Madonna del Diluvio delle Grazie

Descrizione

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Santuario Madonna del Diluvio delle Grazie o Chiesa di San Rocco.

Di fronte alla Porta Romana (o porta Garibaldi) di Monterotondo, in posizione angolare e facente parte del centro storico, troviamo la piccola chiesa dedicata a San Rocco o Santuario Maria Diluvio delle Grazie. La costruzione dell’intero bene, cosi come si presenta oggi con la Chiesa e l’attiguo Oratorio, ebbe inizio nel 1560, sulla preesistenza di un’antica cappella, o edicola votiva dedicata a San Rocco. Successivamente nel 1627 la cura del complesso viene assegnata dalla Comunità alla Compagnia della Morte, detta anche Confraternita dell’Oratorio e Morte o Compagnia del Sacco Nero. Subì un’importante restauro alla fine degli anni sessanta, l’ultimo, riguardante la facciata, nel 2017. Addossato al lato destro, ad un livello leggermente più basso, si trova l’edificio dell’Oratorio, adibito nel tempo a varie attività. È stata anche casa di riposo per donne indigenti e sole, ed oggi i locali sono sede della Caritas parrocchiale.
La facciata presenta un profilo a capanna e con unico ingresso, ai lati presenta due paraste in laterizio mentre il resto del prospetto risulta intonacato e pitturato. La pianta ha un impianto ad aula longitudinale con abside rettangolare separato dalla piccola navata da un arco trionfale sostenuto da due colonne circolari. Le pareti dell’aula sono semplici prospetti intonacati, si notano anche quattro nicchie arcate che fonti riferiscono essere l’ingresso di quattro cappelle laterali demolite a metà del 1800 e nel 1967.
L’interno è rivestito in pietra per un’altezza di 3 metri circa, mentre la restante area è semplicemente intonacata; il soffitto della navata è coperto da un contro-soffitto in legno e il presbiterio è coperto da una volta a vela lunettata.
Al centro del presbiterio, sopra l’altare maggiore, originariamente dedicato a S. Rocco, inserito in un altare composto da una coppia di colonne a fascio e un timpano spezzato troviamo, all’interno di un mosaico dorato, l’antica immagine quattrocentesca della Madonna Diluvio delle Grazie, dipinto del XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino, che godeva di una speciale venerazione contro pestilenze, terremoti e invasioni di milizie straniere. Collocata fuori dalla mura del paese, a breve distanza dalla porta principale, l’immagine era considerata posta a custodia e a baluardo di Monterotondo contro calamità naturali e minacce e significativamente chiamata “Maria Santissima del Diluvio delle Grazie”, per il grande numero di benedizioni e miracoli a lei attribuiti.
La tradizione popolare riporta la narrazione di un miracoloso episodio avvenuto nel 1656, durante una famosa epidemia di peste, che a Roma provocò più di 22.000 morti, mentre nella diocesi furono più di 160.000. Solo Monterotondo, fra tutti i paesi vicini, scampò al flagello che infierì particolarmente nella vicinissima Mentana. Si racconta che padre Giuseppe Gessi da Borghetto, religioso dei Frati Minori Conventuali nel convento della Santissima Concezione in Monterotondo, ebbe una visione soprannaturale nella quale vide un’ombra a cavallo che di gran carriera veniva verso la città dalla parte di Mentana con un flagello in mano per percuotere, mentre la Beata Vergine con il suo Divin Figliuolo ed assistita da San Rocco le proibiva l’ingresso al paese, facendola tornare sui suoi passi. Gli abitanti del Borgo furono così salvi per intercessione della Madonna.
Nell’ultima guerra mondiale, Monterotondo fu sede dello Stato Maggiore dell’esercito e dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943, per rappresaglia dei Tedeschi doveva essere rasa al suolo. Furono lanciate sei bombe, alcune dirompenti altre incendiarie ma la nostra celeste Patrona, Maria Santissima con il suo amore materno salva: le bombe caddero tutte in campagna nella zona di Grotta Marozia dove alcune restarono addirittura inesplose.
Questa immagine prodigiosa venne incoronata, in virtù dei numerosi miracoli avvenuti, dal Capitolo Vaticano il 29 aprile 1765, dopo regolare processo, per controllare i miracoli che si attribuivano alla Madre di Dio invocata in quell’immagine.

Fonte: https://www.parrocchiasantamariadellegrazie.it/storia/

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