Maria SS. Annunziata (Basilica Santuario)

Descrizione

Descrizione
Il Santuario SS. Annunziata, sorge isolato su un pianoro e costituisce un complesso religioso di notevole interesse storico ed archeologico, in quanto venne eretta nell’alto-medioevo in un’area occupata da catacombe d’età paleocristiana e dai resti di una necropoli pagana.
Nel 1673 il complesso religioso fu descritto da un inviato del Sacro Regio Consiglio, documento che costituisce la più remota testimonianza rinvenuta sulla particolare devozione della popolazione per la SS. Annunziata.
Nel 1876, il ripetersi di avvenimenti miracolosi indusse Papa Pio IX ad aggregare la chiesa di Prata all’arcibasilica Lateranense di Roma con la concessione di privilegi ed indulgenze.
L’edificio è a una navata, con l’altare del settecentesco gruppo ligneo dell’Annunciazione.
Racchiuso tra la basilica e l’edificio della Casa del Pellegrino è un giardino con avanzi di materiali d’epoca romana (capitelli e colonne frammentarie), dove vi è l’accesso alla cripta dell’Annunziata e una scala che conduce ad una cavità detta la grotta dell’Angelo.

LA STORIA

La Basilica dell’Annunziata poco fuori dell’abitato, recentemente restaurata e studiata come prestigiosissima testimonianza di età longobarda, è molto interessante perché conserva avanzi di una catacomba paleocristiana e una basilica probabilmente del sec. VI, monumenti tra i più antichi e pregevoli dell’Irpinia.
Nella modesta facciata, ai lati del portale, sono 2 colonne frammentarie antiche, con capitelli corinzi, reggenti un’arcata che inquadra una trifora. L’interno consta di una chiesetta a una navata, con una cappella laterale a d. cui segue il presbiterio, il tutto moderno e senza interesse, ma sulla pianta della primitiva basilica. Quindi si entra in un’abside dall’originale pianta ellittica, scavata nel tufo, restaurata, forse del sec. VII; nel fondo, la sedia vescovile e, sopra, una nicchia semicircolare, con affresco della Madonna orante e santi che recenti studi ritengono databile al sec. VIII. In ciascun lato di questa, quindi a mezz’altezza delle pareti, sono praticate 3 arcatelle sorrette da fusti di colonnine spirali (una colonnina è sorretta da un cippo pagano inscritto). Ai lati della sedia vescovile gira il presbyterium o sedile per i preti. Dietro l’abside si apre un deambulatorio, con avanzo di sepolcri. In fondo a un cortiletto, a sin. della chiesa, si apre una grotta, che è una catacomba cristiana del III o IV secolo, con arcosoli, altari, sarcofagi e affreschi, tra i quali è di particolare interesse uno raffigurante l’Arcangelo Gabriele e l’Annunciata.
La catacomba e la basilica sono storicamente legati alla penetrazione e all’affermazione del Cristianesimo nella vicina Abellinum, che fu sede dei primi vescovi come attestano le fonti letterarie ed epigrafiche e i recenti scavi archeologici riferibili ad una basilica paleocristiana in località Capo la Torre.

Festa dell’Annunziata. Prima domenica in albis

La settimana dopo Pasqua viene rievocata con una rappresentazione scenografica, l’annunciazione fatta alla vergine Maria dagli Angeli. La sacra rappresentazione del “volo degli Angeli”, di presumibili origini medioevali, comincia il sabato. Consiste nella sospensione di due fanciulle vestite da angeli, che, grazie ad un particolare busto, sono legate ad una corda tesa a circa 10 metri dal suolo ed intonano l’Ave, invocazione alla Vergine. Numerosi fedeli con il fiato sospeso, assistono ogni anno all’evento. Alla fine del canto degli Angeli annunciatori, parte una processione della statua che delinea una scia luminosa formata dalle candele accese.
I fedeli percorrono le vie del paese e si fermano (il sabato), nella Chiesa di San Giuseppe, vi si lascia la statua fino al giorno dopo. La domenica, poi, gli Angeli, stando sempre sulla destra e sulla sinistra della statua camminano per raggiungere il rione, nella cui piazzetta, viene celebrata la messa. Di nuovo si torna alla basilica dell”Annunziata, dove rivolti al pubblico, gli angeli, risalgono al cielo e ricantano il saluto alla Vergine. Diversamente dal sabato, di domenica recitano la preghiera con la quale benedicano tutte le persone, il Comune e i sacerdoti. Alla fine, l’Angelo vestito di celeste mette nella mano della Madonna un fiore: un giglio bianco.

Contatti

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  • Indirizzo
    via santissima annunziata, 3 83030 PRATA DI PRINCIPATO ULTRA AV
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    Campania
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    PRATA DI PRINCIPATO ULTRA

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