Madonna del Riscatto in S. Pietro

Descrizione

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Da Viterbo a Sutri, lungo la Via Francigena, c’è una tappa intermedia che merita di essere conosciuta: Vetralla. L’antico percorso nelle campagne della Tuscia, fondamentale nella storia della spiritualità, attraversa il borgo lambendo la piccola chiesa di San Pietro, che sorge accanto all’omonima porta e risalente al XII secolo, dove è custodita la pala della Madonna del Riscatto.
La sua costruzione attira immediatamente l’attenzione di chi vi passa accanto: per le sue modalità costruttive che lasciano intendere l’epoca di realizzazione, per i materiali utilizzati, per il valore devozionale popolare che si accompagna alla sua fama di luogo visitato da quasi un millennio. Di questa chiesa – che una volta era dedicata anche a San Paolo, ma di cui oggi si è perso il nome accanto a quello di San Pietro – si sa tutto o quasi. In realtà, infatti, c’è ancora molto da approfondire perché non sono pochi gli interrogativi che pongono i preziosi affreschi conservati al suo interno, a partire da due dipinti murali venuti alla luce a seguito di restauri che hanno finito con il riaccendere l’interesse. All’esterno, al di sopra del timpano triangolare della porta laterale restano le tracce di un un affresco cinquecentesco con i santi Pietro e Paolo.
Vetralla nella tratta viterbese della Via Francigena è un polo d’attrazione, incuneata tra luoghi altrettanto affascinanti e carichi di storia come Acquapendente, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Capranica, Sutri e Monterosi. E la chiesa di San Pietro – realizzata nel XII secolo, come dimostra la parte absidale – è da sola un attrattore: artistico, culturale, mistico. La pala della Madonna del Riscatto – che ogni venticinque anni viene portata solennemente in processione per le vie del paese accompagnata dalla folla dei fedeli – è l’espressione tangibile della devozione nei confronti della Madonna del Riscatto, alla quale la tradizione attribuisce grazie e miracoli.
L’immagine miracolosa è una tela ad olio del Seicento posizionata sull’altare di destra, addossato alla parete di fondo della chiesa: al centro del dipinto c’è la Vergine, con la veste rossa, che protegge e raccoglie con le braccia aperte, sotto l’ampio mantello, i fedeli inginocchiati: gli uomini a sinistra quasi accompagnati da San Giovanni Battista, le donne a destra, con l’immagine di una santa. In alto domina, tra gli angeli, la figura dell’Onnipotente, mentre più in basso due creature angeliche pongono la corona sul capo di Maria. La particolarità di questa opera d’arte, al di là del significato religioso, è che l’autore è ignoto mentre chiara è la committenza per il simbolo della Confraternita del Gonfalone (che ha avuto sempre sede in questa chiesa) che spicca sul manto rosso della Vergine.
L’interno della chiesa è ad unica navata, con l’abside e la parete dell’altare principale decorate con affreschi di epoca cinquecentesca: rappresentazioni sacre, motivi ornamentali, riquadri con cornice in chiaro scuro, finti archi tra pilastri, scudi, quadretti e tondi; nel catino è rappresentato il busto dell’Eterno Padre benedicente circondato da numerose teste serafiche. In alto c’è il battesimo di Gesù, con due angeli adoranti e uno sfondo architettonico; in basso San Pietro benedicente in abiti pontificali, tiara papale con il devoto genuflesso ai suoi piedi, ai lati in quadretti e tondi sono rappresentate scene della vita di San Giovanni Battista e dello stesso San Pietro.
Sulla parete di fondo ci sono altri due altari laterali: a sinistra quello della Crocifissione costruito in muratura, a destra l’altro in marmo bianco con dorature, sopra il quale c’è la pala della Madonna del Riscatto. Nelle nicchie ad arco degli altari minori sono raffigurati in due grandi riquadri, “L’ultima cena” e forse “La lavanda dei piedi”. Altre porzioni di antichi affreschi votivi sono visibili sulle pareti laterali, tra cui una Madonna in trono, un giovane con il calice e l’ostia, le sante Apollonia e Margherita.
La Crocifissione sull’altare di sinistra è un’altra opera di autore ignoto, forse del periodo cinquecentesco. Lo sfondo si apprezza un paesaggio collinoso e la veduta di una città; in basso, c’è la Maddalena, a sinistra la Madonna che indica Cristo a San Francesco; a destra San Giovanni Evangelista e Sant’Antonio Abate.

Fonte: articolo di Giovanni Bosi sul sito internet, https://www.turismoitalianews.it/focus/36-focus/14459-lungo-la-via-francigena-una-chiesetta-ricca-di-arte-e-misteri-ancora-da-svelare-e-quella-di-san-pietro-e-san-paolo

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     VIA CASSIA 138 01019 VETRALLA VT
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    Lazio
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