S. Giuseppe in Spicello

Descrizione

Descrizione
Nel Comune di Terre Roveresche (PU), a neppure 200 metri di altezza, esiste la località di Spicello. La sua posizione è incantevole, è sempre ventilata per effetto della vista e collegamento mare-monti; vi si ammirano il mare Adriatico, le meravigliose colline marchigiane, la catena montuosa della Carpegna, del Nerone, del Catria e del San Vicino.
Tale località, in aggiunta alle case coloniche circostanti, negli anni 1950 contava circa 500 abitanti. Essendo lontana dal capoluogo, il Vescovo aveva creduto opportuno elevarvi una nuova parrocchia con il titolo di San Giuseppe. Per tale motivo, alla fine degli anni 1950, si era iniziata pure la costruzione della chiesa e della canonica, però rimaste al grezzo, in quanto non più servibili per il successivo spopolamento della zona, prettamente rurale.
Nell’anno 1988, per interessamento di coniugi appartenenti all’ “Istituto Santa Famiglia”, opera fondata dal Beato Giacomo Alberione, è stato ripreso in considerazione il complesso in quanto poteva essere utile per le loro attività. A tal fine è stata risistemata la casa, fornendola dell’ essenziale arredamento e di mano in mano sempre meglio sistemata come trovasi all’oggi.
E’ stata messa mano pure al tempio per fornirlo dell’essenziale aprendolo al culto l’11 giugno 1989. Anche il tempio, di mano in mano, è migliorato sia nella struttura che nell’arredamento, sino ad essere come si presenta all’oggi.
Nel frattempo, don Stefano Lamera, delegato del citato Istituto, venendo per la prima volta sul luogo nel 1991, chiaramente illuminato dall’Alto, constatò che nel luogo vi aleggiava una speciale presenza di San Giuseppe, da cui avrebbe dispensato favori e grazie, soprattutto a vantaggio delle famiglie e del mondo lavorativo. Ne previde lo sviluppo e disse che la chiesa sarebbe divenuta un grande Santuario di San Giuseppe.
Appena due anni dopo, constatata l’affluenza crescente di pellegrini e devoti, il Vescovo diocesano eleva il Tempio a “Santuario Diocesano di San Giuseppe”.
I fatti successivi, sia a livello spirituale che materiale, sia a livello di pellegrinaggi organizzati che di partecipazioni personali, hanno dimostrato e stanno dimostrando che le previsioni erano più che giuste. Non mancano continui attestati di grazie e favori ricevuti.
Il cuore del Santuario stesso, fortemente voluta da Don Stefano Lamera, è la “Cappella dell’Adorazione”, posta come cerniera tra il Santuario e le sue Opere. Essa, secondo il detto dello stesso don Lamera, sarebbe stata “la soluzione di ogni problema”, per le necessità dell’opera e per quelle degli adoratori.

Componenti del Santuario

Al Santuario di San Giuseppe in parola, è collegato un complesso denominato “Casa di Spiritualità – Oasi San Giuseppe”, che comprende sin dall’inizio una casa di accoglienza (la ex canonica) oltre che ad un parco di verde attrezzato che si estende per circa tre/quattro ettari.
Successivamente, per avere una maggiore ricettività per l’accoglienza, il complesso è stato arricchito, nelle immediate adiacenze, di una nuova costruzione denominata “Casa di Spiritualità Don Stefano Lamera”.
Questa nella parte logistica è composta di 20 camere, a due letti e con ogni conforto.
Al piano seminterrato, con apertura al vasto parco, è stato ricavato un ampio salone per una capienza di 500 posti a sedere. Il salone è strutturato in maniera tale per cui, attraverso pareti mobili, può essere suddiviso in tre ambienti indipendenti e autosufficienti. Il tutto, ovviamente, è fornito dei necessari servizi.
I 40 posti disponibili nella nuova struttura, aggiunti agli altri 20/30 della precedente, danno modo di ospitare un buon numero di pellegrini e di partecipanti a giornate di spiritualità che intendono pernottare.
Siamo nell’attesa di completare nel citato seminterrato altri locali/salette per riunioni o gruppi di studio o per quanto altro. Attualmente la sala mensa ed i locali per riunioni, si trovano nella prima casa che ha diretta comunicazione con il Santuario.

Finalità dei complessi

Le finalità essenziali dei due complessi di accoglienza sono in sintonia con quelle del Santuario.
Essi sono aperti ad ogni realtà ecclesiale quali parrocchie, associazioni, movimenti, gruppi. In altre parole servono per l’accoglienza di pellegrini singoli ed organizzati, per esercizi spirituali, per giornate di ritiro ed incontri spirituali, per campi scuola, per altre iniziative non contrastanti con lo spirito e le finalità del Santuario in parola.
Tra i tanti, sono particolarmente privilegiati gli incontri relativi alla pastorale famigliare. Questo anche in ottemperanza a quanto è stato ribadito  più volte dal Vescovo diocesano Mons. Armando Trasarti: “… se vogliamo scoprire e seguire la nostra vocazione, andiamo a Loreto; se vogliamo imparare a pregare andiamo a Lourdes; se vogliamo vivere la povertà evangelica, andiamo in Assisi; … se vogliamo sanare e rafforzare la famiglia, dobbiamo andare a Spicello…”.
Oltre alla pastorale familiare un particolare privilegio è dato pure alla pastorale giovanile e vocazionale, in linea con il documento definito “Gesto di Comunione Spirituale” sottoscritto il 24 agosto 2002 dai Vescovi di Fano e Loreto.

Fonte: https://www.sangiuseppespicello.it/la-storia/

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