Madonna della Mercede

Descrizione

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Scendendo dalla Piazza del Duomo verso il Tagliamento, si trova a metà costa, il santuario dell’Ancona o della Madonna della Mercede.
Il titolo originario della chiesa, legato alla tradizione, è quella di Santa Sabbata (santa Sabida), una santa inesistente riconducibile a culti precristiani, legati ai corsi dei fiumi. Già nel 1597, però, l’Ancona viene dedicata alla Madonna della Mercede (venerata il 24 settembre) pregata come protettrice dalle insidie del guado del Tagliamento. Inizialmente al posto dell’edificio che vediamo oggi esisteva un capitello, ampliato e reso “chiesa” nel 1672 con il materiale della distrutta Chiesa di San Girolamo in Saletto, devastata da una piena del Tagliamento.
Nel 1687 l’Ancona venne ampliata con una loggia, al fine di ospitare il numero sempre più grande di fedeli, che vi si riunivano.
Successivamente venne restaurata e ampliata più volte fino al 1968, quando il nuovo altare e la statua di Santa Rita vennero consacrati e benedetti dal Vescovo monsignor Carniello.
Nel 1976 venne distrutta dal terremoto e nel 1978 riacquistò l’antico splendore.
Oggi la chiesa, molto semplice e sobria, poggia su una pianta regolare e si presenta con un’unica aula. Esternamente è possibile ammirare un grazioso portichetto sorretto da cinque colonne e a metà dei lato sinistro si innalza il campanile. All’interno si trova un altare in marmi policromi e un affresco di fine Quattrocento raffigurante la Madonna con Bambino e due angioletti.
In questo luogo si incontravano dunque mercanti e pellegrini, poiché sorgeva su un passaggio obbligato per attraversare il guado del Tagliamento, dopo aver pagato un dazio, raggiungere poi Gemona, Venzone e proseguire verso le Germanie.
Per coloro che entravano a Spilimbergo attraversato il guado, era il tempio dove pregare la Madonna per la protezione accordata e lo scampo dai pericoli, allora frequenti: perdita dei carico, ferite, annegamenti. È per questo motivo che qui venivano deposti gli ex voto, tavolette dipinte di gusto popolare, forma di ringraziamento e di devozione (ora raccolti e conservati nell’archivio parrocchiale).
Era dunque un punto d’incontro, di scambi commerciali e di preghiera.

Fonte: http://www.vivispilimbergo.it/chiese/santuario-dellancona/

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