Abbazia di Novacella

Descrizione

Descrizione

L’Abbazia dei Canonici Agostiniani di Novacella in Valle Isarco è una delle abbazie più prestigiose di tutta l’area tirolese e si  trova a Novacella, nel comune di Varna, a circa 3 km a nord di Bressanone. La sua fondazione risale al XII secolo per volontà di Hartmann von Brixen, allora Vescovo di Bressanone. Vicino al convento, che venne costruito nei pressi della città vescovile, ma in un luogo isolato, venne eretto anche un ospedale dove viaggiatori, pellegrini, ammalati e poveri trovarono assistenza fino alla sua chiusura nel XV o XVI secolo.

Sotto Napoleone anche i conventi tirolesi vennero secolarizzati, però nel 1816 l’Abbazia di Novacella (Kloster Neustift) venne ripristinata. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il complesso venne utilizzata come magazzino militare ed in parte distrutta, però dal 1949 risplende nuovamente in tutta la sua magnificenza barocca. All’interno, dove vivono tutt’ora monaci benedettini, l’abbazia ospita anche una cantina, un centro convegni e un convitto. Famosa è la Chiesa di Santa Maria Assunta, una basilica minore barocca con meravigliosi affreschi rococò. Notevole anche il chiostro con la sua volta a crociera a costoni in stile gotici e preziosi affreschi tardogotici di Michael Pacher, così come l’antico giardino dell’Abbazia di Novacella.

Da vedere anche la splendida biblioteca con la sua preziosa collezione di manoscritti, e la pinacoteca con una considerevole collezione di tavole pittoriche in stile gotico. L’Abbazia di Novacella è una delle 12 mete di “Culturronda”, un itinerario culturale altoatesino. E come si raggiunge questo bellissimo posto? Il complesso architettonico dista circa 3 km da Bressanone in direzione Val Pusteria, all’entrata dell’abbazia c’è un parcheggio gratuito. Non sono ammessi cani.

Riguardo la costruzione della prima chiesa, consacrata la domenica antecedente la festa di ognissanti (1142), non abbiamo purtroppo notizie; Essa viene distrutta dal grande incendio del 1190. Dopo di che l’abate Konrad II di Rodank (1178-1200) fa costruire la chiesa a tre navate, ancora oggi esistente, ed il poderoso campanile, ben visibile da lontano. La consacrazione di questa imponente casa di Dio avviene nel 1198. La costruzione della campanaria si conclude al più tardi nel 1218, quando la cappella del primo piano, dedicata ai santi Tomaso di Canterbury e Agostino, fu consacrata da Ottone vescovo di Frisinga.

La chiesa gotizzata

Nel 1464, sul lato nord della chiesa abbaziale, viene eretta in stile gotico la Gnadenkapelle (Cappella delle grazie). Durante la prepositura di Leonhard Pacher (1467–1483) la chiesa sarebbe dovuta essere gotizzata completamente, tuttavia si costruisce soltanto il coro, solennemente consacrato il 6 novembre 1485, e la sagrestia immediatamente attigua, il cui soffitto è ornato da Michael Pacher, con medaglioni rappresentanti i 4 padri della chiesa insieme ai simboli dei 4 evangelisti. Negli anni successivi, stando ai documenti conservati nell’archivio abbaziale, si consacrano molti nuovi altari, i cui dipinti, su tavole, sono opera di rinomati artisti di quell’epoca, oggi, almeno una parte di essi, possono essere ammirati nella nostra pinacoteca.

“Theatrum sacrum”

Del theatrum sacrum di una volta, un sontuoso allestimento con altari gotici a portelle, oggi non rimangono tracce. Già nel 1695/96, la Marienkapelle (Cappella della Madonna) viene rinnovata durante la prepositura di Fortunat Troyer, e abbellita da affreschi di Kaspar Waldmann e Egidius Schor di Innsbruck.

La forma odierna di theatrum sacrum – in stile tardo barocco, unitario, inondato da luce e dai colori allegri – si deve alla barochizzazione, iniziata nel 1735 e conclusa in gran parte nel 1744. I capomastri Josef Delai e Georg Philipp Appeller riescono a creare un’ “armonia di 7 secoli e di 3 stili architettonici” (Max Schrott). Le ricche stuccature sono opera di Anton Gigl, il rappresentante certamente più importante della Scuola di Wessobrunn. Gli affreschi di Matthäus Günther (1705–1788) di Augusta (D) mostrano la venerazione verso la Madre di Dio, la vita e l’opera di Agostino, padre dell’Ordine, e scene della vita di eminenti canonici. I dipinti hanno in comune una composizione severa ed un programma iconografico-teologico esigente; colpisce comunque la vivacità dei colori, il carattere di giubilo, di serenità e positività, nonché la gioia del dettaglio.

I restauri

Un primo grande restauro della chiesa abbaziale si registra già verso la fine dell’Ottocento. Nel 1982 si ripuliscono le pitture che da allora sono tornate al loro splendore originario. Nel 2007 l’abate Georg Untergaßmair ordina di rinfrescare  nuovamente gli interni e, sotto la sua supervisione, nel 2013, da ditta Metzler rinnova completamente l’organo. Fra il 2013 ed il 2015 sono restaurati tutti i tetti della Basilica; al 2015 risale anche la ripulitura della facciata del campanile.

Basilica minore

Nel 1956 la chiesa viene elevata al rango di basilica minor; qualifica con cui dal secolo XVIII si onorano famose e pregevoli chiese di pellegrinaggio e monastiche.

Patrocinio: Maria Assunta (15 agosto)

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