Beata Vergine Addolorata  

Descrizione

Descrizione
Il santuario della Beata Vergine Addolorata si trova in Borgo Santa Caterina nella parte bassa della città di Bergamo e fa parte della parrocchia della santa Caterina vergine e martire.

Le origini e l’apparizione

La storia della chiesa è legata allo straordinario evento dell’apparizione di una stella. La tradizione racconta che in un’abitazione privata situata a Bergamo presso il ponte della Stongarda aveva sulla sua facciata l’affresco della Madonna Addolorata eseguito nel 1597 da Giovanni Giacomo Anselmi conservato pittore del XV secolo vissuto in via Borgo Santa Caterina. Il 18 agosto 1602 l’affresco, che si trovava in una condizione di grave deterioramento, venne illuminato da una stella con tre raggi, e ogni raggio ne ridonò l’originario splendore. Serve considerare che il vicino monastero dei Celestini aveva istituito il 1º marzo 1600 la Compagnia della Santissima Vergine dello Spasimo, creando sulla zona un maggiore fervore spirituale. Inoltre uno dei consiglieri della compagnia certo Marc’Antonio Anselmi, era probabile parente dell’autore dell’affresco. I miracoli si susseguirono, rimane il documento autografo del miracolo ricevuto da Margherita Facchinetti che persa la vista, invocò la Vergine del dipinto e ritornò a vedere. L’apparizione fu descritta da Donato Calvi nel suo Effemeride sagro-profana di quanto di memorabile sia successo in Bergamo, sua diocese et territorio da suoi principij sin’al corrente anno del 1676-77.
«La santa imagine di Maria Vergine dello Spasimo nel Borgo di S. Caterina, che già fu dipinta sotto il 27 luglio 159 da Gio Giacomo Anselmi Pittore, cominciò in questo giorno a rendersi ne prodigi, e miracoli, stuporosa; indi concorrendo alla devotione rinifita di gente, e successivamente fabbricatasi la Chiesa, che di presente vine detta la Madonna di S. Cattarina»
Nel palazzo della curia vescovile, il 31 dicembre del medesimo anno si riunirono i deputati e reggenti per la ala Giesia et devocione dela Madona novamente erecta in Borgo S. Catherina. Si susseguirono eventi miracolosi che portarono i fedeli a donare offerte per la costruzione del santuario. Furono acquistati terreni e fabbricati il 25 febbraio 1603 da Claudio Benaglio di proprietà di Claudia Bonghi, sorella del frate Benedetto del convento dei celestini.
A seguito di questo fenomeno e dopo che furono iniziati gli scavi, il vescovo di Bergamo Giovanbattista Milani l’11 luglio 1603 benedisse la posa della prima pietra del santuario, che venne terminato e aperto al culto nel dicembre del 1605. L’edificio fu costruito su progetto di Bernardo Berlendis con il capomastro Genuario Ambone. Una lapide collocata sulla parte superiore del portale a ovest ricorda l’evento. Nel 1604 fu acquistato un pezzo di terreno dai Celestini perché vi fosse una strada che potesse collegare questo con il santuario. Fu poi tolto dall’abitazione l’affresco miracoloso, con la tecnica dello strappo e posto sull’altare maggiore del nuovo edificio. L’edificio originariamente era rivolto a ovest di fronte alla chiesa di San Nicolò dei Celestini.
L’anno successivo iniziò quella che fu chiamata la festa dell’Apparizione, ma per poter celebrare una processione serviva una statua. Fu così che venne commissionato ad un certo Gerolamo Gallina, il gruppo ligneo dell’Addolorata, copia dell’affresco, che viene portato ogni anno in corteo per le strade del borgo il giorno che rievoca il miracoloso evento. Al centro della via fu posta una croce in legno alta quanto l’edificio, che fu sostituita con una colonna votiva dove fu posta una statua marmorea raffigurante la Madonna Addolorata per paura che potesse crollare creando danni. L’opera fu realizzata da Antonio Abbati. La colonna viene chiamata crocetta e fu benedetta il 24 dicembre 1615 dal vescovo Giovanni Emo. La base della statua riporta la scritta VULNERATUS CUSPIDE AMORIS.

La realizzazione del Santuario

I lavori per la realizzazione del luogo di culto finirono nel 1605. Già nell’anno successivo venne però realizzato anche il gruppo ligneo dell’Addolorata, al fine di portarlo in processione per la città in occasione della festa che si celebra ogni anno il 18 agosto, a ricordo dell’evento miracoloso dell’Apparizione.
All’esterno della chiesa si può ammirare l’ampio sagrato. L’edificio è a croce greca, e subito sopra l’altare maggiore è stato posto l’affresco del miracolo. Le sculture e bassorilievi di grande pregio sono presenti nel santuario in maniera numerose. Tra queste, per esempio, vengono custodite dodici statue di grande bellezza e valore raffiguranti dodici diversi santi, opera di Antonio Rota.

La vertenza tra parrocchia e Santuario

Nel primo secolo dopo l’edificazione, tra la parrocchia e il santuario si diede vita a una grave vertenza, i cui atti sono conservati nell’archivio parrocchiale. La questione nacque con la Bolla papale di papa Paolo V dell’11 luglio 1615. Questa autorizzava i rappresentanti laici dell’Università di nominare il cappellano del santuario.
Ma evidentemente il livello di autonomia del santuario non risultò apprezzato dal religioso. I reggenti facevano parte della scuola dei disciplini della Madonna del Suffragio, ed erano loro a votare il cappellano del santuario con voto segreto, la cui nomina durava tre anni.
Come venne risolta la disputa
Il parroco di santa Caterina don Tommaso Vecchiarelli sottopose il problema al vescovo Gregorio Barbarigo, che a sua volta contestava le funzioni gestite dalla parrocchia durante la Settimana Santa. Ma il vescovo non si smosse e confermò la bolla pontificia, puntando tuttavia alla ricerca di un’intesa col parroco.
La questione si risolse così: il parroco rinunciò alle funzioni del santuario nei giorni della ricorrenza, ma a sua volta il cappellano accettò di non somministrare i sacramenti durante la settimana Santa. Il cappellano del santuario infranse le regole e pagò l’ammenda di 550 ducati. Si rese pubblica la disubbidienza.

L’ampliamento dell’edificio

Nel quattordicesimo secolo, si ampliò l’edificio, non essendo più abbastanza capiente per il massiccio numero di fedeli che vi si recavano in quel luogo in preghiera devota, chiedendo grazie alla Madonna. In particolare ad agosto, i fedeli arrivavano da ogni parte dell’area.
lavori si ultimarono nel secolo successivo. Il santuario necessitò di altri lavori di mantenimento anche alla fine del ventesimo secolo. Si modificò nuovamente l’edificio. Le cappelle si sfondarono a sud, e ci fa la sostituzione con con la navata, mentre a nord si installò il nuovo presbiterio. Le due cappelle laterali diventarono le due braccia a croce latina, che finiscono con la cappella dell’Assunta e della Madonna di Loreto.

L’arricchimento del Santuario con le opere di molti artisti

Molti artisti arricchirono di decori e stuccdi Giovanni Bernardihi e pitture in barocco il Santuario. Le numerose opere d’arte provenivano da diversi artisti tra cui Ponziano Loverini, Giuseppe Riva, Luigi Angelini, Tilio Nani, Antonio Rota e Giovanni Pezzotta, Nino Nespoli.
La festa dell’incoronazione venne fatta nel terzo centenario dell’apparizione. In quel giorno una corona d’oro fu posta sull’immagine della Madonna Addolorata e di Cristo.

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  • Indirizzo
     VIA BORGO SANTA CATERINA  24124 BERGAMO BG
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    Lombardia
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    BERGAMO

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