Nostra Signora del Belvedere

Descrizione

Descrizione
La chiesa della Natività di Maria Santissima è un edificio religioso del quartiere genovese di Sanpierdarena. La sua comunità parrocchiale fa parte del vicariato di Sampierdarena dell’arcidiocesi di Genova.
Conosciuta anche come Santuario di Nostra Signora di Belvedere, sorge sulla collina di Belvedere, antico borgo in posizione dominante sull’abitato di Sampierdarena, oggi inglobato nel tessuto urbano del quartiere.

Storia

La prima edificazione della chiesa, citata per la prima volta in un documento notarile del 1285 relativo ad un lascito, risale al XIII secolo come cappella del monastero di Santa Maria di Belvedere delle monache agostiniane, una istituzione conventuale destinata a giovani delle famiglie aristocratiche.
Nel 1351 le monache, fortemente diminuite di numero, si trasferirono nel monastero di santa Consolata in Fassolo e ad esse subentrarono i frati dello stesso ordine i quali per difficoltà economiche nel 1409 dovettero lasciare il convento che passò alle dirette dipendenze del Capitolo metropolitano di San Lorenzo. Gli Agostinani poterono rientrarvi pochi anni dopo, nel 1416, restandovi da allora ininterrottamente fino alla soppressione degli ordini religiosi decretata nel 1797 dal governo della Repubblica ligure.
Sebbene la chiesa fosse allora situata in una località di campagna lontana dalla città, all’inizio del Cinquecento divenne meta di pellegrinaggi di fedeli che vi affluivano per venerare l’antica immagine della Madonna che vi era custodita; nel 1563 una bolla di papa Pio IV concedeva l’indulgenza plenaria ai pellegrini che visitassero la chiesa nella festività dell’8 settembre.
Nel 1665 la chiesa, che era stata dichiarata santuario nel 1650, ritenuta troppo piccola per il grande afflusso di pellegrini e in cattive condizioni, venne completamente ricostruita nella forma che conserva ancora oggi.
Dopo l’allontanamento dei religiosi nel 1797, il santuario rimase aperto al culto, officiato da un sacerdote secolare in veste di custode. Con la fine del governo napoleonico, nel 1815 tornarono per breve tempo gli agostiniani, ma nel 1819 la chiesa rischiò di essere demolita per far spazio alle fortificazioni volute dal governo sabaudo, provvedimento poi rientrato per la decisa reazione della popolazione: nel 1821 fu deciso di costruire il forte su terreni poco più a valle della chiesa, che in quello stesso anno venne affidata definitivamente al clero diocesano. La presenza delle vicine installazioni militari condizionò tuttavia per quasi tutto il secolo la vita del borgo collinare e della stessa chiesa.
Restauri vennero eseguiti nel 1846 (rifacimento degli stucchi e delle pitture del presbiterio) e nel 1896; nel 1931 (con decreto del 24 dicembre 1930) la chiesa fu eretta in parrocchia dal cardinale Carlo Dalmazio Minoretti, arcivescovo di Genova. Nel secondo dopoguerra il colle di Belvedere venne inglobato dall’espansione urbanistica sampierdarenese ed il santuario perse di importanza come meta di pellegrinaggio.

La festa patronale

«La festa che chiama fuor di città quasi tutta la popolazione è il perdono a Belvedere per la Natività e il Nome di Maria. Ad onta dell’ertissima salita degli Angeli, immenso numero di abitanti, senza distinzione di sesso, grado, età, condizione se ne va a Belvedere, invitati molti dalla devozione, gli altri dal piacere innocente di osservare tanta calca e di contemplare da quel luogo la valle di Polcevera, veduta deliziosa veramente e da non trovarsi così facilmente altrove.»
(Goffredo Casalis, “Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna”, Volume VII, Torino, 1840)
La festa patronale viene celebrata nella solennità della Natività di Maria, l’8 settembre; nei secoli passati richiamava una grande folla da tutta Genova, anche perché coincideva, ai tempi della Repubblica di Genova, con l’importante ricorrenza civile con cui si commemorava la vittoria navale sui veneziani a Curzola (Croazia). I genovesi vi accorrevano in massa, percorrendo a piedi le ripide salite degli Angeli, direttamente da Genova, attraverso Promontorio, o salita Belvedere, da Sampierdarena.

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