Nostra Signora del Sacro Cuore

Descrizione

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Santuario Nostra Signora del Sacro Cuore

25.3.1924.  Posa della Prima pietra
Nel giorno dell’Annunciazione del 1924 Mons. Fabio Berdini benedì la pietra angolare, monolito di sette quintali trasportato dalla Repubblica di san Marino. Il rito solenne si svolse alla presenza del rev. mo Leonardo Mazzucchi, don Samuele Curti (direttore dell’Istituto), l’Arciprete di Gatteo, Autorità civili e molta folla.
Nella pergamena, firmata e deposta nella pietra stessa, era scritto tra l’altro. …in ringraziamento di tanti favori e grazie ottenute per l’intercessione per l’intercessione di Maria SS., del Taumaturgo di Padova e dei Servi di Dio (Guanella e Ghinelli) … I pinnacoli del nuovo tempio, siano braccia alzate…La Madre celeste, la Signora del Sacro Cuore di Gesù, benedica ai suoi figli…Antonio santo provveda alle necessità spirituali e materiali…
29.5.1926. Consacrazione del Tempio.
La Chiesa è in stile gotico puro su disegno dell’architetto Chiappetta. I festeggiamenti per il rito di consacrazione da parte di mons. Berdini e l’inaugurazione della nuova chiesa si estendono per tre giorni. Sabato la consacrazione, domenica grande discorso dell’oratore don Pio Vicini, lunedì mattina Messa Pontificale presieduta da mons. Gherardi Menegazzi, Vescovo di Comacchio; al pomeriggio, solenne Processione presieduta da mons. Vincenzo Scozzoli, Vescovo di Rimini.
Il canto del Te Deum chiude i festeggiamenti risuonando maestoso tra le arcate del tempio e propagandosi su tutta via Ghinelli.
29.5.1927 Traslazione del  corpo del Ghinelli nella nuova Chiesa.
Alle tre del pomeriggio del 29 maggio Mons. Archi, Vescovo Amministratore di Cesena, benedice la salma di don Luigi Ghinelli presso il cimitero di Gatteo e in corteo si avvia verso la chiesa. Finalmente il Ghinelli, fondatore dell’Istituto fanciulli poveri di Gatteo può riposare in una celletta a fianco dell’altare in un apposito sarcofago di marmo. La sua vita esemplare, praticando in grado ammirabile le più belle virtù cristiane e sacerdotali è stimolo alla preghiera e alla vita spesa per i meno fortunati.
Ottobre 1944 –giugno 1945 Danni di guerra
Le incursioni aeree si susseguono ogni giorno; anzi alle volte s’incrociano i tiri dal mare, dalla terra dal cielo. L’ostinata resistenza tedesca faceva segnare il passo all’esercito anglo-americano. L’abside della chiesa fu squarciata, asportata la nicchia di Nostra Signora del Sacro Cuore, forate le pareti delle due sacrestie.
Iniziarono i lavori di ricostruzione. Dopo tre mesi il tempio poté essere funzionante, accogliendo anche i fedeli rimasti senza la chiesa arcipretale di Gatteo.
8.12.1947 Erezione a Santuario
Tramite un decreto sua Ecc. Mons Gili, Vescovo di Cesena, decretava la chiesa come “Santuario di Nostra Signora del Sacro Cuore”… e per ricordare degnamente un grande e santo devoto della Madonna, gloria del Clero di Cesenate, Don Luigi Ghinelli…; per assecondare il piissimo e lodevole desiderio dei Servi della Carità di don Luigi Guanella, zelanti eredi e continuatori…”
Luglio 1950
Il Santuario viene abbellito. Un sacerdote artisticamente dotato, don Amedeo Botticelli, Parroco di Camerano, cominciò a trasformare con il colore e con il disegno l’interno del Santuario. Lo rese accogliente, denso di simboli religiosi; esalta la struttura interna quasi da definirsi una bomboniera delicatamente ricamata in onore di Cristo e della Vergine Santa.
…attualmente
Oltre che per la fede e la devozione personale, non si può non essere colpiti dalla figura della Vergine Santa che indica il Cuore del figlio Gesù che tiene tra le braccia, ai suoi piedi, in ginocchio, san Antonio da Padova. Sono collocati centralmente, nell’abside, in una nicchia luminosa su uno sfondo in mosaico dorato e scintillante. Ovunque prevale il motivo gotico puro, quasi mani in preghiera verso il cielo. Anche gli altari laterali sono sovrastati da tempietti in marmo che pongono alla devozione le figure care di San Giuseppe e di san Luigi Guanella. Candelabri dorati in stile con il tempio; le figure, a mezzo busto, anch’esse dorate con le relative reliquie dei santi Vescovi Ambrogio, Carlo Borromeo, san Martino da Tours, san Agostino. Le stazioni della via crucis in stile con il tempio. Dopo il Concilio Vaticano II, con la riforma della liturgia, si intervenne per togliere le balaustre dal presbiterio (collocate poi al limitare degli altari laterali) e venne posta la mensa dell’altare in modo da celebrare la Messa rivolti al popolo.
Se le pietre e gli arredi sono preziosi e artistici…ancor più lo sono le persone che partecipano alle sante celebrazioni: vi partecipano quotidianamente i nostri ragazzi dell’Istituto, ragazzi svantaggiati nel corpo e nella mente, che don Guanella definiva i “Buoni Figli”. Anche i fedeli che frequentano il santuario trovano con la loro presenza stimoli di fede, di amore, di abbandono a Dio. I miracoli della Vergine e di san Antonio da Padova ci sono e tanti, non eclatanti, ma come pioggerella estiva che rinfresca e rinfranca la terra assetata.

Fonte: https://istitutodonghinelli.weebly.com/santuario.html

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