Tra il 1827 e il 1847 il santuario e l`annesso romitorio vengono affidati all’eremita Vincenzo Sernacchioli da Cingoli dell’Ordine dei Servi di Maria.

La chiesa e gli edifici annessi sono stati recentemente ristrutturati e vengono usati per campi scuola, incontri di formazione e orientamento, incontri di preghiera, soggiorni climatici, turismo giovanile, vacanze per famiglie, gruppi autogestiti, laici, religiosi.

Interno

Si presenta ad unica navata e di aspetto moderno con l’arcata dell’abside che contiene il presbiterio rialzato, all’interno del catino c’è un affresco, recentemente restaurato, rappresenta una Crocifissione con l’Addolorata, S. GiovanniS. Antonio Abate e Angeli che raccolgono il sangue; a lato La Madonna (di Loreto) con bambino in braccio e un Angelo, al di sotto di un baldacchino.

La presenza della Madonna di Loreto è indice che di qui passava una delle vie lauretane, attraverso le quali i pellegrini si recavano a Loreto.

La Leggenda

Racconta la leggenda di fondazione che alle falde del Monte Bordaino, sorgeva una piccola edicola dedicata alla Madonna. Un pellegrino di passaggio vi notò l’apparizione di un’immagine la cui bellezza lo costrinse a fermarsi e, inginocchiatosi, a pregare. La Madonna gli parlò invitandolo ad andare dal priore di Castello di Fiuminata affinché costruisse in quel luogo un santuario a Lei dedicato.

Il pellegrino andò dal priore che era gravemente malato e non appena si apprestò all’edificazione della chiesa improvvisamente guarì.

Altre leggende vogliono che l’immagine sia stata dipinta dagli angeli in una sola notte.

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