San Francesco di Paola

Descrizione

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Il Santuario di San Francesco da Paola a Milazzo. Nel 1464 viveva, esiliato a Paola, il milazzese Bernardo Caponi; questi fu talmente conquistato dalla santità di Frate Francesco che consigliò i Capi della Università (Comune) di invitare il Santo Frate a Milazzo. L’Università aderì al consiglio ed inviò due Magistrati: Angelo Camarda e Giovanni Villani ad invitare il Santo a Milazzo. Egli accettò volentieri. Accompagnato da due Frati: P. Paolo Rendacio e Fra Giovanni da S. Lucido, partì da Paterno Calabro, ove allora si trovava.

Il 3 aprile 1464 arrivò a Catona, dalla cui spiaggia stava salpando per Messina, con un carico di legna, il barcaiolo Pietro Colosi. Frate Francesco lo pregò di traghettare anche lui ed i suoi due Frati, ma «per carità», perché non avevano denaro. Il barcaiolo Colosi si rifiutò e disse: «Voi non avete i soldi, ed io non ho la barca». S. Francesco non si perse d’animo: pregò il Signore, distese il suo mantello sulle acque, vi salì lui, vi fece salire gli altri, e partì alla volta di Messina. Attraversato lo Stretto sul mantello, approdò con i suoi sulla costa messinese, probabilmente nei pressi di Faro; quindi si incamminò per Milazzo. Trascorse la notte tra il 3 ed il 4 aprile in una abitazione dei Raffa, a Gesso; il 4 aprile 1464 raggiunse Milazzo. L’Università e la cittadinanza lo accolsero con grandi onori. I responsabili della Città gli offrirono il Colle S. Biagio, perché vi costruisse un suo Convento ed una sua Chiesa. Il Santo accettò, ringraziò ed iniziò i due lavori di costruzione il 17 gennaio 1465. Molte Famiglie Patrizie fecero a gara nell’offrirgli una dimora, ove trascorrere la notte, ma egli preferì dormire con i poveri, ed elesse l’ospedaletto cittadino.

Poiché i muratori abbisognavano dell’acqua, S. Francesco indicò loro dove scavare per ottenere un pozzo; scavando, però, incontrarono due massi, a breve distanza l’uno dall’altro; intervenne il Santo, il quale, tracciato un segno di croce su ognuno, li alleggerì; egli stesso li pose in un luogo, sulla nuda terra; su essi innalzò una parete della Chiesa, e precisò: «Questi massi faranno da fondamenta per il Convento e per la Chiesa». Esistono ancora: sono recintati da sbarre profetizzò: «Quando i miei Figli si saranno provveduti di una cisterna per raccogliere acqua piovana, quest’acqua tornerà salmastra»: ciò, che realmente avvenne, quando i Frati della prima Comunità Religiosa si fecero la cisterna. L’acqua è tuttora salmastra; il pozzo sta nell’atrio della Caserma dei Carabinieri. In poco più di tre anni, il Frate santo terminò sia il rustico del Convento che quello della Chiesa. Queste due costruzioni, che procedevano simultaneamente, sono senza fondamenta. S. Francesco volle che il Convento si chiamasse «Convento Gesù Maria», e la Chiesa «Chiesa Gesù Maria», anche se ora vengano chiamati «Convento S. Francesco di Paola) e «Santuario S. Francesco di Paola». Con gli anni, i Frati ingrandirono il Convento. Essi possedevano e coltivavano un grande orto. Nel 1620, circa, il Convento di Milazzo divenne Casa di Noviziato della Provincia Monastica di Messina; nello stesso anno, si ingrandì la Chiesa, che subì anche delle modifiche: la facciata e l’ingresso principale ven­nero spostati da ponente a oriente; l’altare maggiore subì lo steso spostamento; vi si aggiunse l’attuale presbiterio.

 

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