Maria SS. di Patmos

Descrizione

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MARIA SANTISSIMA DI PATMOS – ROSARNO (REGGIO CALABRIA)

Nella notte del 13 agosto del 1400 il massaro rosarnese Nicola Rovito, mentre infuriava un rovinoso temporale, rinvenne sulla spiaggia nei pressi della foce del fiume Mesima una cassa con dentro la statua lignea di una madonna nera. “Più contento di quel che se trovato avesse un gran tesoro… corre al paese, partecipa l’accaduto al rev. arciprete, il quale a sua volta ne fa consapevole il clero, i magistrati, la cittadinanza e tutti in massa corrono verso il fortunatissimo luogo. Quivi giunti, accertatisi della verità della cosa, genuflessi salutano la Madonna con l’Ave maris Stella; e poscia giogati due bovi dello stesso Rovito, fanno ritorno alla città, portando su di un carro, nella stessa cassa, il prezioso tesoro”.

Secondo la leggenda fu la stessa Madonna a scegliere il sito dove poi sarebbe stata edificata la chiesa in suo onore. Giunti infatti sopra la collina in uno spiazzo privo di case, i buoi si fermarono e, nonostante le punzecchiature del massaro e le sollecitazioni degli astanti, non vollero più saperne di muoversi. La statua lignea di modeste dimensioni rinvenuta dal Rovito, certamente di fattura bizantina, raffigurava una Madonna nera sostenente sul braccio sinistro un Bambinello, seduta su un trono regale. Sul piedistallo vi era incisa in caratteri greci l’iscrizione “Santa Maria di Patmos”. La Madonna indossava una tunica rossa, col petto guarnito da un nastro bianco. Dalla testa si partiva un manto bianco “che scendendo giù per le spalle si apriva nella parte delle ginocchia, e copriva tutte le gambe sino alla punta dei piedi”. Il Bambino Gesù vestiva una tunica bianca e portava sulla sinistra un piccolo mappamondo con alla sommità una croce.

Agli inizi del XIX secolo la statua venne trasferita nella Chiesa parrocchiale di Rosarno. E fu qui che nel 1822 la preziosa immagine fu distrutta da un incendio. Ad un prete di Garopoli fu commissionato l’incarico di riprodurre la nuova statua della Madonna, quel esemplare, superiore in grandezza e migliore nelle fattezze, che tuttora si conserva nella Chiesa Matrice di Rosarno.

Secondo Francesco Pagani l’effigie della Madonna rinvenuta sulla spiaggia di Rosarno sarebbe quella stessa da S. Giovanni Evangelista esposta alla venerazione dei fedeli nell’isola di Patmos. La statua scampò alle persecuzioni iconoclaste dell’VIII secolo per merito degli abitanti di Patmos che riuscirono a nasconderla e a preservarla. Il culto per la Madonna Nera crebbe enormemente nell’isola greca dopo che nel 1117 San Cristodulo fondava un grandissimo monastero in onore di San Giovanni, come attestano le numerosissime immagini, dipinte o scolpite, della Vergine Maria, presenti in tutte le chiese dell’isola

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    89025 ROSARNO RC
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    Calabria
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    ROSARNO

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