Nostra Signora di Itria (santuario campestre)

Descrizione

Descrizione
La chiesa di Nostra Signora d’Itria si trova in territorio di Guasila, a circa 3 km dal centro abitato. Consacrata al culto cattolico, fa parte della parrocchia della Beata Vergine Assunta ed è l’unica chiesa rurale ancora utilizzata.
Ubicata nella zona di Bangiu, nel medioevo pertinente al villaggio di Bangiu de Aliri, borgo facente parte della Curatoria di Trexenta e documentato sin dal 1219, scomparve come tanti altri, in seguito alle conseguenze causate dai sanguinosi conflitti per la conquista della Sardegna. Secondo la leggenda, l’abitato venne distrutto dalla “musca maccedda” e gli abitanti superstiti, accolti nel vicino insediamento di Guasila, dedicarono la chiesa a Santa Maria, come ringraziamento per averli salvati.
Venne eretta nel XIII secolo, durante la dominazione pisana, in stile romanico (probabilmente su un edificio preesistente) presenta un’unica navata e la facciata, realizzata in blocchi di trachite e orientata verso sud-ovest, è sormontata da un campanile a vela probabilmente successivo.
L’edificio è stato modificato nel tempo con l’aggiunta di un loggiato sul portale d’ingresso, presumibilmente del XVII secolo, per il riparo dei pellegrini e di alcuni ambienti laterali che ospitano i confratelli a cui è oggi affidata la gestione.
Da documenti ascrivibili al 1348-1350, custoditi nell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona, apprendiamo che in quel periodo nel villaggio di Bangiu de Aliri esisteva una chiesa intitolata a San Salvatore ma non si è però in grado di stabilire se si trattava di un diverso edificio o del medesimo attualmente dedicato a Ns. Signora d’Itria che, verso il 1570, viene citato nella documentazione Arcivescovile di Cagliari come “Santa Maria de froris”.
Nell’angolo inferiore sinistro del fabbricato e nel muro delimitante il loggiato sono inseriti alcuni blocchi in arenaria di riutilizzo, decorati con motivi tipici medioevali.
L’aula è dotata di piccola abside davanti alla quale è collocato l’ altare risalente alla seconda metà del Settecento; su questo, è piazzata la pregevole pala che raffigura la Vergine col Bambino; custodita in parrocchia, si trova la statua seicentesca della titolare, attribuita allo scultore Giuseppe Lonis di Senorbì.
La leggenda racconta che la statua della Vergine era contesa dai Guasilesi e dagli abitanti di Samatzai ognuno dei quali ne rivendicava il possesso, pertanto ripetutamente i samatzesi prelevavano la statua dalla parrocchia di Guasila ma questa puntualmente e misteriosamente ritornava laddove era stata prelevata tanto da far desistere dall’impresa i samatzesi.
La chiesa è tuttora aperta al culto, in occasione della festa che si tiene il martedì successivo alla Pentecoste. Il lunedì viene portata la Statua della Madonna in processione, partendo dalla chiesa di Guasila con arrivo alla Chiesa di Ns. Signora d’Itria. Il giorno seguente viene celebrata la S. Messa e in serata il rientro a Guasila. La ricorrenza è particolarmente sentita dalla popolazione tanto da dedicare un vero giorno di festa, accompagnato da pranzo presso la Chiesetta campestre, contornato da canti e balli in onore della Santa.

Contatti

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  • Indirizzo
    LOCALITA' BANGIU 09040 GUASILA CA
  • Regione
    Sardegna
  • Location
    GUASILA

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Nostra Signora di Itria (santuario campestre)
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  • Da comunicazione
  • Email: comunicazione@papagiovannisottoilmonte.org

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