Beata Vergine Addolorata

Descrizione

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L’ Abbazia di San Gennaro Vescovo e Martire è la chiesa più importante di Cervinara. L’archivio parrocchiale non dà notizie precise circa la sua fondazione, tuttavia da una serie di documenti pervenutici si può asserire che sia anche la più antica. L’Abate Mancini ad esempio, a proposito dell’antichità della Chiesa, dice che fu sicuramente fondata prima dell’anno 1000 giacché di essa si fa menzione per la prima volta in un diploma dell’anno 1047, in relazione ai terreni ad essa annessi Il culto del Martire si è diffuso e rafforzato dopo l’800 c.a. quando furono traslate le sue reliquie dalle catacombe di Napoli alla Cattedrale di Benevento. La sua posizione, l’esser stata edificata fuori dal fabbricato e in una zona alta rispetto alla popolosa frazione di Ferrari, lo stile, lo spessore dei muri, sono tutti elementi che confermano la sua edificazione antecedente l’anno 1000. Altri documenti trovati nell’archivio parrocchiale sapientemente conservato, dimostrano che la Chiesa già nel 1280 era attiva, poiché sono stati ritrovati atti che dimostrano che la stessa Chiesa fu protagonista di scambi di terreni. Inoltre nel 1200 venne elevata ad arcipretura e ciò ulteriormente dimostra che la sua fondazione è precedente a questi anni. L’8 Maggio 1872 la Chiesa di S. Gennaro venne elevata a “Chiesa collegiale”. il 4 Dicembre 1791 fu elevata ad “Abbazia”. Il 21 Novembre 1991 dopo circa 200 anni venne elevata a “Santuario diocesano” per il culto della Beata Vergine Addolorata. Il 1 Settembre 1993 la Beata Vergine Addolorata fu incoronata “Regina di Cervinara”. A tal proposito occorre ricordare il tradizionale Venerdì di Passione. In questa ricorrenza, il Santuario, diventa meta di un grandissimo numero di fedeli, che vi si recano per venerare e rendere omaggio alla Vergine Addolorata, che dal Santuario viene portata in processione in tutto il paese la prima domenica di settembre. La chiesa dell’Abbazia di S. Gennaro è a tre navate, in stile Romanico modernizzato, con tre porte d’ingresso. E’ lunga circa 22 metri ed è larga 13 metri circa. Originariamente vi erano 5 altari (Attualmente 4). La chiesa, nella sua dignitosa semplicità, è un vero monumento di fede. Nella navata centrale si trova l’altare maggiore, costruito con pregiato marmo. L’altare collocato al centro dei coro ligneo è dedicato a S. Gennaro Vescovo e Martire, protettore di Cervinara. La custodia per l’Eucarestia è di marmo; la cameretta interna è rivestita di lastre di ottone indorato. Questo altare fu consacrato per la prima volta nel 1689 e riconsacrato una seconda volta nel 1706 dal Cardinale Orsini Arcivescovo di Benevento, futuro Papa Benedetto XIII (dall’inventario dell’Orsini 1708). L’Altare Maggiore, inoltre, è chiuso da una balaustra di marmo che fu costruita nel 1705. Alla destra e alla sinistra della statua di S. Gennaro, vi erano due grandi tele ovali, attribuite ad un noto e famoso pittore romano, Giuseppe Castellani (1726). La prima rappresentava la figura di S. Carlo Borromeo nell’atto di Pontificare, l’altra San Gennaro che riparava la porta delle chiesa. (Queste due tele al presente non si ritrovano). Dietro all’altare vi era il “maestoso CORO”, in legno di noce intagliato con gli stalli dove sedevano i canonici, lavorato con semplicità e gusto e di notevole valore storico-artistico. Quest’ultimo rimosso in seguito al terremoto dei 1980, è stato restaurato e per motivi logistici e liturgici è stato snellito di alcune su parti. Sul soffitto della navata principale, vi è dipinto un affresco dei 1937, raffigurante l’Addolorata e ai suoi piedi i Santi venerati in questa chiesa: S. Gennaro, S. Alfonso, S. Rocco, S. Francesco e S. Rita. Alle spalle dell’Altare Maggiore, in alto e in posizione centrale, si può vedere la nicchia ove è collocata l’artistica statua di S. Gennaro, maestosa opera scultorea eseguita su commissione, nell’anno 1718, con pregiato marmo di Massa Carrara. Essa fu benedetta il 19 Settembre dei 1722 dal Cardinale Orsini in occasione della ricorrenza della festa dei Santo Patrono. Per la realizzazione dell’opera il Cardinale Orsini elargì circa 100 ducati e l’arciprete Girardi circa 25 ducati. (Dagli atti S. Visita Pastorale anno 1722). Il cardinale Orsini e l’arciprete Girardi erano legati da una profonda e reciproca stima, tanto è vero che il cardinale, appena eletto Papa, nominò l’arciprete Girardi Vescovo di Montemarano e la consacrazione avvenne a Roma, nella Basilica di S. Pietro direttamente dal Sommo Pontefice. Volgendo, infine, le spalle all’Altare Maggiore, possiamo ammirare sull’entrata della porta centrale un bellissimo ed artistico “Organo a Canne” di legno sistemato sopra la cantoria. Tale organo è stato fornito dalla ditta Michele Schimici da Formia ed è stato installato molto probabilmente tra la fine dei 1939 e l’inizio dei 1940. L’organo si presenta in condizioni non ottimali ma si sta procedendo alla fase di restauro. Alcuni esperti che lo hanno visionato ritengono che l’organo sia l’assemblaggio di vari pezzi provenienti da altrettanti organi. Nella navata a sinistra vi è l’altare dedicato a S. Rita e la cappella dedicata a Maria Santissima Addolorata. L’erezione della cappellina dell’Addolorata è di data relativamente recente (1880/1882), ed è in questo periodo di tempo che l’altare, tutto in marmo, dovette essere consacrato dal cardinale di Benevento Camillo Siciliano di Rende. Le navate laterali dell’Abbazia sono state di recente oggetto di uno scrupoloso restauro, il quale ha fatto emergere vari affreschi che erano stati barbaramente coperti dai lenti e superficiali restauri post-terremoto. Sono emersi nei lavori del 2005 affreschi sull’arco trionfale della cappella di Maria Santissima Addolorata, risalenti al 1600 raffiguranti gli apostoli Pietro e Paolo contornati da numerosi angeli in atto di contemplare un personaggio in gloria ma non si può stabilire se si tratti della Madonna o del Cristo. Inoltre sono emersi, nella parte alta della cappella, degli stucchi in pregiato oro zecchino, frutto (come era consuetudine) di donazione da parte dei facoltosi signori locali.

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