Maria SS. di Capocolonna

Descrizione

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LA MADONNA DI CROTONE
Perché i crotonesi restano, nei secoli, fedeli alla Madonna di Capocolonna?  Sembrerebbe una domanda retorica. Ma pure essa incalza nel profondo, sollecitando alla conoscenza dei motivi veri, quanti vivono in questa città calabrese, così caratteristica per la sua natura, tanto peculiare per la sua storia e la sua  millenaria vicenda. C’è, nella devozione popolare per la Madonna, qualcosa di veramente arcano, inesplicabile e suggestivo, racchiuso nella dimensione di un fatto religioso unico, in cui si intrecciano mistero e ragione, leggenda e storia, mito e ritualismo,  identità e subalternità, espressi in ogni tempo da uomini e donne,  giovani e vecchi. La Madonna, nella sua essenziale semplicità, nella valenza forte del proprio silenzio, è davvero l’icona di  Crotone. Essa si pone davanti ai fedeli come un  punto di mediazione e di  riconciliazione, un motore spirituale forte e continuamente attivo che attraversa  gli occhi e il cuore di tutti, timbrando l’originalità sociale e comunitaria di questa  città. Proprio perché essa è l’icona della riconciliazione, in quanto fonte di forza vitale interiore,  collettiva e personale, Maria di Capocolonna è geneticamente impressa nel linguaggio nativo dei crotonesi. Così, con lo scorrere dei secoli è divenuta la “Grande Madre” di tutti i crotonesi, la presenza che unisce e convoca, che autentica e rende riconoscibile la vera crotonesità. Per cui, non è fuorviante affermare che per comprendere Crotone e la sua attualità, Crotone e la sua storia,  è necessario intuire ed assumere la centralità che qui ha  il culto della Madonna.

Il culto della Madonna di Capocolonna

La devozione verso l’icona di Maria non è avulsa dalla storia e dalle tradizioni della città di Crotone. Vi è una profonda unità fra Crotone e la Madonna di Capocolonna. Fare la storia di Maria di Capocolonna è lo stesso che fare la storia di Crotone. Il culto della B.V. Maria sotto il titolo di Capocolonna è molto sentito in tutto il comprensorio del Crotonese ed anche fuori. È da premettere che sul Capo Lacinio – o delle Colonne – sorgeva un tempio pagano dedicato alla Dea Madre, Hera Lacinia, e fonti attendibili parlano di un pellegrinaggio a quei tempi, in primavera, per celebrare la “fertilità”, la “vita”. Quando venne “la pienezza dei tempi” (Gal. 4,4), con il Cristianesimo, il culto si spostò alla “Madre del Signore e della Chiesa”, a Maria. Simbolicamente si può dire che il crollo delle tante colonne di quel tempio antico e del permanere di “una sola” di esse è come una indicazione del crollo delle tante divinità pagane ed il rimanere di “Maria” la sola “Colonna” del mondo che portò Cristo “pietra angolare della storia” (I Pt 2,6).
Relativamente alla Sacra Immagine, attualmente, ci sono tradizioni popolari, non sempre criticamente fondate assieme a dati storici imprecisi. Un’antica tradizione vuole che l’Icona sia stata portata a Crotone dallo stesso San Dionigi, il convertito da S. Paolo,  rimanendovi come primo Vescovo; e secondo questa tradizione il dipinto sarebbe opera di San Luca evangelista. Il racconto è sicuramente leggendario, confondendo probabilmente il culto alla Vergine, antichissimo, alle origini della fede, con l’attuale icona che, invece, è successiva, già esistente. Infatti, l’attuale quadro è di stile siriano-bizantino risalente al sec. X-XI. Comunque, nel corso dei secoli, gli avvenimenti principali della devozione alla Madonna, venerata sotto il titolo di Capocolonna, sono legati alla storia della città e sono documentati da date precise. Il primo giugno 1519, i turchi sbarcarono a Capocolonna. Il Quadro della Vergine già esistente, cadde nelle loro mani; questi fecero un rogo per bruciare la tela, ma il fuoco, nonostante fosse acceso da tre ore, non scalfì l’immagine irradiante di luce. I turchi decisero di portare via il Quadro facendo rotta per la foce del Neto, ma la galea rimase ferma nonostante lo sforzo dei rematori. I turchi gettarono in mare la tela e la galea si mosse agevolmente, mentre il Quadro approdò in un podere presso l’Irto di Capo Nao. Un pescatore contadino, Agazio Lo Morello, lo trovò e lo nascose in una cassapanca. In punto di morte, rivelò al suo confessore il segreto.
Nel 1638 i turchi assediarono la città; il popolo si strinse attorno alla Sacra Icona esponendola sulle mura della città. I turchi alla vista della Vergine, atterriti, si ritirarono e fuggirono via. Crotone fu salva! Nel 1749 Mons. Costa, Vescovo di Crotone, devotissimo della Madonna per dar maggior risalto alla Sacra Immagine, laminò in argento la tela. L’8 marzo 1832 il terremoto seminò distruzione in tutta la Calabria. A Crotone non si ebbero vittime nonostante una grande rovina di edifici. I crotonesi, nella loro fede, ascrissero ciò all’intercessione della B. V. Maria di Capocolonna e costruirono, allora, la piccola edicola che rimane ancora, in largo Umberto I. Luogo dove i crotonesi si erano accampati per diversi giorni.
Nel 1851 la Vergine salvò Crotone da una grande epidemia di colera. Nel 1877 iniziò la pia pratica della “Sabatina” che si continua ancora il sabato di ogni settimana. Il 7 maggio del 1893 la B. V. Maria nella sua Icone fu incoronata col Decreto del Capitolo Vaticano. Il 1908 Crotone fu risparmiata dal grande terremoto. Il 1928 il Quadro fu decorato da artistica cornice d’argento. Nel Maggio del 1931  durante il Pellegrinaggio notturno la notizia di un incidente accorso a don Armando Camposano, Rettore del Santuario, sull'”irto grande” si sparse con la rapidità di un baleno.  I presenti, asserirono che si era verificato un miracolo. Don Armando cosi’ raccontò l’accaduto: ” eravamo sull’irto grande, quando i buoi,  imbizzarritisi,  presero la mano a Domenico  Giaquinta,  conducente il carro. Impotente a trattenerli questi urlò che il carro precipitava. Cercai allora di mettere in salvo il Quadricello  che avevo  sulle ginocchia,  ma andai a finire per terra col prezioso oggetto stretto nelle mani. La caduta non mi consentì di trattenerlo.  Per quanti sforzi  facessi  vidi il Quadricello precipitare  in avanti, più avanti ai buoi, sull’orlo del precipizio. Gridai con quanto fiato mi rimaneva in gola: ” Madonna mia fermati!”. In quel preciso momento uno dei buoi stava posando una zampa sul Quadricello ma, come frenato da una forza misteriosa, la mantenne sospesa,  mentre la corsa si arrestava inspiegabilmente. Alzatomi d’un balzo,  riuscii a riprendere il Quadricello,  constatando che non  aveva  subito il minimo danno.  I buoi erano tornati calmi e mansueti.  Il conducente (alias Micu i giannini) con il viso pallido,  era  anche lui fermo a guardare come trasognato quel carro – con una ruota sospesa nel vuoto –  ch’io fossi uscito incolume  da sotto le pesanti ruote. Poi guardò il Quadricello e disse  “E’ un miracolo,  è  un  miracolo”. Don Armando diceva codeste cose col cuore che gli tremava in gola; ma non cessava di guardare il Quadricello che veniva collocato sul suo tronetto per riprendere  la  marcia. Don Armando da allora in poi il giorno del Pellegrinaggio non toccava cibo alcuno.
Il 1935 a Crotone si celebrò il primo Congresso Mariano Regionale ed è in quella occasione che il Volto della Madonna fu circondato da dodici stelle in brillanti. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre del 1983 un sacrilego furto privò l’Immagine della Madonna dei suoi gioielli, dono di fede di tante generazioni. Per la grande devozione alla Vergine la cui la Santa Icona, è custodita nel Duomo di Crotone, su richiesta dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Agostino, la Cattedrale è stata elevata a dignità di Basilica Minore dal Papa Giovanni Paolo II in data 28 novembre 1983. Il 16 ottobre 1986 la Madonna è stata presentata ai fedeli in un nuovo artistico ornamento, opera dell’orafo crotonese Gerardo Sacco.
Il 12 maggio del 1988, la Madonna di Capocolonna viene proclamata Patrona dell’Arcidiocesi di Crotone – S. Severina, per essere, come sempre e come è nel suo mistero, Madre di unità e di pace. Il 24 maggio 1993 a ricordo dei solenni festeggiamenti per il centenario dell’incoronazione, Gerardo Sacco orafo in Crotone,  su incarico del comitato  per  i festeggiamenti realizza dodici bassorilievi raffiguranti gli Apostoli da incastonare all’altare della Madonna, al posto di quelli trafugati nel furto del 1983 e un’artistica pisside a perenne ricordo. Mons. Agostino, assistito dal Capitolo Cattedrale  benedice tra il plauso dei numerosi fedeli accorsi. A conclusione del rito l’Arcivescovo e i rev.mi Canonici portano solennemente all’altare della Madonna i dodici bassorilievi in argento, con rilievo dorato, e li incastonano nelle nicchie predisposte.
Nel 1994 il Santuario viene abbellito con la posa di due grandi quadri che raffigurano l’incendio da parte dei Turchi e la liberazione della città dall’assedio degli stessi. L’opera è stata realizzata dal Prof. Gianfranco Barbera. Nel 1995 viene realizzato il piazzale antistante il Santuario e un altare di pietra tufacea  su cui poggia la venerata Effigie quando arriva in pellegrinaggio. Prima delle feste settennali del 2005, nel corridoio centrale del Santuario a Capocolonna viene posto un mosaico opera  dell’artista crotonese arch. Anna Carillo. All’inizio del mosaico viene posta la seguente scritta che ricorda l’evento: “Per incrementare la devozione sacra verso la Beata Maria Vergine di Capocolonna il sacerdote D. Bernardino Mongelluzzi, rettore di questo glorioso tempietto ha affidato piamente all’artista Anna Carillo l’incarico di realizzare questo straordinario mosaico. Crotone, 30 aprile 2005”.
Nel maggio del 2007 l’orafo crotonese Gerardo Sacco a ricordo dei quarant’anni della sua attività ha voluto far dono al Santuario di un trittico interamente in argento che riassume la storia degli ornamenti della Madonna di capocolonna sotto l’opera posizionata in una nicchia sulla destra del Santuario è riportata la seguente scritta: Il Popolo Crotonese che ha venerato l’antica Icona della Beatissima Vergine Maria di Capocolonna con la manta d’argento impreziosita da 120 raggi d’oro, incoronata dal Capitolo Vaticano il 7 maggio del 1893, circondata dallo stellario di brillanti apposto il 5 maggio 1935, l’ha contemplata spoglia dei preziosi trafugati da mani sacrileghe nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 1983 e l’ha voluta rivestire, sapientemente orientato dall’Arcivescovo Mons. Giuseppe Agostino, della greca d’argento opera dell’orafo crotonese Gerardo Sacco, il 26 ottobre 1986. Al canonico Sac. Bernardino Mongelluzzi, rettore del Santuario a Capocolonna, lo stesso orafo Gerardo Sacco, con filiale liberalità, ha consegnato questo trittico, da lui realizzato per ricordare, nell’antica chiesa sul promontorio di Capocolonna, il rapporto d’amore che lega Maria alla città di Crotone e all’Arcidiocesi, della quale è celeste Patrona. L’arcivescovo di Crotone-S.Severina, S. Ecc.za Rev.ma Mons. Domenico Graziani, impartiva  la benedizione al pregevole manufatto,  nella ricorrenza dell’annuale pellegrinaggio del Quadricello della Madonna a Capocolonna, il  20 maggio 2007.
Durante la “grande festa” non la “festa grande”, la Madonna con munifico gesto liberale della famiglia Bruno l’11 maggio 2007 nel corso di una solennissima concelebrazione presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Agostino e concelebrata da Mons Domenico Graziani, nostro arcivescovo, da Mons. Luigi Cantafora, Vescovo di Lametia Terme, da venerato Capitolo della Basilica Cattedrale e dal clero della città, alla presenza delle massime autorità della città e della Provincia,  in una piazza Duomo straripante all’inverosimile di fedeli, come avviene nelle occasioni storiche, è stato apposto un diadema sul capo del Bambino e 12 stelle di brillanti intorno al capo della Vergine, opera dell’orafo crotonese Gerardo Sacco. Per primo Mons. Agostino pone sul capo del Bambino il diadema, poi è il turno del nostro Arcivescovo Mons. Graziani che pone sul capo della Vergine la prima stella, a seguire poi Mons. Luigi Cantafora vescovo di Lamezia Terme, Don Bernardino Mongelluzzi Presidente del Capitolo Cattedrale e Rettore del Santuario a Capocolonna, Mons. Giuseppe Morrone canonico tesoriere, Mons. Pancrazio Limina Rettore della Basilica Cattedrale, Mons. Salvatore Pisano, Dr. Melchiorre Fallica Prefetto di Crotone, Avv. Peppino Vallone Sindaco di Crotone, Dr Sergio Iritale Presidente della Provincia, Dr Gaetano D’Amato Questore di Crotone, Cav. Domenico Ruggiero Presidente Comitato Feste Mariane ed infine l’Ins. Bianca Bruno. Tutti hanno compiuto il solenne atto, quasi con mano tremante e con una commozione nell’animo indescrivibile, coscienti che stavano per compiere un atto storico per la città e la Diocesi tutta. Prima della Benedizione finale si sono aperte le porte della Basilica mostrando la Sacra icone nella sua cornice abituale e solenne,  subito è esploso un applauso che simile ad un boato ha salutato l’apparire della Icona, mentre il coro e tutto il popolo presente levava al cielo il canto “Dell’aurora tu sorgi più bella”. Nella stessa celebrazione l’Associazione “Portantini Maria SS.ma di Capocolonna” ha fatto dono alla Madonna di una artistica coppia di ampolline preziose, opera dell’orafo crotonese Michele Affidato. Sotto l’ampio piatto è stata incisa la seguenti scritta: Momenti inenarrabili di profonda commozione  che la penna non può narrare ma che rimarrà stigmatizzato per sempre nel cuore dei presenti.
Le feste mariane in onore della Madonna di Capocolonna si celebrano nel mese di maggio ed ogni sette anni con particolare solennità. Il momento culminante è il pellegrinaggio notturno che si svolge sino a Capocolonna la terza domenica di maggio.

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