S. Carlo

Descrizione

Descrizione

La chiesa di San Carlo sorge sul sedime di diversi edifici religiosi preesistenti, di cui l’ultimo l’Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo apostoli, fu eretto da Alberto Schiatti dopo il disastroso sisma del 1570. Alberto Schiatti fu l’architetto che beneficiò maggiormente del terremoto, poiché venne coinvolto nella ricostruzione di tutti i maggiori edifici sacri danneggiati.

Nel Seicento, la Chiesa controriformata necessitava di nuovo slancio nel culto e si affermarono personaggi fondamentali, che divennero i nuovi santi del nuovo cattolicesimo vittorioso sulla Riforma Luterana. La Chiesa, dopo il sacco di Roma del 1527, in cui i Lanzichenecchi per tre anni devastarono la città con violenze, saccheggi e distruzioni, si riorganizzò con il Concilio di Trento e dettò le linee per il culto: uno dei personaggi che, guidando anche il Concilio, più influenzò la liturgia e la devozione fu il cardinale Carlo Borromeo, uomo piissimo, fondatore dei seminari, talmente santo anche in vita da essere canonizzato dopo soli 26 anni dalla morte. Al suo nome vennero dedicate molte chiese in Italia, e per rafforzare l’importanza della sua figura non furono chiese esistenti riconsacrate al suo culto, ma chiese di nuova costruzione: nuovi edifici sacri in stile manierista e protobarocco per un nuovo santo. Anche a Ferrara sorse la chiesa dedicata a San Carlo, appunto sopra il vecchio oratorio dei Santi Filippo e Giacomo apostoli.

Per il progetto venne incaricato l’architetto Giovanbattista Aleotti. Aleotti, detto l’Argenta per via del paese di origine, nacque nel 1546 e presto si trasferì a Ferrara dove divenne progettista per la famiglia Bentivoglio, molto vicina alla famiglia d’Este. Le sue ispirazioni erano Andrea Palladio, Sebastiano Serlio – veneti – ma anche Jacopo Barozzi detto il Vignola, e gli architetti del tardo rinascimento toscano. Alla ine del Cinquecento si recò a Roma al seguito dell’ultimo Duca di Ferrara, Alfonso II, ed ebbe modo di entrare in contatto con le opere dei grandi manieristi come Michelangelo, Raffaello, Bramante. In quel periodo, il nascente Barocco faceva arrivare le sue influenze, anche se molto affievolite, fino a Ferrara. In questo clima culturale iniziò la progettazione della chiesa di San Carlo, rivoluzionaria per l’epoca in città poiché a pianta ellittica e con un concetto totalmente nuovo della decorazione.

All’epoca della costruzione, l’edificio era contestualizzato in modo diverso da oggi poiché non era circondato dai fabbricati del vecchio ospedale. La chiesa fu oggetto di restauro nel 1857, durante il pontificato di Pio IX e di nuovo pochi anni dopo, in seguito all’abbassamento del piano stradale di Corso Giovecca, quando l’ingresso venne elevato su gradoni. Tra il 1933 e il ’36, l’isolato venne saturato dall’intervento di Carlo Savonuzzi e la chiesa non fu più isolata dal contesto ma inglobata nella cortina stradale. Sulla chiesa fu stilato un progetto di restauro e consolidamento che doveva iniziare nel 2012: pochi giorni prima dell’inizio del cantiere, il sisma del 20 e 29 maggio la danneggiò seriamente, causando anche la caduta di alcune delle statue dei putti poste in cima al timpano. In seguito, vennero realizzati i lavori di riparazione strutturale. Attualmente chiusa, sarà molto presto interessata da un nuovo cantiere per il restauro.

Da il sito internet “Monumenti aperti”

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  • Indirizzo
     CORSO DELLA GIOVECCA 19 44121 FERRARA FE
  • Telefono
  • Regione
    Emilia Romagna
  • Location
    FERRARA

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