Beato don Carlo Gnocchi

Descrizione

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Dalla cappella al santuario

Nella primavera del 2009, poche settimane dopo l’annuncio della beatificazione di don Gnocchi, la Fondazione avvia la costruzione della nuova chiesa.
La cerimonia della posa della prima pietra avviene il 2 marzo 2009, alla presenza dell’allora Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi.
La chiesa è consacrata e dedicata a don Carlo nel primo anniversario della sua beatificazione. È il 24 ottobre 2010. La solenne celebrazione, presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi, richiama al Centro “S. Maria Nascente” di Milano alpini, ex allievi, operatori della Fondazione, disabili, malati e loro familiari, amici della “baracca” e numerosi fedeli.

La traslazione dell’urna con le spoglie del beato dall’ex cappella del Centro alla vicina nuova chiesa ha luogo il 27 novembre 2010. La presiede il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi.
Ancora una volta – così come in occasione dei funerali e durante la straordinaria cerimonia di beatificazione – sono gli alpini a portare a spalla il loro cappellano. L’urna è deposta definitivamente ai piedi dell’altare, per la venerazione e la devozione dei fedeli.

Il 28 febbraio 2012, nel 56esimo anniversario della morte di don Carlo, con la firma dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, la diocesi ambrosiana erige ufficialmente la nuova chiesa a “Santuario diocesano del beato Don Gnocchi”. Il Santuario diviene così il principale luogo di preghiera e pietà popolare, meta di pellegrinaggi. La sua guida è affidata a un Rettore nominato dall’Arcivescovo, chiamato anche a svolgere il compito di cappellano del Centro “S. Maria Nascente”. L’incarico è affidato a don Maurizio Rivolta.

L’allestimento del museo

Accanto al santuario, nell’area della vecchia cappella del Centro, è stato allestito un museo in memoria del beato don Carlo Gnocchi. Il progetto – che ha ottenuto il sostegno della Fondazione Cariplo – valorizza alcuni oggetti significativi appartenuti a Don Carlo (dall’altarino da campo agli scarponi e al cappello alpino, dalla corposa biblioteca ai breviari, dalla “Fiat Topolino” al motociclo “Galletto” della Moto Guzzi…).
I visitatori possono così conoscere e approfondire la vita e l’opera di don Gnocchi, anche attraverso la visione di filmati e documenti audiovisivi di repertorio. Il museo è un progetto costantemente “in progress”: di qui l’invito a tutti coloro che siano in possesso di oggetti legati al beato a contattare la Fondazione (tel. 02 40308.911 – museo@dongnocchi.it).

Gli orari

In questo periodo di emergenza sanitaria il Santuario è aperto ai fedeli nel rispetto delle norme di sicurezza emanate dalle autorità e rispettivamente come segue:

  • da lunedì a sabato dalle 14 alle 17 (dal 26 ottobre Santa Messa ore 16);
  • domenica dalle ore 9 alle ore 12 (Santa Messa alle 10.30).

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  • Email: marim141@libero.it

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