S. Gennaro alla Solfatara e SS. Festo e Desiderio Martiri

Descrizione

Descrizione

Il Santuario di San Gennaro alla Solfatara si trova in Via San Gennaro alla Solfara a Pozzuoli, ma è comunque annoverato tra le proprietà del Comune di Napoli.

Le prime notizie parlano della costruzione di una basilica tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo, nel luogo in cui, nel 305, trovò il martirio San Gennaro. Di essa, oggi rimane probabilmente solo l’Altare, venerato dai fedeli come la pietra su cui venne decapitato il santo.

Lungo la sua storia, infatti, il luogo di culto subì numerosi danni soprattutto a causa di eventi naturali, come l’eruzione del 1190 della vicina solfatara e svariati terremoti, culminati con l’eruzione che causò la formazione del Monte Nuovo nel 1538.

La chiesa fu ricostruita e ampliata nel 1584, a spese del Comune di Napoli, questa volta insieme anche ad un convento gestito dai Frati Minori Cappuccini, guadagnandosi successivamente anche il titolo di Santuario grazie al gran numero di fedeli e pellegrini che vi arrivavano per venerare il Santo. Tra il 1701 e il 1708, l’architetto Ferdinando Sanfelice si occupò di nuovi ampliamenti, ma un incendio scoppiato nella notte tra il 21 e il 22 febbraio del 1860 distrusse quasi completamente la chiesa e le strutture adiacenti.

Il complesso fu prontamente restaurato nel 1866, su progetto dell’architetto Ignazio Rispoli, e arricchito nel 1926 da marmi e dipinti di Luigi Tammaro, mentre l’11 febbraio 1945 il vescovo di Pozzuoli Alfonso Castaldo elevò il santuario a parrocchia, intitolandola a San Gennaro vescovo e martire e Santi Festo e Desiderio martiri.

La facciata della chiesa è caratterizzata da un pronao con due colonne tuscaniche. Sulle pareti sono poste alcune lapidi che ricordano momenti salienti della storia del luogo come la visita dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Giacomo Cantelmo, del 1697, i restauri eseguiti del 1701, l’edificazione della chiesa nel 1580 e la sua elevazione a parrocchia nel 1945. Sul portale d’ingresso in piperno, invece, si trova un bassorilievo in marmo raffigurante il volto di Gesù, risalente al XVII secolo.

L’interno

L’interno è costituito da un’unica navata, con volta a botte e cappelle laterali. Un arco di trionfo divide l’aula principale dal presbiterio, caratterizzato a sua volta da una pseudocupola affrescata, insieme ai pennacchi, da Luigi Tammaro nel 1926. Sul pronao, invece, è collocato il coro dei frati.
Tra le opere più significative conservate nella chiesa troviamo una altarino sormontato da un bassorilievo raffigurante il Martirio di San Gennaro, opera del 1695 di Lorenzo Vaccaro e, con lo stesso soggetto, il quadro posto sull’altare maggiore, opera di Pietro Gaudioso che lo dipinse introno al 1678.

In una delle cappelle di destra, è custodita la pietra venerata come quella su cui rimangono alcune macchie del sangue di San Gennaro che, secondo la tradizione, sono nere durante l’anno e diventano di un colore più rosso nei giorni che precedono l’anniversario della sua decapitazione (19 settembre). Tuttavia, alcuni studi sembrerebbero dimostrare che la reliquia sia ciò che rimane di un altare paleocristiano, databile però ad un periodo di due secoli posteriore alla data della morte del Santo, rendendo quindi falsa la credenza che sia cosparsa del sangue di San Gennaro.

Nella stessa cappella, esposto in una nicchia è conservato anche un busto raffigurante il santo, opera anonima risalente circa al XII secolo. A quest’altra reliquia sono associati numerosi eventi miracolosi, tra cui quello più famoso, avvenuto durante l’epidemia di peste del 1656.

Nell’occasione, nella speranza che il santo facesse il miracolo ponendo fine alle sofferenze della città, la statua fu portata in processione dalla solfatara all’anfiteatro Flavio. Sin dall’inizio, sul collo di essa cominciò ad apparire una macchia gialla che, alla fine del percorso, era diventata un grosso bubbone pestilenziale. La leggenda narra che il bubbone, contenente la malattia di tutta la città, esplose e si dissolse lasciando sul busto solo la macchia gialla visibile ancora oggi.

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  • Indirizzo
    VIA S GENNARO ALLA SOLFATARA 8 80078 POZZUOLI NA
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    Campania
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    POZZUOLI

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