Madonna della Fontana

Descrizione

Descrizione
La chiesa originaria è visitata nel 1619 dal Vescovo Goria. “Visitavit ecclesiam Ste Marie in finibus loci vulgo dicta la Madonna della fontana del Dovese eoquod sub altari oritur fons aque nitide” (Visitò la chiesa di Santa Maria entro i confini del luogo san Nazzaro – volgarmente detta la Madonna della Fontana del Dovese in quanto sotto l’altare nasce una fonte di acqua limpida).
Il cascinale Devesio sorge ancora oggi nei pressi. Alla devozione della Madonna affissa al rovere già registrata nel 1591 si aggiungono ora valori e sentimenti mistici di risonanza più vasta e profonda, legati alla civiltà agricola padana e alla sua ricchezza idrica nascente anche dalla linea dei fontanili.
In questo ambito la sacralità battesimale cristiana nobilita con verità di fede i miti animistici magici, che conferiscono valore “lustrale” e vitalistico alle fonti naturali. Ne è prova il fatto che dal ‘600 la Madonna della Fontana è luogo di devozione, di culto e di pellegrinaggio interessante un ampio è ricco comprensorio agricolo. Da una preziosa relazione del 1773 del Vicario perpetuo di San Nazzaro, Gojo, in occasione della Visita Pastorale del Vescovo di Vercelli Costa d’Arignano, si apprende che la chiesa, proprietaria anche di “grotte, cantine e solai” nel castello-rustico annesso all’Abbazia, che vengono affittati al miglior offerente, è ampiamente autosufficiente grazie a quel reddito, alle elemosine e alla questua che il “romito” è autorizzato a esercitare nei paesi vicini al di fuori della parrocchia. In tal modo è possibile pagare la messa domenicale, al servizio dei grandi cascinali circostanti, a un cappellano che tradizionalmente è un padre francescano del convento di Biandrate.
Il suono delle campane è autorizzato, oltre che a mattino, mezzodì e sera e alle messe, anche in segno di allegrezza “quando arrivano le processioni solite de vicini Popoli”, evidentemente frequenti.
La chiesa quale oggi vediamo corrisponde esattamente alla relazione del 1773 che la descrive “fabbricata in sito con sua ragione con alquanto andamento all’interno”, ben sottolineando la logica architettonica e dinamica, fra maturo barocco e classicismo, dello spazio interno tripartito, convergente sull’altare della tabella con la Madonna e della fonte. La dice “chiesa quasi Nuova”, in quanto in effetti era stata ricostruita sulla precedente del 1752-68.
Solo lo stupendo altare marmoreo i posteriore, del 1782, ma certamente arricchisce ed orna una precedente struttura analoga, a sua volta erede dell’altare originario ai cui piedi scaturiva la fonte.
Infatti la relazione del 1773 parla delle tre aperture d’accesso al fontanile, quella sotto l’altare e le due laterali, lamentando anzi l’umidità che da queste due si diffonde all’interno, mentre per i fedeli poteva essere sufficiente il quarto sbocco, all’esterno a destra dell’ingresso (che ancora oggi esiste). La soluzione finale dell’altare classico-barocco i di grande bellezza: allo stupendo paliotto in pietre dure sul davanti, con la sigla di Maria Vergine e le due cornucopie dell’abbondanza, corrisponde sul retro la cancellata rococò incorniciata in marmo che dì accesso alla fonte, anch’essa con la sigla di Maria, capolavoro del ferro battuto.

dal sito internet del Comune di San Nazzaro Sesia

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    S.P.16 Dir. Villata 28060 SAN NAZZARO SESIA NO
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