Beata Vergine della Carità

Descrizione

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C’è un’incisione sotto l’affresco della Madonna della Carità nel Duomo di Loreo, in provincia di Rovigo, sul Delta del Po: “Sinite parvulos venire ad me” (Marco 10,14). Il culto in quest’immagine è radicato da secoli nella spiritualità polesana. Deve la sua liturgia ad alcuni miracoli attribuiti a questa magnifica opera di autore ignoto.

Cenni storici e traslazione

La pieve di Loreo è stata istituita nel 1094, ed è addirittura antecedente alla diocesi di Chioggia. Attraversando le varie strade si giunge alla piazza principale, dove sorge il Duomo. La facciata barocca è stata ideata dal più grande architetto veneziano dell’epoca: Baldassarre Longhena. Al suo interno sono presenti diverse opere di scuola veneziana, tra tutte, quella che spicca maggiormente è quella della Madonna della carità. Traslata qui il 6 settembre 1739 ha reso la chiesa un santuario che da allora è frequentato da molti fedeli che da allora si fermano in lì davanti in preghiera. L’ opera è sorretta da un altare, in marmo policromo databile alla seconda metà del’600. L’affresco invece risale al XVII secolo. Ritrae la Vergine seduta con in braccio Gesù bambino mentre a destra abbraccia un fanciullo. Quest’ultimo dovrebbe essere San Giovanni. Ai suoi piedi altri due bambini si rivolgono a lei con devozione.

L’affresco era originariamente allocato in una delle vecchie contrade del Fontego. Precisamente in una stanza dei locali della Scuola Grande in cui i bambini si recavano in preghiera. In seguito le stanze furono annesse ad un’ osteria e l’immagine venne trascurata. La ragione della spiritualità legata a quest’opera è legata ad una serie di miracoli ad essa attribuiti, che si sono verificati prima del suo trasferimento. Il 25 febbraio 1940, nel bicentenario della traslazione, la comunità loredana orna il capo della Madonna e quello di Gesù con corone di oro e gemme. E’ pensiero comune che gli ornamenti attuali non siano quelli originali che si dice siano stati trafugati qualche anno dopo.

I miracoli della Madonna della carità

Nel 1736 due fratelli, entrambe pescatori, Francesco e Antonio Polo, figli di un uomo poverissimo di nome Lorenzo, sono soliti a recitare una preghiera mentre passano vicino all’osteria. Padre Oraschi consiglia loro di affidarsi all’immagine di Maria. Così fecero. Promettendo mezzo quarto d’olio se fossero riusciti a prendere un pesce di venti libbre. Era il 26 maggio, la vigilia della SS. Trinità. Calate le reti durante la notte, di fronte a Ca’ Grimani pescarono una carpa di ventitre libbre e mezza. I fratelli accesero un cero mentre la mattina seguente gli abitanti chiesero il motivo di questo lume, insolito da vedere in quella stanza. Alla risposta, numerosi abitanti si fermarono in preghiera e l’affresco che era deteriorato, a seguito delle venerazioni, iniziò a prendere un colore vermiglio.

In quella giornata capitò un altro miracolo. La figlia di Francesco Finotti, Margherita, nata col piede destro rovesciato, raccomandatasi alla Vergine guarisce, alzandosi in piedi normalmente. A questo punto le grazie chieste alla Beata Vergine si moltiplicano e non tardano a manifestarsi altri episodi. Come, ad esempio, il recupero dell’uso della mano della moglie di Michele Bulletti. Oppure la guarigione dalla storpiatura di Elisabetta figlia di Francesco Felisato. Ottiene la santità suor Eugenia Posedi, una monaca che guarisce da una forte gotta. Padre Oreschi stesso è testimone di un miracolo della Madonna della Carità quando la vide guardarlo con amore.

La confraternita

Il miracolo successo ai fratelli Polo, nella notte della SS. trinità ci obbliga a citare la confraternita dei fradèi votati, appunto, alla SS. Trinità. Il gruppo viene fondato nel 1608 e negli anni cresce di numero. Rende addirittura necessaria la costruzione di un oratorio. La loro storia è molto interessante. Ma per essere precisi il loro culto non è legato solamente all’affresco della Madonna della Carità. Si occupano anche si aiutare gli iscritti a vivere le loro scelte di vita cristiana. Ogni anno si celebra una processione affascinante piena di religiosità che consigliamo vivamente di vedere almeno una volta. I confratelli si ritrovano per una solenne veglia di preghiera nella notte precedente la festa della SS. Trinità.

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