Madonna delle Grazie

Descrizione

Descrizione
In località le Grazie sorge un prezioso santuario del 1613.
La piccola chiesa di Le Grazie sorge presso la località denominata all’Albera nome che fin dai tempi antichi sta ad indicare un’area presso Santrovaso dove vi erano delle distese boschive. L’edificio religioso fu eretto su di un lascito testamentario formulato nel 1527 dal nobile Pietro Antonio Contarini, proprietario della dimora oggi conosciuta come “Villa Contarini – Nenzi”. Nel suo testamento egli precisa che lasciava questo terreno presso la sua casa alla compagnia dei padri dell’isola delle Grazie che sta in Venezia perché vi possano edificare un piccolo oratorio dedicato alla Vergine di tutte le Grazie.
Solo nel 1609 la compagnia dei gerolimini rivendica la proprietà di questo terreno presentando formale richiesta al parroco di Santrovaso (Giovanni Daga) e al vescovo (Francesco Giustiniani). Il progetto di costruzione della chiesa, dopo ulteriori problemi con la famiglia Contarini, trovò piena realizzazione nel 1625. A quegli anni si fa risalire sia l’antico culto della Madonna delle Grazie e la festa nel lunedì dopo Pentecoste che la realizzazione del quadro votivo della Vergine, copia di quello ritenuto miracoloso posseduto dagli stessi padri gerolimini nella chiesa della Grazie a Brescia. I suddetti Padri ressero la chiesa fino al 1688 quando il Papa Clemente IX soppresse questa compagnia religiosa e il terreno all’Albera, come l’isola di Le Grazie e altre loro proprietà vennero incamerate dalla Repubblica di Venezia come beni da cui incamerare fondi per la guerra contro i turchi.
Il Santuario delle Grazie viene venduto il 2 aprile 1669 ai nobili fratelli veneziani Alessandro e Giuseppe Albrizzi che rilevarono la proprietà dei gerolimini unendola a quella già posseduta nel Seicento presso il Terraglio e su cui nascerà a inizio Settecento la celebre villa Albrizzi. Tale famiglia deterrà il patronato sulla chiesa per concessione del nunzio apostolico Lorenzo Trotti e si prese cura della chiesa nominando un proprio cappellano per servire i numerosi fedeli che giungevano al Santuario. Nel Settecento gli Albrizzi difesero a lungo questo privilegio dalle rivendicazioni della parrocchia di Santrovaso; nel 1775 Giuseppe Albrizzi, marito di Isabella Teotochi, si occupò del completo restauro della chiesa facendo costruire il transetto dove sono oggi i due altari laterali e destinò la piccola chiesa ad accogliere le spoglie mortali della sua famiglia. In quegli anni la chiesa si arricchì di pregevoli opere d’arte e di una reliquia del preziosissimo sangue donata dagli Albrizzi a inizio Ottocento.
A metà XIX secolo Alessandro Albrizzi, ultimo erede della famiglia, decise che i terreni del Santuario andassero, tramite un legato testamentario, al Conte Ferdinando Marcello che successivamente dispose la cessione di tale proprietà al vescovo di Treviso. La curia adibì le strutture del Santuario a casa di riposo del clero perpetuando la devozione alla Madonna.
Nel 1935 le strutture furono acquistate dalle Suore Francescane di Cristo Re di San Francesco della Vigna di Venezia per farvi una casa di formazione per le novizie. Oggi il santuario è ancora retto dalle suore francescane che hanno adibito i locali a casa di riposo per le sorelle anziane e gestiscono la scuola elementare paritaria.
La chiesa, eretta nel XVII secolo dai padri gerolimini, fu ricostruita sui propri muri nel 1775 per iniziativa degli Albrizzi i quali gli conferirono la struttura a croce che possiamo ammirare ancora oggi, mentre i cori laterali furono aggiunti nel 1945. Sull’altare maggiore, arricchito da preziosi marmi, vi il quadro copia della tela miracolosa del santuario bresciano, raffigurante la Beata Vergine delle Grazie, secondo la tradizione prese vita mostrandosi ai fedeli giunti il lunedì di pentecoste (22 maggio 1526). Per iniziativa degli Albrizzi furono costruiti gli altari laterali su cui, un pittore anonimo, vi pose due pale: il Crocifisso e San Carlo Borromeo e la tela con i santi Antonio da Padova e Lucia. Tali opere causa il deperimento vennero sostituite ad inizio Novecento con le opere che ancor oggi ammiriamo realizzate da una monaca visitandina del monastero di Treviso: San Francesco e Santa Caterina ai piedi del Crocefisso (altare di destra) e Santa Margherita Maria Alacoque con il beato de Colombiere in ginocchio davanti a Gesù. Sul soffitto vi è il prezioso lacunare con la Madonna Immacolata opera composta nel 1845-46 dal trevigiano Giambattista Carrer.
Caratteristici i due campanili identici posti ai lati della costruzione.

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