Maria SS. del Leandro

Descrizione

Descrizione
Antico luogo di culto di origine bizantina, era già in piena efficienza a partire dalla seconda metà del Seicento. In quel secolo, la chiesa era retta dalla Confraternita laicale della Madonna del Leandro. All’interno dell’edificio sacro si venerava una bellissima statua in marmo raffigurante la Madonna col Bambino.
Leggendo le annotazioni dell’Arcivescovo Annibale d’Afflitto, stilate intorno al 1595, scopriamo che in quell’epoca la chiesa si presentava ricca e ben tenuta – piena di suppellettili, paramenti sacri, arredi e di offerte in argento e oro – oltre che frequentatissima. Ai lati della statua della Madonna erano poste tre tele – oggi introvabili – raffiguranti rispettivamente S. Pietro, S. Paolo e l’Assunta stessa. Nell’atrio della chiesa sorgevano tre cellette per i sacerdoti.
Nei secoli successivi, la chiesa fu lasciata in stato di abbandono: nel 1750 ne fu ordinata, perciò, la ricostruzione. La chiesa è stata restaurata, recentemente, anche una terza volta nel 1998. Si presenta ad una sola navata; entrandovi, sulla destra, si scorge un’antica acquasantiera in marmo del 1667. Sull’altare maggiore è posta la statua della Madonna col Bambino, alta m 1,90, scolpita in tutto tondo su marmo bianco a fiorami e conservata in ottime condizioni. Sopra la Statua, sul timpano è posta una una croce greca. Ai lati dell’altare, due tronchi di colonna in gesso, colorati in nero, con i caratteristici ricami a rombi e crocette della tradizione bizantina.
Annessa alla chiesa c’è un piccola sacrestia. La piccola piazza del sagrato è circondata da resti del vecchio muro e, poco distante, i resti di una fontanella. La chiesa ancora oggi, come un tempo, è meta di pellegrinaggi in occasione dei festeggiamenti del 15 agosto.

Fonte: http://www.rivieradeitramonti.it/santuarireggiocalabria.htm

La Statua

Datata 1555 da Rocco Cotroneo, questa monumentale Madonna con il Bambino, fu assegnata ad uno scultore dell’ambito di Montanini da Alfonso Frangipane. Successivamente l’opera è stata attribuita alla bottega del Mazzolo, non senza evidenziare, nelle scene dello scannello, la mano del figlio Giovan Domenico per via dei rimandi all’arte dello scultore fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli. Per alcuni studiosi si tratterebbe di un prodotto mazzoliano, del quarto decennio del XVI secolo, sebbene lo stile impresso ai rilievi del basamento consentono di posticipare l’opera più avanti, almeno alla metà del XVI secolo, quasi certamente dopo l’arrivo a Messina di Giovanni Angelo Montorsoli (Firenze, 1507 – 31 agosto 1563), chiamato a dirigere la fabbrica del Duomo di Messina nel 1547.

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  • Indirizzo
    VIA SANTA FILOMENA 89065 MOTTA SAN GIOVANNI RC
  • Telefono
  • Regione
    Calabria
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    MOTTA SAN GIOVANNI

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