Beata Vergine del Carmine

Descrizione

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Cenni storici

Il Santuario della B.V. del Carmine, anticamente denominato Santa Maria della Lura, è molto probabile che fosse già esistente nel XIII secolo nelle forme di una piccola cappella campestre, in quanto il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani cita una chiesa di Santa Maria, che, verosimilmente, è la stessa “Ecclesia campestris sancte Mariae”, nominata nella visita pastorale dell’arcivescovo Gabriele Sforza nel 1455.

Il primo documento che ne parla con certezza è un atto notarile del 1519, dal quale si deduce che è stata eretta dagli abitanti di Rovello e che la sua origine è tanto remota da non potersene avere notizia sicura. Era una chiesetta di modeste proporzioni dedicata alla Natività di Maria. L’essere, però, discosta dal centro abitato faceva sì che spesso rimanesse abbandonata e in essa non si celebrasse. Da ciò sorse il desiderio da parte dei popolani di affidarla nel 1519 ai Carmelitani di Santa Maria del Carmine di Milano, che iniziarono la loro presenza a Rovello, impegnandosi a celebrare una messa quotidiana, a costruire una casa per loro abitazione, nella quale mantenere un religioso per insegnare a leggere e a scrivere ai ragazzi del luogo.

Nel 1652 papa Innocenzo X emanò la Bolla Instaurandae regularis disciplinae con cui si decise la soppressione di tutti i piccoli conventi in cui vivevano meno di sei religiosi, tra questi vi era quello di Rovello, che venne soppresso nel 1653 con l’assegnazione del conventino, della chiesa e dei relativi beni alla parrocchia. Ma la richiesta presentata da Francesco Pagani, nobile del luogo, per erigere una cappellania con diritto di patronato, rimise in discussione la decisione dell’arcivescovo di Milano Alfonso Litta. Dopo alterne vicende, nel 1677 venne concesso a Cesare Pagani, personaggio molto influente del senato milanese e ultimo discendente della famiglia, di erigere la cappellania sulla chiesa di Santa Maria della Lura, ormai denominata nei documenti Santa Maria del Carmine. Nello stesso anno il marchese donò la statua in legno della Madonna, che ancora oggi si venera.

Nel 1707 morì il marchese Cesare Pagani, che nominò suo erede universale l’avvocato Carlo Giuseppe Porro di Milano; in tal modo la cappellania Pagani si trasformò in cappellania Porro.

Nel corso del XIX secolo la chiesa diventò sussidiaria della parrocchiale e venne ampliata in due riprese, dapprima tra il 1804 e il 1808, successivamente nel 1872-73. Nel 1925, divenuta pericolante, venne totalmente ricostruita nelle forme del primo Rinascimento lombardo in stile neobramantesco dall’arch. Ugo Zanchetta di Milano.

Nel 1935 il nuovo santuario fu solennemente inaugurato e benedetto; la consacrazione avvenne 70 anni dopo, il 15 luglio 1995. In tale occasione venne rifatto l’altare in marmo.

La decorazione pittorica è stata completata a più riprese: tra il 1928 e il 1945 dal pittore Vanni Rossi con gli affreschi dell’altare, della cupola e delle navate, raffiguranti tra gli altri i misteri del rosario (gaudiosi, dolorosi e gloriosi); tra il 1991 e il 2009 dal pittore Emiliano Viscardi, con gli affreschi dei transetti, che completano il rosario con i misteri della luce. I portali in bronzo sono stati realizzati dallo scultore Giorgio Galletti tra il 1985 e il 1995.

Il portale e le porte laterali

Risale al 1985 il bello e suggestivo portale bronzeo, opera dell’artista Giorgio Galletti. È una rappresentazione, armonica e vivida, di alcuni momenti della storia dell’Ordine Carmelitano e della devozione mariana alla Madonna del Carmine.

La figura del corvo (raffigurato nel battente sinistro, in basso) porta da mangiare al profeta Elia, il quale sul Monte Carmelo vede nella nuvola che, porta la pioggia dopo tre anni di siccità, la presenza di Dio con la sua fecondità e la prefigurazione della Vergine Maria. Essa, nell’ultimo riquadro, è raffigurata con in braccio il Bambino e gli attributi tipici della Madonna del Carmine.

Nel battente di destra si osservano S. Simone Stock con lo Scapolare e due carmelitani in preghiera sul monte Carmelo; nel bassorilievo in alto lo scultore ha collocato il vescovo S. Cirillo di Alessandria, fermo difensore della Divina Maternità di Maria al Concilio di Efeso nel 431, e S. Teresa d’Avila (Teresa di Gesù), la grande riformatrice dell’Ordine Carmelitano, che nel XVI secolo diede origine ai Carmelitani Scalzi.

Nei primi anni Novanta sono state sostitute le due porte laterali in legno con altrettante in bronzo, sempre opera dello scultore Galletti, che rappresentano gli angeli in atto di portare la corona per l’incoronazione della Madonna.

Fonte: di Franco Premoli, http://www.parrocchie.it/rovello/sanpietro/new/santuario.htm

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