Madonna delle Grazie

Descrizione

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Santuario della Madonna delle Grazie e Convento di Sant’Angelo in fortunula

Immerso nel verde di una rigogliosa vegetazione, e con annesso un convento, c’è il Santuario della Madonna delle Grazie, famoso soprattutto per le sue origini dovute al misterioso rinvenimento di un’immagine della Madonna.
Sorto nel lontano 1595 come piccolo tempietto, in seguito al ritrovamento dell’immagine della Vergine col Bambino che dispensa grazie alle povere anime del purgatorio, divenne inseguito nel 1715 ad opera di Padre Carlo Alfonso De Mercantis di Parma, monaco agostiniano, un “Ritiro” e fu ampliato e abbellito.
Dopo il 1715, ad opera di Padre Carlo Alfonso De Mercantis di Parma, monaco agostiniano, il piccolo tempio fu ampliato e divenne “Ritiro”, tra i 1744 e il 1746 furono costruite altre stanze e la chiesa fu consacrata in forma solenne dal vescovo della Diocesi di Aquino, divenendo centro di opere di carità verso i bisognosi, di catechesi cristiana, di alfabetizzazione e luogo di esercizi spirituali con ospitalità gratuita.
In seguito alle leggi napoleoniche il Ritiro fu ufficialmente sciolto e la chiesa fu affidata al clero secolare.
Nel 1834, tuttavia, santuario e convento furono consegnati ai Padri Sacramentini e successivamente, nel 1859, ai Frati Minori di S. Francesco, con i quali divenne faro di profonda spiritualità cristiana e centro di accoglienza ante litteram. Infatti nel 1862 vi fu istituito il “Convitto serafico” per i bambini poveri dai cinque anni in su, “gli accattoncelli” , i ragazzi di strada, ai quali veniva offerto cibo, istruzione e avvio ad un mestiere.
L’opera di maggior pregio è la Sacra effige della Madonna riportata alla luce nel secondo dopoguerra.
L’opera di maggior pregio è la Sacra Effigie della Madonna, rimasta occultata nei secoli sotto un altro dipinto, riportata alla luce nel secondo dopoguerra, dopo la ricostruzione della chiesa, durante i lavori interni di decorazione.
La Vergine è raffigurata con il Bambino in braccio, il complesso decorativo all’interno della nicchia è un dipinto murale, alto 160 cm e largo 120 cm, con veduta frontale, databile tra il XV e il XVII secolo.
Altra opera apprezzabile è un’acquasantiera pensile, posta nel primo pilastro destro della navata centrale, in marmo scolpito ed inciso, alta 40 cm e dal diametro di 30 cm, risalente alla prima metà del sec. XVIII.
I dipinti murali ad olio dei lunettoni in alto a destra e a sinistra della navata centrale sono del pittore locale Celestino Tanzilli, così anche alcuni quadri realizzati tra la fine degli Anni Cinquanta e i primi Anni Sessanta.
Dell’artista Giovanni Bizzoni sono i dipinti ad olio su tela presenti nella cappella di S. Antonio e quello della Visitazione, sulla volta dell’altare maggiore della Madonna delle Grazie.

 

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  • Indirizzo
    VIA MADONNA DELLE GRAZIE 5 03030 VILLA SANTA LUCIA FR
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  • Regione
    Lazio
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    VILLA SANTA LUCIA

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