S. Paterniano (Basilica Santuario)

Descrizione

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Secondo un’antica tradizione, San Paterniano nacque a Fano (PU) verso il 275.

Mentre infuriava la persecuzione di Diocleziano una visione angelica lo avvertì di lasciare la città, riparando in luogo deserto al di là del fiume Metauro. Più tardi, quando le persecuzioni cessarono e il Cristianesimo divenne religione di Stato con l’imperatore Costantino, la cittadinanza fanese reclamò Vescovo il virtuoso eremita che la voce comune considerava santo.

Invano egli tentò di opporsi, tanto che “quasi a viva forza” fu portato in città. Governò la Diocesi per 42 anni placando gli animi, istruendo e confortando. I pagani, trascinati dalla sua predicazione, abbandonarono gli idoli e distrussero i templi stringendosi al santo Vescovo. Il Signore avvalorò il suo zelo con una bella fioritura di prodigi.

Avvertito della fine imminente, intraprese la visita all’intera Diocesi, volendo arrivare di persona dove non era giunto il suo insegnamento di Vescovo. Morì alla periferia della città il 13 novembre, probabilmente dell’anno 360. Sul suo sepolcro si moltiplicarono i prodigi e il suo culto si estese rapidamente anche oltre i confini d’Italia. Trentadue paesi l’hanno scelto patrono e molte località portano il suo nome. Le sue reliquie si venerano a Fano, nella Basilica a Lui dedicata.

Il 25 giugno 1643 il Consiglio Generale fanese decise di eleggere San Paterniano principale protettore della Città.

L’attuale Basilica di San Paterniano, situata a Fano (Pesaro-Urbino), in Piazza Jacopo Sansovino, fu consacrata il 17 aprile 1558 dal Vescovo della città dalmata di Arbe, Mons. Vincenzo Negusanti, come attesta un’iscrizione posta sulla parete destra del presbiterio.

La costruzione della Basilica non iniziò prima del 1547, mentre i lavori di completamento terminarono comunque prima del 1558.

Successivamente furono realizzati il portale maggiore (1573), il puteale ubicato al centro del chiostro (1577) e il campanile (1602).

Contrariamente da quanto asserito da alcune guide sei-settecentesche nonché da alcuni storici locali, il complesso monumentale di San Paterniano (Basilica, convento e campanile) non risulta essere stato ideato dal celebre architetto Jacopo Tatti, detto il Sansovino. Recenti ricerche storico-documentarie attestano, invece, che la paternità ideativa della menzionata struttura è più probabilmente attribuibile al veneziano Stefano Bambagiani, già operativo durante la fase esecutiva dei lavori di costruzione.

La pianta della Basilica è a forma di croce latina, suddivisa da pilastri cruciformi in tre navate con volta a botte nell’ampia navata centrale, cupola a calotta nell’incrocio con il transetto e volte con piccole calotte nelle campate delle due navate minori.

Il Comune e la Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola lo ricordano il 10 luglio, anniversario della traslazione dei resti mortali.

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