Santuario Madonna del Carmine di Terravecchia

Descrizione

Descrizione
E’ stato riconosciuto solo pochi anni fa come santuario ma la Chiesa della Madonna del Carmine di Terravecchia è molto antica come antico è il culto.
Mons. Santo Marcianò (allora arcivescovo di Rossano-Cariati) il 22 giugno 2011, dopo secoli di devozione ininterrotta, elevò la chiesa a Santuario diocesano. Nel decreto si legge che è “meta di numerosi pellegrinaggi” e luogo di “profondo rinnovamento spirituale”.
Il Santuario non è un semplice edificio religioso, ma il cuore simbolico di Terravecchia, (piccolo  paese della provincia di Cosenza) il luogo dove la fede si intreccia con la storia e la memoria collettiva. La sua storia non è solo quella di un edificio sacro, ma il racconto di un’intera comunità che ha trovato nella Madonna del Carmine un punto di riferimento spirituale e sociale. Prima ancora che esistesse una cappella, nella contrada Santa Maria si trovava una sorgente d’acqua potabile, essenziale per gli abitanti. Accanto alla fonte, un affresco della Madonna del Carmine era custodito “in un’ampia nicchia, o in un romitorio scavato e ampliato nel timpone”.
Tra XVI e XVII secolo, mentre Terravecchia si consolidava come comunità rurale, i fedeli edificarono una cappella dedicata alla Madonna del Carmine. Nel 1605 il vescovo Filippo Gesualdo attestava che nel paese esistevano cappelle sorte “per devozione dei fedeli”, segno di un fervore religioso che precedeva l’organizzazione ecclesiastica. Nel Settecento la chiesa di Santa Maria divenne un punto di riferimento stabile. Nel 1726 il vescovo Tria affidò la sua cura a don Luca Lombardi. Nel 1959 l’antica tela, deteriorata, fu sostituita da un nuovo dipinto affidato dal parroco, don Agostino Tursi a Riccardo Marino, originario di Scala Coeli. L’originale, inviato a Roma per il restauro, risultò “del tutto impossibile da recuperare”. Don Tursi  inoltre fa restaurare il tetto, il pavimento, l’altare e l’intonaco esterno proprio agli inizi degli anni Sessanta del ‘900.
Una leggenda racconta che nella contrada Santa Maria viveva un serpente mostruoso che “rapiva e sbranava i fanciulli della contrada”. La Madonna, invocata dal popolo, sarebbe intervenuta il martedì dopo Pasqua, trafiggendo il drago con una lancia e liberando l’ultima vittima ancora viva. L’episodio fu fissato nel 1754 da don Luca Lombardi in una tela in cui viene ritratta la Madonna con in braccio Gesù Bambino, nell’intento di “porgere e donare l’abitino carmelitano; ai loro piedi un rettile mostruoso, che tenta di rimuovere una lancia che gli ha lacerato le viscere, mentre un fanciullo ne esce vivo, orante e iera­tico rivolgendo la sua gratitudine a Maria e a Gesù. Il drago che faceva strage divorando i bambini è un’allusione alla strage degli innocenti, voluta dalla malvagità di Erode per uccidere Gesù, che venne salvato dall’intervento di Dio come scrive Mauro Santoro nel volume “La Madonna del Carmine che sconfigge il drago. Origine e culto del martedì dopo Pasqua a Terravecchia” (Progetto 2000). Ogni martedì dopo Pasqua, la statua della Madonna viene portata dalla chiesa madre al Santuario, dove rimane fino alla domenica in albis, la domenica successiva che per volontà di Giovanni Paolo II è la Domenca dedicata alla Divina Misericordia.
Il Santuario di Santa Maria del Monte Carmelo è situato nel territorio parrocchiale di San Pietro in Vincoli del comune di Terravecchia e dispone di salette per incontri, giardino e area pic-nic.
Raffaele Iaria
Foto di Mauro Santoro

Contatti

Contatti
  • Indirizzo
    Strada Interpoderale, 87060 Terravecchia CS
  • Regione
    Calabria
  • Location
    TERRAVECCHIA

*i campi contrassegnati con l'asterisco * sono obbligatori

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi