S. Rita da Cascia

Descrizione

Descrizione

Nel 1916, quando infuriava la Prima Guerra Mondiale, don Giovanni Baloire, un giovane prete in grigioverde, venne a contatto con la zona della Barriera di Orbassano, dove poi costruirà il santuario di Santa Rita da Cascia. Nel 1919 venne congedato ed inviato come vice curato nella parrocchia di San Secondo di Torino. In quella chiesa esisteva un altare dedicato alla Santa di Roccaporena e in quella comunità la devozione aveva dato vita alla “Compagnia dei Divoti di Santa Rita”. Il 17 luglio 1926 mons. Baloire firmò il contratto con il Municipio di Torino per l’acquisto dei primi 5.000 metri quadrati di terreno. Poi, cercò un architetto; la scelta cadde su Giulio Valotti.

 

La cappella primitiva

Il 19 maggio 1927 Mons. Pinardi impartì la benedizione di inizio lavori. La genialità dell’architetto Valotti seppe fare della primitiva cappella un gioiello d’arte e di devozione.

Il quadro della Santa, dipinto per l’occasione dal prof. Giovanni Crida, dalla chiesa di San Secondo, fu portato alla nuova cappella, processionalmente su un carro trionfale per le vie ed i corsi di Torino, tra un’imponente folla, il 15 aprile 1928.

 

Il santuario

Il 30 giugno 1929, mons. Pinardi impartì la solenne benedizione all’area dove erano iniziati i primi scavi delle fondamenta della chiesa. Lo stile risulterà un felice connubio del romanico-medioevale.

La facciata sarà dominata dal grandioso campanile acuto a cui si appoggeranno le due pareti laterali; in ciascuna di esse un ingresso secondario, ed al centro, sulla base del campanile, il grande portale maggiore. La decorazione esterna sarà in blocchi di pietra di Credaro. La vigilia della festa di Santa Rita 1934, la chiesa fu terminata e si offrì ai pellegrini in tutta la sua monumentale bellezza.

Per dare voce al campanile venne apprestato un concerto di 5 campane. I bronzi furono fusi dalla fonderia Achille Mazzola di Valduggia.

 

La statua processionale

Il 29 giugno 1933 era stata promossa la costruzione della grande statua di Santa Rita con il carro trionfale, da usare per la solenne processione del 22 maggio. Per realizzarla vennero fusi gli oggetti in argento offerti dai devoti, raffinandolo fino a portarlo alla media 900. Su bozzetto proposto dallo scultore prof. Luigi Aghemo, fu realizzata una statua alta circa 2,5 metri e pesante 200 chili.

 

I mosaici

I mosaici che impreziosiscono le decorazioni del santuario furono realizzati dalla Casa Giulio Castaman di Venezia su disegni del prof. Carlo Morgari.

A sostegno della cupola protesa verso il cielo pose dei solidi pilastri e su di essi mosaici. Nel presbiterio sono rappresentate le virtù teologali (fede, speranza e carità) e quelle cardinali (giustizia, prudenza, fortezza e temperanza). Sugli altri pilastri sono raffigurati i doni dello Spirito Santo e altre virtù meno conosciute, ma non meno importanti (dolore, penitenza, meditazione, gratitudine, clemenza, mansuetudine, affabilità, pazienza, obbedienza, lavoro, povertà, umiltà, modestia, vigilanza, castità, martirio, sacrificio).

 

L’altare maggiore

Dietro l’altare si innalza il baldacchino con 4 colonne in alabastro di Siena e la parte superiore in botticino adorno di colonnine, archetti e fregi in alabastro ed onice. L’altare venne ornato nel 1940 con una “gloria di Angeli” in legno dorato, dello scultore Mussner di Ortisei, pronta ad accogliere il nuovo quadro di Santa Rita, nuova opera del prof. Giovanni Crida.

 

Le decorazioni

Nel 1939 si incontra un nuovo personaggio nella storia del Santuario: il pittore Piero Dalle Ceste.

La sua opera inizia con la decorazione della volta della calotta absidale. Al centro è la Croce, i gruppi delle Marie con la Madonna da un lato e San Giovanni con Longino dall’altro. Il Cristo si erge fino a formare con il Padre e lo Spirito Santo il gruppo centrale. Alla base della calotta absidale, è collocato un mosaico eseguito su cartoni del prof. Dalle Ceste: dodici agnelli che convergono verso l’Agnello dell’Apocalisse posto sul libro con i sette sigilli.

Nella volta che sovrasta il presbiterio è dipinta l’adorazione del Santissimo Sacramento.

Collocato sull’arco verso la sacrestia, un altro mosaico, sempre su cartone di Delle Ceste: è la lunetta dedicata a San Giovanni Battista bambino.

Il prof. Dalle Ceste lavorò poi nella navata centrale. Nei lunotti sono raffigurati san Luigi Gonzaga, san Tarcisio e san Pancrazio, san Francesco d’Assisi, santa Caterina da Siena, santa Lucia e sant’Agnese; nelle volte sovrastanti, gruppi di angeli suonatori, cantori o portatori di simboli. I “sacramenti” sono il tema conduttore degli affreschi delle voltine delle navate laterali.

Sempre il pittore Dalle Ceste dipinse gli angeli alati con i simboli delle beatitudini negli otto scomparti del vertice, e i quattro grandi Padri della Chiesa di Occidente: sant’Agostino, sant’Ambrogio, san Girolamo e san Gregorio Magno. Fra di essi su grandi mensole vennero posti i simboli dei quattro Evangelisti in stucco dorato.

A decorazione ultimata nelle volte del santuario si poterono contare oltre quindicimila stelle e circa duecentocinquanta angeli.

 

I confessionali

Nel 1940 furono messi in loco nelle navate laterali della chiesa, sei confessionali di noce, opera dell’istituto Salesiano Rebaudengo. Lo scultore prof. Giacomo Vincenzo Mussner di Ortisei eseguì i bassorilievi dei pannelli. Nel 1997 i confessionali sono stati modificati per renderli conformi alle nuove esigenze delle celebrazioni della penitenza, pur rispettando l’aspetto e le strutture originali.

 

La sacrestia

Il 1940 fu anche testimone della sistemazione della sacrestia, della quale venne terminato l’arredamento con mobili in noce ed un grande lavabo di marmo. Qui venne collocato un nuovo quadro di Santa Rita commissionato al prof. Olivero Pistoletto.

 

La cappella del Sacro Cuore

Oggi in esso è custodito il Santissimo Sacramento. Il pavimento è a mosaico e le pareti sono ricoperte di marmi intarsiati. Sull’altare troviamo una tavola del prof. Dalle Ceste raffigurante il Sacro Cuore di Gesù circondato da angeli e santi (san Giovanni Evangelista, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, santa Margherita Maria Alacoque e santa Maria Maddalena).

 

Gli altari laterali

Tra il 1952 e il 1953 vennero terminati gli altari e le decorazioni a mosaico del transetto. Quattro grandi mosaici rappresentano i Misteri gaudiosi del Rosario e con le vetrate delle due finestre, costituiscono il ciclo completo della Natività e dell’infanzia di Gesù. Quelli ai lati dell’altare dedicato alla Madonna, rappresentano l’Annunciazione della Vergine e la visita a Santa Elisabetta. Quelli che affiancano l’altare di San Giuseppe (ora sostituito dal nuovo organo) raffigurano la fuga in Egitto e Gesù che parla ai dottori nel Tempio.

Sulle vetrate del transetto il tema dominante è la Sacra Famiglia: a destra è rappresentata la Natività e a sinistra la Sacra Famiglia nella casa di Nazareth.

Le pale degli altari sono tele del prof. Dalle Ceste. In quello di destra è rappresentata la Vergine Consolata, patrona di Torino; accanto ad essa, i Santi legati alla storia della città. Nella pala di san Giuseppe l’artista ha voluto dipingere il protettore dei lavoratori mentre ci mostra il Bambino. Dopo la soppressione dell’altare quest’ultima tela è stata collocata sulla parete della navata che conduce alla sacrestia, di fianco all’altare maggiore.

 

Le vetrate

L’anno 1953 vede la posa in opera delle vetrate istoriate con la vita di Santa Rita (la nascita, la carità di Rita fanciulla, Rita promessa sposa, Rita sposa e madre, Rita trasportata dai Santi in convento, conforto e aiuto ai poveri, ubbidienza e sacrifici, la devozione al crocifisso, la rosa fiorita tra la neve).

 

I quadri votivi

Sin dall’inizio della vita del santuario, i fedeli iniziarono a portarvi l’espressione del loro ringraziamento a Santa Rita, per mezzo di cuori e quadri votivi. In un primo tempo i cuori furono posti nella Cappella delle Grazie, dalla quale vennero rimossi in occasione del suo restauro. I quadretti di varia fattura, invece, adornano la galleria dietro l’altare maggiore.

 

Il nuovo organo

Il 14 marzo 1990 è stato inaugurato con un solenne concerto il nuovo organo costruito dalla ditta Zanin di Codroipo (Ud), in sostituzione di quello originale, nella cui sede sono rimaste solo le canne anteriori. Il nuovo organo è stato installato nel lato sinistro del transetto, dopo la rimozione dell’altare di San Giuseppe.

 

Gli ultimi lavori

Nel 1993 sono stati iniziati i lavori per adeguare il santuario in conformità alle norme dettate dalla riforma liturgica conciliare.

È stato rimosso il pulpito. La grande balaustra anteriore all’altare maggiore è stata posta nei pressi dell’ingresso principale ad assolvere il compito di ideale divisione fra l’ingresso e la zona riservata alla preghiera ed al raccoglimento. Il vecchio altare maggiore è stato modificato e costituisce la parete a cui si appoggiano le sedie dei sacerdoti.

La nuova mensa è stata realizzata con un blocco di marmo greco. La scultura rappresenta il Corpo Mistico di Cristo, gli “uomini nuovi” che scaturiscono dalla Eucarestia e fra essi la “donna nuova” Santa Rita. Anche l’ambone è costituito da un blocco di marmo e porta scolpite le lettere dell’alfabeto greco alfa e omega, che nel testo dell’Apocalisse indicano Gesù, Principio e Fine di tutte le cose. Il nuovo fonte battesimale, costruito in un blocco di marmo greco, è collocato davanti all’altare della Madonna Consolata, per favorire la celebrazione comunitaria.

Infine, si è deciso di dotare il santuario di portali d’ingresso in bronzo. Sul portone centrale (2003) è raffigurato Gesù Buon Pastore, la porta collocata a destra (2009) è dedicata a Santa Rita e sulla porta a sinistra (2011) rappresenta Maria sotto la croce. L’opera è stata affidata al Centro d’arte AVE ed è stata realizzata dalla fonderia d’arte MAF di Seggiano di Pioltello (MI).

 

La festa di Santa Rita

 Preceduta e preparata dai 15 giovedì di Santa Rita e dalla novena, la festa vede ogni anno (il 22 maggio) un grandissimo concorso di fedeli. Ricevuta la rosa benedetta i fedeli la portano alla propria casa e ne fanno dono ad un ammalato, come segno dell’intercessione di Santa Rita e della benedizione del Signore. La vigilia della festa si svolge la veglia del beato transito di Santa Rita. La festa è poi coronata da una solenne processione serale con la statua di argento della Patrona.

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