Madonna della Provvidenza

Descrizione

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Cenni storici della Parrocchia
L’origine della Parrocchia di Pantigliate è antichissima e di difficile ricostruzione, perché non sono state lasciate memorie scritte o documenti fino al 1572. Successivamente sono stati tenuti più o meno bene i registri dei battesimi e dei matrimoni. L’antichità della sua vecchia chiesa ci fa ritenere che l’origine risalga all’XI secolo.
Fin dalla sua istituzione la Parrocchia dipendeva dalla Pieve di Segrate. Questo fino al 1971, quando la Diocesi ha ristrutturato la sua organizzazione, creando i Decanati al posto delle Pievi (chiamati anche Vicariati). La Parrocchia fa ora parte del Decanato di Melzo.
Dal 1585 Pantigliate ha avuto 30 parroci, compreso Don Maurizio Cuccolo, senza contare i numerosi Vicari che di tanto in tanto reggevano la Parrocchia nei momenti de sede vacante.
La Parrocchia è dedicata a S. Margherita; la chiesa parrocchiale dal tempo di Don Longa è anche Santuario della Madonna della Provvidenza, perché in essa viene accolto il famoso quadro della Madonna fatto dipingere alla fine del 1800 e offerto alla venerazione dei fedeli.
Attualmente la Parrocchia dispone della chiesa parrocchiale e di una chiesa sussidiaria a Serenissima. Dipende dalla Parrocchia di Pantigliate anche la frazione Bettolino di Mediglia con la sua cappella, fondata con codicillo al proprio testamento dal sig. Giacomo Antonio Roveda nel 1817. Oltre alla citata frazione Bettolino fa parte della Parrocchia di Pantigliate anche la frazione Vigliano di Mediglia. Con i nuovi insediamenti abitativi la Parrocchia ha una popolazione di circa 8000 abitanti.
Di recente (1998) il Parroco Don Enzo Locatelli ha portato a termine la pubblicazione di un Diario, corredato di foto, note e articoli pubblicati nei giornali o settimanali locali, in cui rivive il Cronicon di quattro Parroci che si sono susseguiti dal 1898 al 1970 che hanno descritto la vita della comunità a loro affidata.
Notizie storiche sulla costruzione della chiesa parrocchiale.
La vecchia chiesa parrocchiale, dove adesso ha sede il cinema centrale, risale quasi certamente all’XI secolo. La sua antichità si può dedurre dalla fattura in perfetto stile romanico dell’abside e dalla sepoltura data nel suo giardino, davanti ad essa, come si usava un tempo, dei caduti nella battaglia tra Milanesi e Lodigiani, combattuta nel suolo di Pantigliate nel 1224.
Nel corso dei secoli subì due ampliamenti, che ne peggiorarono la struttura primitiva, ma fu poi lasciata andare in rovina “tanto da essere indecorosa pei Sacri Riti” oltre che non più sufficiente per le esigenze dei Pantigliatesi.
L’idea della nuova chiesa fu di Don Luigi Longa, Parroco di Pantigliate dal 1898 al 1926. Egli aveva fatto voto di costruire un Tempio alla Madonna e affidandosi alla Divina Provvidenza, cercò di realizzarlo qui a Pantigliate, malgrado la povertà della Parrocchia e le sue magre rendite.
Il primo progetto è grandioso. Inizia la sua propaganda in nome della Madonna della Provvidenza, ne fa dipingere il quadro, che è tutt’oggi venerato in Chiesa Parrocchiale sull’altare laterale sinistro, pubblica un opuscolo, dapprima mensile, poi settimanale, che riesce a diffondere in Italia e all’estero.
La pubblicazione ha successo tanto che per mantenere la regolarità fa costruire un laboratorio ben attrezzato e assume un tipografo: riesce così a stampare per proprio conto tutto quanto gli occorre per la diffusione del culto della Madonna della Provvidenza.
Nel 1900, con i primi mezzi raccolti, acquista un vasto testo terreno a lato dell’abitato, prospiciente all’attuale Via Marconi. Qui inizia la costruzione della nuova chiesa su progetto dell’Architetto Campanini: un vasto tempio a sotterraneo e a piano sopraelevato.
Spinto dall’entusiasmo e giudicando insufficiente la superficie in progetto, don Longa di sua iniziativa si spinse avanti fin quasi a raddoppiare l’estensione del perimetro.
Tutti collaborarono alacremente alla costruzione del tempio, don Longa esonera i muratori dall’obbligo di osservare le feste e ottiene da loro di lavorare gratuitamente la domenica.
“Per la copertura intervenne la Divina Provvidenza. Si trattava di eseguire un lavoro ciclopico. In quegli anni si era ai primi esperimenti del cemento armato, gli venne offerta la prova gratuitamente e fu steso un immenso ammasso di ferro e cemento sul perimetro della costruzione”. Nel settembre 1904 si iniziarono le sacre funzioni nella parte sotterranea del tempio ormai ultimata e decorata.
Ma il tempio non fu terminato vuoi per motivi economici e soprattutto per le infiltrazioni d’acqua, abbondante in questa zona, che lo rovinarono.
Don Longa però non si arrese, torna alla vecchi chiesa abbandonata e riprende la propaganda servendosi del materiale prima accumulato.
Il nuovo progetto dell’Architetto Andrea Fermini è più aderente alla realtà e alle possibilità della Parrocchia.
La nuova chiesa sarà una basilica a tre navate in stile lombardo. Si sceglie l’area adiacente alla vecchia chiesa di proprietà della Parrocchia e in parte comunale.
L’esecuzione viene affidata all’impresa A. Romanoni di Melegnano, che inizia i lavori nel 1924.
Don Longa decedeva il 13 febbraio 1926 per emorragia cerebrale, fra il compianto di tutta la popolazione.
La nuova chiesa rimase a metà, mancava completamente la facciata, la vecchia era in sfacelo.
Il nuovo parroco Don Guido Mora farà apparizione fugace, ucciso da un morbo crudele.
Egli fece restaurare la facciata della vecchia chiesa perché non sembrava possibile completare in poco tempo la nuova.
Toccherà a Don Antonio Casorè, parroco di Pantigliate dal 1927 al 1951 completare la costruzione della nuova chiesa.
Don Antonio si incamminò sulla via tracciata da Don Longa: riprese la pubblicazione, questa volta bimensile, del bollettino della Madonna della Provvidenza; organizzò pesche di beneficenza e una lotteria, aprì sottoscrizioni. Nel mese di aprile 1928 ripresero i lavori sempre affidati all’impresa Romanoni, coll’assistenza dell’Ing. Renzo Mora.
Il 29 ottobre 1929 la nuova chiesa, ultimata nelle parti principali, veniva solennemente benedetta da Mons. G. Rossi, Vicario Generale della Diocesi di Milano. Don Casorè seppe provvedere brillantemente ai molti impegni finanziari esistenti, e nel 1945, appena terminata la guerra, poté accingersi ai lavori di rifinitura e decorazione della chiesa.
Le decorazioni ed affreschi che circondano tutte le pareti laterali furono eseguite, su parere dell’Architetto Don Enzo Villa, dal pittore Giacomo Coppini; essi rappresentano i misteri della religione cristiana.
Successiva al 1929 è anche la costruzione delle due sacrestie e dei due altari laterali nello spazio che fungeva da sacrestia a chiesa appena ultimata. L’altare maggiore, in porfido rosso, è stato trasferito dalla vecchia chiesa.
Nel 1977 la chiesa è stata rinfrescata dal pittore pantigliatese Giovanni Sirtori, che ha rispettato fedelmente gli affreschi, togliendo solo alcune decorazioni che appesantivano l’insieme.

 

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