Nostra Signora di Fatima

Descrizione

Descrizione
Dedicato alla Madonna di Fatima nel 1943, il primo in Italia, questo Santuario è luogo di preghiera e di diffusione della fede e del messaggio mariano. Nel Centenario delle apparizioni di Fatima, per volontà di Papa Francesco, è possibile lucrarvi l’indulgenza plenaria alle solite condizioni il giorno 13 di ogni mese, fino ad Ottobre.

Il Santuario della Madonna di Fatima di Città della Pieve è anche chiamato dall’anno 2000 il “Santuario dei Beati Fanciulli” custodendo al suo interno un Altare a loro dedicato, con una tela raffigurante Maria circondata dai piccoli, Santi e Beati che cantano la lode di Dio, opera dei Maestri Antonio e Mario Marroni. La costruzione del santuario si deve in particolare a don Luigi Perriccioli, sacerdote della città, che divulgò tutti i “temi nuovi” in merito al venticinquesimo anniversario delle apparizioni mariane. La devozione si manifestò facendo arrivare in città una statua della Madonna di Fatima scolpita dagli artisti della Val Gardena. La statua venne provvisoriamente conservata nell’oratorio di San Bartolomeo per poi essere spostata nella chiesa di San Francesco.

La storia e la struttura del Santuario

Il Santuario della Madonna di Fatima è un edificio in stile romanico, con facciata lineare e copertura a capanna. Di particolare interesse è il grande e suggestivo affresco con la crocifissione di Gesù, risalente alla metà del trecento e il Pianto degli Angeli, opera di Jacopo di Mino del Pellicciaio. La chiesa, situata appena fuori Porta Perugina all’inizio dell’antica Via Pievaiola, presenta la facciata più rilevante tra quelle del secolo XIII a Città della Pieve. La zona inferiore accoglie tre grandi arcate di cui la centrale funge da ingresso. Le ghiere delle tre arcate, che poggiano al centro su capitelli di travertino decorati a fogliami, sono finemente decorate con motivi a scacchiera e ad ovuli allungati. La tipologia delle arcate è in evidente rapporto con l’analoga soluzione della Chiesa di San Francesco di Chiusi e del Duomo di Siena. La facciata è l’unica parte originaria rimasta dopo la distruzione avvenuta nel 1766 per far seguito alla riedificazione secondo il probabile progetto fornito dall’architetto Andrea Vici, al quale si deve anche l’annesso campanile. Anche il Convento, sede dei Francescani Conventuali, fu radicalmente trasformato in quegli anni e successivamente, tra il 1845 e il 1860. Qui Bonaventura da Bagnoregio, Generale dell’Ordine, convocò nel 1259 il Capitolo Generale dell’Ordine Francescano per processare Giovanni da Parma, sospettato di eresia. Il Convento ospitò probabilmente il Papa francese Martino IV, presente a Castel della Pieve tra il giugno e l’ottobre del 1284. La chiesa, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata trasformata in Santuario italiano della Madonna di Fatima. All’interno, che presenta soluzioni architettoniche vicine ad Andrea Vici, si segnalano: 1° Altare, a destra (Domenico di Paride Alfani, tavola raffigurante “La Vergine in Trono circondata dai Santi Francesco, Bartolomeo, Antonio, Stefano”, primi sec. XVI); 1° Altare, a sinistra (Antonio Circignani, tela raffigurante “La Discesa dello Spirito Santo”, 1606 circa). L’artista è un autorevole divulgatore del naturalismo tosco-romano. Al pungente “espressionismo” si unisce un vivace e gustoso colorismo. Dello stesso pittore, sopra la porta della Sacrestia, affresco raffigurante “Ecce Homo”, realizzato con un’intensa e vibrante pateticità di derivazione caravaggesca.

E’ possibile recarsi in questo santuario con pellegrinaggi organizzati e singolarmente.

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