Nostra Signora di Reggio

Descrizione

Descrizione
Il Santuario di Nostra Signora di Reggio e la finestra della Madonna. In orario perfetto, condotto da un autista dalla confortante gentilezza, il bus ci carica e ci facciamo indicare il punto più vicino all’entrata del Santuario di Nostra Signora di Reggio (o Regio), con la Madonna Nera, che non vediamo dalla strada perché immerso nella vegetazione, a 354 m s.l.m. E’ un luogo davvero bellissimo, con un bosco a dominio del mare da un lato e ai piedi della collina dall’altro. Il bosco ospita alberi secolari (lecci, castagni, acacie d’alto fusto, cipressi, tigli), tra cui il cipresso più antico di tutta la Liguria (800 anni!). Carico di acqua, il luogo dovette la sua fortuna alle sorgenti, note fin da epoche molto antiche, quando la popolazione della zona veniva probabilmente a dissetarsi e forse a guarire da taluni malanni. Una grotta caratterizzata da mascheroni accoglie ancora un getto d’acqua sorgiva, ricordando quei tipici luoghi di culto “pagani”, legati alla Natura.
li scavi archeologici hanno portato a ritenere che qui sorgesse un’area cimiteriale di origine pagana (V secolo). La sagoma dell’edificio ci mostra le spalle, cioè la sua parte absidale, alla quale è addossato un campanile, di evidente rifacimento. Vi è anche una foresteria (XIX secolo) che offre ristoro self-service (dietro una semplice offerta), ma che ospita un convento femminile. L’unica porzione in stile romanico è la facciata a capanna, che dovrebbe risalire al 1248, anno in cui viene citato il monumento per la prima volta con il titolo di “Santa Maria” (nel 1318 si trova la prima menzione come “Santuario di Reggio”). Le tracce di un tempio più antico e forse pagano si troverebbero nella cripta che però è inagibile e senza valore artistico, a detta del gentile custode del luogo (membro di un’associazione che si premura di tenere aperta la chiesa e fare della manutenzione). La cripta si trova a sinistra del presbiterio (sotto l’altare del Crocifisso) e ci sarebbe piaciuto visitarla ma non abbiamo insistito.
Se l’acqua sorgiva era anticamente ritenuta miracolosa dai locali, in epoca cristiana questa significativa azione taumaturgica fu conferita alla Madonna Nera, detta l’Africanaqui venerata e che, secondo una tradizione, sarebbe stata realizzata da San Luca e portata in loco dai Crociati (forse Cavalieri Templari o Giovanniti?) per proteggerla e sottrarla alla distruzione perpetrata dai musulmani. L’icona raffigura Maria Vergine con il Bambino che tiene in mano il rotolo della Sacra Scrittura; anche se a prima vista avremmo detto che l’opera è di fattura bizantina, è stato valutato dagli esperti che il dipinto risale ad un artista della Scuola genovese-toscana del 1300. Dal 1615 è attestata la venerazione di un’immagine della Vergine, dichiarata miracolosa e incoronata nel 1853, in seguito alle numerose guarigioni riconosciute dall’autorità ecclesiastica.
Nella navata destra è ancora visibile una nicchia, che è nota come “finestra della Madonna”: è da questo incavo che i pellegrini – giunti al Santuario per chiedere grazie – assistevano alle sacre funzioni. Ciascuno pregava per sé o per i propri cari, invocando guarigioni, che in gran numero sarebbero avvenute (come testimoniano gli ex- voto) e che hanno reso l’immagine dell’ Africana assai venerata. Purtroppo oggi la nicchia è stata tamponata ed è rimasto un piccolo vano trasformato in altarino (nessuna menzione dell’antica funzione di nicchia taumaturgica).
Internamente la chiesa si mostra come il frutto di restauri e manomissioni; nelle sue forme romaniche aveva impianto basilicale a tre navate, che comunque mantiene tutt’ora, divise da file di colonne. La festa della Madonna di Reggio cade la prima domenica di Agosto.
Usciti nuovamente sul sagrato, apprezziamo insieme ad uno dei Volontari presenti nella foresteria il panorama sulle montagne circostanti; ci fa piacere ascoltare i suoi racconti, di quando questo luogo era chiesa parrocchiale di Vernazza perchè c’era più gente che abitava tra i monti che a valle…Siamo smarriti: com’è cambiata la situazione! Oggi resta qualche caseggiato, il paese si è spostato verso il mare.  Il Santuario non è più parrocchia (che è la già citata Chiesa di S. Margherita di Antiochia). Ci fa notare Murro e il dirimpettaio Santuario di San Bernardino. Ricordiamo che oltre ad essere collegati ai borghi, tutti e cinque i Santuari sono tra loro uniti dalla Via dei Santuari, una vera e propria Via Crucis, un percorso in orizzontale in cui si ha la possibilità di incontrare terreni terrazzati, orti, casolari, minuscoli villaggi, panorami incomparabili
Ridiscendiamo a piedi da questo luogo magico e spiritualmente molto toccante, dal sentiero che conduce a Vernazza (segnalato). In meno di un’ora siamo nuovamente nel borgo affollato di turisti. Durante il tragitto, lungo circa 2 KM, si incontrano panorami tra i più incantevoli delle Cinque Terre e diverse Cappelle della Via Crucis. Una Cappella di dimensioni maggiori, quasi una chiesetta, ci suscita curiosità ma non vi è alcuna indicazione o dedicazione. Siamo però in vista dell’abitato e del porticciolo, con le sagome già familiari dei monumenti e il blu cobalto del mare baciato da sole. Tutte le domande si sciolgono davanti a tanta bellezza

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    LOCALITA' REGGIO  19018 VERNAZZA SP
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  • Regione
    Liguria
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    VERNAZZA

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