S. Maria del Giogo

Descrizione

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Il santuario di Santa Maria del Giogo offre una stupenda vista panoramica sia sul Sebino che sulla Val Trompia, con vista sul vicino Guglielmo e sui lontani monti bergamaschi: Diavolo di Tenda, Redorta e Coca. L’edificio è posizionato su una antica via di transito che collegava il lago d’Iseo alla Val Trompia e a Brescia, dove si incontrano i confini di tre comuni: Sulzano, Polaveno e Gardone V.T.

Sul luogo risulta un edificio religioso già nel 1367, quando Santa Maria del Giogo è tra le dipendenze del monastero bresciano di Sant’Eufemia. La sua primaria funzione era il soccorso a coloro che transitavano per questo valico. Presso il santuario soggiornò, tra il 1537 e il 1538, Teofilo Folengo autore del Baldus, poema in latino maccheronico.

Santa Maria del Giogo è da tempo legata agli alpini: nel 1921 si tenne proprio qui il primo ufficioso raduno nazionale della neonata Associazione Nazionale Alpini, fondata nel 1919.

Poi nel 1964 alcuni veci alpini della sezione di Polaveno, reduci dalla Russia, pensarono di posare su quel monte una statua della Madonna a ricordo dei caduti e a ringraziamento per chi era tornato e venne chiamata “Madonna degli Alpini”. Luogo migliore non poteva essere scelto -neppure la Madonna l’avrebbe scelto migliore, Lei che spesso è apparsa sulle più alte e belle cime che uniscono paesi e vallate- infatti il santuario si trova a 968 mt. d’altezza, ed è ubicato sul colmo della panoramica dorsale che si protende a sud della Punta Almana, tra la bassa Valle Trompia e il lago d’Iseo.

Per due anni, nel 1537 e ‘38, li dimorò un letterato, il benedettino Teofilo Folengo, autore del Baldus, poema in latino maccheronico. Nelle vicinanze del passo, appunto del Giogo, c’è una locanda sempre aperta e nei dintorni un roccolo con faggi secolari. Singolare la storia del terreno dove sorge la statua della Madonna: un bambino morì dopo essere stato morso da un cane rabbioso; allora il padrone del cane donò il terreno alla famiglia del fanciullo; in seguito il terreno è stato donato agli alpini. E la Madonna oltre che a deliziarsi degli stupendi paesaggi ha sempre avuto un occhio di riguardo per i suoi alpini. Il capogruppo Simone Mingardi ci ha raccontato due aneddoti: un alpino, mentre stava lavorando sul tetto del rifugio, cadde improvvisamente, ma si rialzò incolume; un altro alpino che stava portando materiali per la ricostruzione, al fermarsi improvviso del trattore, che poi rotolò a valle, si ritrovò con le mani ben appeso a un ramo di una pianta provvidenziale. Ma Santa Maria del Giogo è altresì importante poiché è sede di tappa del “Sentiero 3 V” -Sentiero delle Tre Valli, segnavia bianco-azzurri, dedicato alla memoria di Silvano Cinelli.

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