Maria SS. del Carmine

Descrizione

Descrizione
Il santuario di Maria Santissima del Carmelo è un luogo di culto cattolico di Palmi. È ubicato nel centro storico e prospetta sulla piazza del Carmine. È sede dell‘omonima confraternita e di un convento di frati dell‘ordine carmelitano. Al suo interno è custodita la miracolosa statua della Madonna del Carmine.

Storia

Attorno al 1540 sorse a Palmi, ad opera del maestro provinciale Angiolo Emiliano, un angusto convento di carmelitani. La chiesa accanto al convento, che era ubicato fuori le mura cittadine, fu inizialmente dedicata alla Madonna di Loreto, ed è citata nella visita ex limina a Palmi di mons. Marcantonio Del Tufo, vescovo della diocesi di Mileto, effettuata nel 1586. La chiesa, con bolla vescovile del 9 giugno 1609, venne concessa all’ordine Carmelitano.
Il 21 aprile 1652, con la riforma papale di Papa Innocenzo X, il convento dei carmelitani venne soppresso. Dopo la soppressione del convento, la rendita di 110 ducati che se ne ricavò venne assegnata dalla diocesi di Mileto ad un cappellano, con alcuni obblighi. Ai padri carmelitani subentrarono quindi dei sacerdoti secolari che, con la collaborazione dei fedeli, istituirono intorno al 1689 la confraternita di “Nostra Signora del Carmine”. Nell’antica chiesa, più piccola dell’attuale, in una cornice sopra l’altare maggiore era posta un’immagine su tela ad olio della Madonna del Carmine nell’atto di consegnare lo scapolare a San Simone Stock.
La chiesa subì delle lesioni a seguito del terremoto del 1638, e venne in seguito riparata. In quel secolo e nel successivo (fino al 1795), il luogo di culto fu adoperato anche per la sepoltura dei fedeli e, tra gli altri, nel 1678 vi trovò sepoltura l’architetto e scultore Innocenzo Mangani.
Nei documenti della visita del 1707 di mons. Domenicoantonio Bernardini vescovo della diocesi di Mileto, la chiesa già intitolata a Santa Maria di Monte Carmelo presentava ancora l’altare laterale dedicato a Santa Maria Lauretana.
Il luogo di culto è citato nuovamente come «dentro le mura» nella deposizione del 1740 dell’arciprete di san Nicola don Bruno Trifiletti, per l’elevazione della chiesa madre a collegiata.
La chiesa cadde invece rovinosamente a seguito del terremoto del 1783. Dopo tale evento, la congrega si accinse alla ricostruzione dell’edificio e ne completò l’opera rustica, abbellendola per il culto ed arredandola di scanni per i numerosi confratelli. La provvide di dipinti, tra cui due grandi pale d’altare alle pareti laterali della chiesa, pregevoli opere del maestro Carmelo La Scala, delle quali una raffigurante il Sacro Cuore di Gesù  e l’altra santa Monica e sant’Agostino.
Il terremoto del 1894, che il 16 di novembre distrusse la città di Palmi, rovinò anche la chiesa del Carmine. Lasciando una parte degli stucchi eseguiti dallo scultore Francesco Morani da Polistenae come da contratto datato 17 giugno 1850, ancora conservato presso la famiglia e cioè gli Angeli dell’arco maggiore e forse altri ornati. Durante questo evento sismico, e nei giorni che lo precedettero, si verificarono dei prodigi attribuiti alla statua della Madonna del Carmine, riconosciuti in seguito come veritieri dalla Chiesa. Il 27 gennaio 1895, la congrega del Carmine deliberò che la chiesa fosse riaperta al culto.
Ancora con il terremoto del 1908 la chiesa subì nuovamente danni gravissimi, ma la congrega provvide alle riparazioni e ricostruzioni, che durarono dal 1918 al 1930, su progetto di padre Carmelo Umberto Angiolini, con successive modifiche dell’ing. Vittorio Storchi, ad opera di maestranze calabresi. I Padri Carmelitani di Puglia, dopo un’assenza di circa tre secoli, il 1º luglio 1927 presero possesso del santuario ed il 6 ottobre fu canonicamente eretto il Terz’Ordine Carmelitano. Il 16 novembre 1944, in occasione del 50º anniversario del miracolo del 1894, la chiesa venne consacrata.
Nel secondo dopoguerra vennero realizzate l’attuale facciata (tra il 1947 e il 1949), gran parte del convento e una scuola materna.
Nel 1970 vi fu invece l’adeguamento della chiesa alla riforma liturgica post Concilio Vaticano II, con l’aggiunta di una mensa marmorea sul presbiterio e la rimozione delle balaustre che lo dividevano dall’aula.
Nel 1979 il luogo di culto e tutta la città di Palmi passarono dalla giurisdizione della diocesi di Mileto a quella nuova di Oppido Mamertina-Palmi
Nel 1983 vennero inaugurate delle opere d’arte nel sagrato e nella piazza davanti alla chiesa mentre nel 1988 vennero eseguiti alcuni lavori di restauro dell’intero complesso.
Il 16 novembre 1994 la chiesa, con bolla vescovile, venne eretta a santuario.
Nel 2007 e nel 2012 (questi ultimi su progetto dell’arch. Santino Paladino) sono stati eseguiti ulteriori lavori di restauro del santuario e del sagrato.

Fonte: Wikipedia

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    VIA VITTORIO VENETO 89015 PALMI RC
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  • Regione
    Calabria
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    PALMI

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